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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

La pietra miliare di Barcola, 1180 km tra Trieste e Berlino

Recandosi verso Miramar,a Trieste, nel bel mezzo della strada, sorge una pietra miliare, che riporta come simbolo l'orso verde ed inciso in rosso Trieste Berlino 1180 km. Ma sussistono dubbi sulla vera origine di quella pietra. Come è noto, l'attuale strada costiera, è stata aperta al traffico tra il 1928 ed il 1929, anche se la data certa di inaugurazione è il 16 agosto 1928. E le prime immagini dell'Istituto Luce risalgono al 1932. Durante il fascismo vi era l'abitudine di collocare, da Nord a Sud, senza dimenticare le strade dell'Impero, pietre miliari che spesso riportavano la progressiva chilometrica dall'inizio della strada ivi considerata , la denominazione della strada ed in alto la sigla A.A.S.S Azienda Autonoma Statale della Strada , nata grazie all'impulso derivato dalla legge Carnazza. Legge che istituiva la divisione in classi delle strade che componevano la rete viaria nazionale. La società AASS si sarebbe dovuta occupare della rete delle str…

La distesa di piedi sul Molo Audace

Chi scarpe basse, chi sportive, chi stivaletti, chi scarpe alte, chi semplicemente scalzo. Tra una bicicletta accompagnata sul manto del molo che unisce l'acqua salata del golfo di Trieste al cielo sfuggente al rosso Carso, tra pensieri seduti sulla bitta, si consuma, in un giorno di primavera, quel pasto diventato rito che non conosce tempo, quel rito irrituale nella sua forma, quel rito che vede nello stesso luogo, certo e definito, ceti diversi, a volte contrapposti, ma ora nella loro indifferenza e solitudine, camminare lungo il piccolo viale che conduce verso la rosa dei venti. 
Piedi sospesi, abbandonati tra scale piccole e senza equilibrio, e quella schiuma di mare che ti distrae dall'assaporare la serenità nell'immensità di un momento ripetuto negli anni perduti e ritrovato negli anni temuti. E scivolano via tra l'aria ed il mare, giocherellando con gli schizzi da evitare, quei piedi affaticati, che sorreggono le fondamenta dei tuoi sogni che un giorno, vicino…

Quando a Trieste veniva represso anche l'uso del dialetto

Trieste è una città multiculturale, che conosce tante e più lingue. Lingue che, in base ai regimi del tempo, hanno subito sempre repressioni, pensiamo alle violenze subite dalle comunità slavofone, alle ammonizioni esercitate sotto l'Impero austro ungarico da parte del Commissario austriaco, verso alcuni italiani che incitavano la diffusione della lingua italiana, forse perché sospettati di irredentismo, ma poca importa, quello che qui interessa è l'uso della lingua, ,anche se poi la lingua italiana divenne, in quel tempo, quella ufficialmente utilizzata nell'amministrazione e nella giurisdizione ed ovviamente non si devono dimenticare le intimidazioni e le censure per l'utilizzo del dialetto sotto il nefasto regime Fascista. Ancora oggi, in molti uffici pubblici, nei bar, nei luoghi di Trieste, il dialetto è vivo. Il dialetto, il triestin, è la lingua del popolo, che unisce la borghesia al proletariato, è la lingua della città, è la lingua che esprime i veri sentiment…

Ma si aboliscono realmente le province?

Pensiamo ad una Regione come il Friuli Venezia Giulia, che oltre ad essere a Statuto speciale ha mille particolarità, che non sono campanilismi, ma identità e specificità territoriali spesso inconciliabili tra di loro. Molti fantasticavano sul futuro assetto territoriale in FVG sia alla luce della Legge Regionale che abroga le province che alla luce del nuovo progetto di Legge, in fase di approvazione nelle aule parlamentari che è molto simile a quello del Friuli Venezia Giulia che in ogni caso necessita ancora di alcuni iter legislativi prima di diventare definitivo. Ritorneranno i Circoli di Gorizia, di Trieste? Monfalcone ritornerà sotto Trieste? Ed Udine si prenderà mezza Regione ? E Pordenone? E Gorizia, finirà sotto Trieste o Udine? Vi immaginate la terra delle osmize unita a quella delle private? O il furlan esteso in Bisiacaria? Apriti cielo. Già i forconi, pale e rastrelli erano pronti per essere spolverati ed utilizzati per rivolte territoriali.

Quale asilo politico nell'Unione Europea?

Integrazione all'intervista del Fatto Quotidiano del 26 marzo 2014.  Stefano Tieri ha scritto per il Fatto Quotidiano un articolo che merita di essere letto dal titolo: Lampedusa in Berlin, il sogno dei migranti parte dalla Sicilia e si ferma a Kreuzberg.  Integro, quanto ho affermato nell'intervista di Stefano Tieri, con le seguenti ed ulteriori riflessioni.
Il 29 giugno 2013 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea gli atti legislativi mancanti per completare la “revisione” di tutte le principali norme del Sistema europeo comune di asilo, e dal primo gennaio 2014 si applica il nuovo Regolamento di Dublino ( III). Teoricamente questo regolamento è direttamente applicabile, poiché i regolamenti comunitari  non sono soggetti a misure di recepimento nel diritto nazionale e conferiscono diritti e doveri indipendentemente da una misura nazionale di attuazione. Gli Stati membri possono tuttavia adottare misure di attuazione, qualora questo risulti necessar…

Territorio libero di Trieste: quando la Jugoslavia denunciava il rischio per la pace

Con una lettera del 12 dicembre 1946 , il Segretario di Stato degli Stati Uniti , comunicava i pertinenti articoli e gli allegati tutti del Trattato di Pace con l'Italia che prevedeva, tra le varie cose,l'istituzione del Territorio Libero di Trieste , la cui indipendenza ed  integrità doveva essere assicurata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dichiarava, in quella lettera, che il tutto doveva essere approvato entro l'inizio del febbraio del 1947. Alla riunione numero 89 del 7 gennaio 1947, il Consiglio inseriva la detta questione nell'agenda ed il 10 gennaio 1947 si decideva l'approvazione dei tre allegati tra cui l'accettazione delle responsabilità ivi connesse. Nel corso della riunione, si adottava la risoluzione che vedeva " Il Consiglio di Sicurezza , dopo aver ricevuto ed esaminato gli allegati al trattato di pace proposto con l'Italia relativi alla creazione e governo del Territorio libero di Trieste ( tra cui un accordo per il Por…

E' legittimo il licenziamento verso i lavoratori che protestando compromettono il vincolo fiduciario

Alcuni operai, una volta appresa la notizia del prolungamento della loro collocazione in CIGS ed a zero ore, decidono di intraprendere la classica iniziativa di protesta. Entrano nella fabbrica, raggiungono il tetto dell'opificio ma percorrendo un trave lunga circa duecento metri, sostando su di una pedana a circa 10 metri di altezza dal suolo costringendo dunque l'azienda a bloccare per tutta la notte la linea di produzione. Gran coraggio, pur di far sentire la loro voce. Probabilmente è stata l'estrema ratio, figlia della paura di perdere il lavoro, figlia di una politica che non è riuscita ad intervenire per evitare il procrastinarsi di situazioni intollerabili e di gran stress emotivo ed esistenziale, a determinare quell'azione di lotta. I fatti accadevano in Campania e nel 2003.
Ma poco importa.
I lavoratori venivano licenziati per giusta causa,in relazione al comportamento attuato.

Moro, la moto Honda ed anche Kawasaki

Riesplode il caso Moro, un caso che vede l'intreccio di servizi, 'ndrangheta, che in base a delle dichiarazioni passate sembra addirittura che uno degli aderenti fu tra gli esecutori materiali del sequestro dell’onorevole Aldo Moro, bande criminali. Si gira e ruota intorno alla questione, senza mai focalizzare veramente il tutto. Per esempio, Steve Pieczenik, esperto di terrorismo, già consulente del Dipartimento di Stato Usa nel 1978, fece trapelare in una intervista audio che avrebbe indirizzato e gestito l'azione delle autorità' italiane con le Br nella vicenda poi culminata con la morte di Aldo Moro, poichè Aldo Modo, in qualità di massimo esponente della DC doveva essere sacrificato per evitare che il PC prendesse totalmente il potere. Di norma i sequestri di persona, di cui gli ndranghetisti erano i massimi esperti in quel tempo, si realizzano per ottenere il pagamento di un riscatto. E non a caso era emerso più volte che il Vaticano, tramite le sue infinite artic…

Lavoro: si rischiano sino a otto anni di precarietà continuativa

Mi chiedo a cosa serve ancora oggi riportare la seguente formula, come indicata nel decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368:  “ Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro? Frase, che sarebbe anche un principio di diritto, che ha modificato quella pregressa “il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato”. Dunque da regola a formula comune e da formula comune a indeterminatezza nel suo essere determinato, come determinata è la precarietà. La nuova riforma sul tempo determinato deve essere necessariamente letta in correlazione con il contratto di apprendistato. Contratto che nei peggiori di casi potrà arrivare sino a cinque anni, come il caso dei profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento, e comunque, arriva di norma nelle più comuni forme di apprendistato sino a tre anni. Certo, sull'apprendistato vi sar…

Il Veneto corre verso l'indipendenza “virtuale” ma guarda allo Statuto Speciale?

La stampa estera e parte di quella italiana  ha dato un  buon risalto al referendum virtuale del Veneto, ma reale per la situazione che esprime. Già nel 2013 scrivevo che da Trieste a Venezia alla Lombardia cresceva la voglia di indipendentismo e che il tutto riportava a vecchie strategie, che nei primi anni 90 hanno segnato in modo negativo la situazione politica e sociale italiana, senza dimenticare il ruolo attivo che le mafie hanno esercitato verso certi e dati processi indipendentisti ed autonomisti come emersi in particolar modo nell'Italia meridionale Ma  evidenziavo  anche che al 9 ottobre 2013,erano ben 104 i comuni su un totale di 581 e 2 province su 7 ad essersi pronunciati favorevolmente all'indizione del referendum che voleva e vuole l'indipendenza del Veneto e sottolineavo che il tutto non era un fenomeno ma una realtà che veniva letteralmente ignorata dai media nazionali.  Giunge la primavera e sul sito principale, che ha sostenuto questo referendum virtual…

Hanno fatto a pezzi l'Orso Yoghi

E' primavera. Anche se a dire il vero è iniziata, questa meravigliosa stagione, con qualche settimana di anticipo. La natura si risveglia, gli uccellini cantano, i fiori donano qualche colore di vita e speranza ad un mondo sempre più cupo e grigio ed intossicato da cattiveria. Ma primavera significa anche sospensione della caccia, nei confronti di  alcune specie animali, come il capriolo, che potrà dedicarsi alla stagione dell'amore se sopravvissuto ai colpi secchi e funesti dei fucili da caccia. Ma non tutti gli animali hanno avuto questa fortuna. Non tutti gli animali potranno giocare ed amoreggiare per le distese verdi o selvagge, non tutti gli animali potranno vivere liberi. Già, vivere liberi.  Ondina Peteani, che ha lottato per la libertà, dopo i traumi della deportazione e le battaglie per la liberazione neanche i canarini voleva più vedere chiusi ed imprigionati nelle gabbie. Quelle gabbie che l'uomo continua a diffondere, ovunque. Quelle gabbie che non conoscono …

Quando il governatore del TLT doveva essere il colonnello Flueckiger

Una lettera, del 12 ottobre 1953, inviata alla Presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, da parte dell'Unione Sovietica, chiedeva, senza mezzi termini, l'ennesima convocazione del Consiglio di Sicurezza per discutere la questione della nomina di un governatore del Territorio Libero di Trieste . Il nome che veniva proposto era quello del colonnello svizzero Flueckiger ( o Fluckiger). La cosa interessante è che la stessa Unione Sovietica evidenziava il carattere provvisorio del regime del Territorio Libero di Trieste ed invocava l'applicazione,entro tre mesi, successivi alla nomina del Governatore del TLT, cosa che mai avverrà per l'ostruzionismo esercitato dalle potenze occidentali, Usa e Gran Bretagna in primis, dello statuto permanente del TLT. Il Consiglio di Sicurezza aveva più volte discusso tale questione, sempre rinviando la nomina del Governatore , giungendo ad un nulla di fatto. Questo perché le potenze occidentali, come ben evidenzierà anche la stam…

La vera origine delle cinque poesie sul calcio di Saba

Le Cinque poesie sul calcio scritte da Umberto Saba nascono in modo singolare, ma in un modo che non deve sorprendere, poiché sarà quello tipico del poeta di Trieste.  Si è detto e scritto che è andato allo stadio casualmente, oppure perché ha ricevuto in regalo un biglietto, o per accompagnare la figlia. In realtà questi tre elementi non sono esclusivi ma corrono e vivono insieme. Le cinque poesie sul calcio, che si aprono con il saluto ai rosso alabardati amati dai triestini e che si concluderanno con la gioia e la capriola del portiere della squadra che ha segnato, una gioia che si contrappone al dramma ed alla tristezza del portiere avversario, nascono all'interno della libreria di Umberto. Carletto, ovvero Carlo Cerne, era un grande appassionato di calcio, un gran tifoso della triestina. Il suo umore variava e mutava spesso in base ai risultati della triestina. Ora felice e gioioso ora triste ed in solitudine con i suoi pensieri sul perché della sconfitta. Umberto Saba è sta…

Il Triangolo di Saba

Lì al picco sul mare, lungo una delle strade più belle del rimpianto Bel Paese, una roccia accoglie i versi del poeta di Trieste, Umberto Saba. Per conoscere Trieste, per capire questa misteriosa città, devi, in modo imperativo, conoscere il canto di Saba. “Avevo una città bella tra i monti rocciosi e il mare luminoso. Mia perché vi nacqui, più che d’altri mia che la scoprivo fanciullo, ed adulto per sempre a Italia la sposai col canto”. 
Alle spalle di questa piccola roccia, immortale come la poesia del poeta di Trieste, tra Carso e l'orizzonte del golfo triestino che guarda l'isola dove il sole, forse di quell'avvenire che mia è giunto, non conosce tramonto, Grado, tra colori in continuo mutamento e pensieri sospesi in quella infinità che avvolge ogni ragione umana, ecco la galleria di Dante, o di Mussolini o semplicemente del bacio, come io voglio chiamarla. E da qui inizia il viaggio, il viaggio che lentamente ci porterà in quello che io chiamo il triangolo di Saba. U…

Fondo d'istituto ridotto in modo drastico, ed alcune scuole dicono no alle commissioni

L'anno scolastico 2013/2014, per i tagli complessivi che ha caratterizzato, su tutti i fronti, il settore della scuola, è certamente il peggiore in assoluto. Ti capita di partecipare a diverse assemblee sindacali, convocate a marzo per discutere di contratto integrativo, verrebbe da dire, ma come, a marzo si deve ancora sottoscrivere il contratto integrativo d'istituto? Sì. I motivi sono ovvi, non si conoscevano le risorse disponibili a settembre, e grazie anche alla riforma Brunetta e ad una giurisprudenza che pian piano si sta consolidando, alle rsu hanno sottratto molte competenze, ed una delle poche rimaste in vita, ad oggi almeno, è quella relativa alla contrattazione sul FIS. Gli organi collegiali, nonostante le premesse e gli insegnamenti dell'anno scorso, hanno deliberato, ad inizio anno, attività programmatiche ed aggiuntive, come se tutto fosse nella norma. Sono stati inseriti nei POF progetti, sono state deliberate commissioni, funzioni aggiuntive, individuati r…

La Crimea e l'autodeterminazione dei popoli

Il 16 marzo in Crimea si svolgerà il referendum, dall'esito quasi scontato, che probabilmente sancirà l'unificazione, teorica, con lo status di un soggetto della Federazione Russa. Sono oltre 1 milione ed 800 mila i residenti in Crimea, con una percentuale dominante di cittadini di origine russa. I motivi che portano a questo referendum sono noti, così come è nota la posizione strategica della Crimea anche se non soprattutto in relazione al progetto South stream. (rinvio a questo link per tale questione). Ora si invoca il principio dell'autodeterminazione dei popoli, un principio tanto labile quanto volubile, perché concezione di popolo e di autodeterminazione mutano in base ai protettori che sostengono un certo e dato processo. Non esiste processo di autodeterminazione incondizionato. Non esiste popolo, e poi bisognerebbe capire cosa si intende per popolo, o comunità che condivide stesse origini e specificità culturali e visione politica, che possa essere libero di espri…

Scuola dal cuneo fiscale alla riduzione prevista del personale docente

''Saranno permanenti gli 80 euro in busta paga''. Queste parole, del nuovo premier,Matteo Renzi, hanno creato una situazione di attesa per milioni di lavoratori. Da quello che sembra di capire la restituzione di questi 80 euro netti riguarderà i lavoratori  che ad oggi guadagnano un massimo di 25 mila euro all'anno. Si parla del così detto cuneo fiscale. Secondo l’OCSE, Il cuneo fiscale è “la misura della differenza  tra il costo del lavoro che sopporta il datore di lavoro e la corrispondente retribuzione netta che riceve il dipendente”. L’Italia, specialmente sulle famiglie, ha il quarto cuneo fiscale più elevato al mondo, superata solo da quello di Francia, Belgio e Grecia. Un manovra simile venne già tentata nel 2007 dal governo guidato da Romano Prodi il quale approvò la riduzione di 5 punti percentuali del cuneo fiscale, suddivisi per il 60% alle aziende e per il 40% ai lavoratori, su un intervallo temporale di 3 anni.

Scuola, dal 2007 10% di personale in meno

Uno studio della Fondazione Agnelli, pubblicato probabilmente per ricordare al Governo che di tagli la scuola non ha più bisogno, visto che ha già dato tanto, evidenzia che dal 2007 al 2012 il personale della scuola statale (insegnanti e Ata) è diminuito del 10,9%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media del pubblico impiego, che nello stesso periodo ha visto nel suo insieme una contrazione del 5,6%.  Dati pesanti, che vedono un calo del 25% dei contratti a tempo determinato, un calo del 6% del personale di ruolo. In particolar modo, per quanto riguarda i docenti, si evince che dal 2007-08 al 2012-13, a fronte di una stazionarietà della popolazione scolastica iscritta alla scuola statale (meno 13.000 alunni, pari allo 0,2% del totale), il personale docente è passato da 843.000 a 766.000 unità (- 9%). La maglia nera la indossa Isernia con un -18,0%, che si pone in linea con l'Italia meridionale e centrale, mentre Prato registra una variazione positiva del 6,7%, che insiem…

Turismo ed innovazione, incentiviamo le nuove tecnologie in FVG

Nel sito del Ministero dei Beni Culturali, alla voce siti culturali, in Friuli Venezia Giulia risultano ben 127 luoghi da visitare, musei,  monumenti,  castelli,  ville romane ecc. Un patrimonio immenso. Come è noto, in base all'ultimo rapporto della Commissione Europea, l'Italia di Michelangelo, di Leonardo, oggi, nel 2014, risulta essere un Paese indicato come innovatore moderato. Il suo rendimento innovativo è cresciuto costantemente fino al 2012, registrando un lieve calo nel 2013. La resa innovativa del paese rispetto all'UE è cresciuta, raggiungendo l'80% nel 2013, però presenta risultati inferiori alla media unionale per la maggior parte degli indicatori. I punti deboli relativi risiedono nei Dottorandi extraeuropei e nelle PMI innovative che collaborano con altre. I punti di forza relativi si osservano nelle Co-pubblicazioni scientifiche internazionali e nei Disegni e modelli dell'UE. Insomma per crescere, per migliorare, si deve puntare sull'innovazio…

Il passero dalla finestra di Trieste

Lì sul ciglione carsico mentre scivola la lava fredda e cementificata ferma e sospesa nel tempo del secolo di cui sono figlio non per mia scelta, lì tra arbusti e foglie ove duole il cuore alla sguardo di quel ventre grezzo e conquistato ecco il passero di Trieste chiamare la solitudine nella rumorosità della vita metropolitana mentre tu nascosto dalla chiusa finestra bianca e di legno sospiri e respiri in quel cielo dall'azzurro opaco.

Quando un gesto di follia e disperazione diventa fionda per il razzismo

Una giornata qualunque, forse. Musicisti di strada, artisti di strada, persone che vanno persone che vengono, altre che protestano nei pressi del palazzo della Regione. Splende il sole, in questo 12 marzo, ma non sarà quello dell'avvenire, quello forse non è mai sorto, almeno qui a Trieste ed in Italia. Attimi della disperazione, attimi di tensione in una giornata apparentemente primaverile. Sparerai al cielo, sparerai a quella speranza che ti ha abbandonato, sparerai alla paura, sparerai alla follia, sparerai in aria, i colpi secchi frantumeranno il silenzio di quella indifferenza che giorno dopo giorno, tramite anche la burocrazia, nega sorrisi, nega felicità, nega l'esistenza. Hai voluto forse sfidare questa negazione. Nel peggiore dei modi. Sparando lì in alto dove il piombo si fonde con il dolore, con la disperazione. Sparando contro te stesso hai personificato la violenza della disperazione. Poi sirene, nastri, etichette che segnano i colpi della follia, si perde quasi …

Scioperano i lavoratori, si punisce la RSU, accade nella Firenze di Renzi

L'Italia ha conosciuto sempre immense repressioni nei confronti dei lavoratori e del diritto di sciopero. In particolar modo dalla seconda metà del 1800, passando per i moti di Milano, al fascismo, al presente. Al grido pane, pane, pane, si rispondeva con leggi speciali, con armi da fuoco, carcere duro.  Venivi arrestato se qualche mese prima dell'entrata in vigore delle leggi speciali avevi osato  frequentare od eri amico di anarchici, socialisti. Bastava cantare l'inno dei lavoratori, leggere poesie rivoluzionarie, o semplicemente sognare la rivoluzione per essere imprigionati, isolati e rischiare di morire, e spesso morivi.  Si punivano gli intenti. Si punivano le condivisioni.  Si puniva la responsabilità, a detta del sistema, oggettiva.  Anno 2013, il giorno 5 e 6 dicembre a Firenze, la Firenze dell'allora Sindaco Renzi, sull'onda di Genova, che a sua volta, anche se con scoppio ritardato, seguiva l'onda pregressa di Milano, i lavoratori del settore dei t…

Vent'anni dalla scoperta di Antonio, intervista a Tiziana Brazzatti scopritrice del dinosauro

Antonio è il “dinosauro” più vecchio e completo d'Europa, scoperto nel 1994 da Tiziana Brazzatti, al Villaggio del Pescatore in provincia di Trieste. Per rendere la giusta memoria ad Antonio ed alla sua scopritrice ho deciso di intervistare la protagonista di questa poco conosciuta storia tutta nostrana. Emergeranno particolari interessanti e la determinazione di una donna che ha dovuto combattere contro sistemi, schemi, in un mondo ed una società ove la condizione di parità tra generi è difficile,  per emergere e far emergere quel piccolo dinosauro che il mondo ci invidia e che il così detto Bel Paese si permette di trattare come una cosa qualunque, quando di qualunque ha veramente poco, a partire dalla sua scoperta. Marco Barone



Era il 1994 e la tua vita in un certo senso cambierà, cosa è accaduto nei pressi della cava situata al Villaggio del Pescatore?
Nel 1994 stavo per laurearmi alla Facoltà di Scienze Geologiche dell'Università di Trieste. Oltre alla tesi di laurea mi ded…

Il muro della contesa tra l'Italia ed il TLT nella ballata dei nottambuli

Lungo quella strada che congiunge il rude Carso al seno di Trieste, che scirocco e bora cercano di contendersi senza mai fronteggiarsi solleticando l'orizzonte dell'Adriatico Mare, lì ove sorge il faro dell'impero caduto, l'obelisco di Opicina, lì ove  riposano i binari del tram dal colore blu vivo, come la speranza che possa ritornar presto in circolazione per le vie della misteriosa Trieste, lì tra pini e carpini neri, tigli e pini d'Aleppo, tra colori che assorbono ogni malinconia, sorge un piccolo muro. Il muro della contesa. Una donna da corteggiare a colpi di scritte. Una piccola epopea romantica tutta nostrana, Romeo e Giulietta di Trieste.Nel rito della ballata nottambula, armati di bomboletta spray, ora nera, ora bianca, ora rossa, cultori del territorio libero di Trieste e cultori della Trieste italiana, alternandosi con la stessa frenesia delle stagioni fugaci, scriveranno ora viva l'Italia, ora viva Trieste libera o TLT. Cancelleranno ora viva l'I…

Se Venditti scrive “ onore ai martiri delle foibe”

Sono cresciuto con le canzoni di Venditti,non per scelta,ma perché mio padre era un fan di Venditti. Ricordo i lunghi viaggi in macchina, dalla Calabria, già quella Calabria che Venditti ha in passato offeso, verso la Sicilia con le sue canzoni. Mio padre non è mai stato certamente uno di sinistra, figuriamoci comunista, ma Venditti era molto amato a sinistra, penso alla sua canzone dedicata a Berlinguer od alla condanna a sei mesi con la condizionale per vilipendio alla religione di Stato. Però poi fu tutto un piccolo equivoco. Lui non criticò Gesù, ma gli fece anzi un complimento nel definirlo fico. Ma il Tribunale non volle sapere nulla ed apriti cielo, diventato anche mito nel mondo dei laici di sinistra. Passano gli anni, cresci, maturi e Venditti non lo ascolterai più, questione di gusti musicali? Non solo. Come dimenticare la sua apertura ad Alemanno? «Ho votato per Rutelli, ma una cosa va detta chiaramente: stavolta è stata punita l’estetica della sinistra (...) Non ho pregiudi…

Sostenere o non sostenere la Lista Tsipras?

Ci risiamo. Che fare? Sostenere o non sostenere la lista Tsipras? Una lista dalle mille contraddizioni, che procura diversi malumori, ma che ad oggi è l'unica ad avere un piccolo profumo di sinistra sociale, nonostante tutto quello che racchiude e rappresenta in Italia? Hanno votato 18.416 persone alle consultazione in rete per decidere il nome della lista e con 7.673 voti si chiamerà L'altra Europa con Tsipras la lista, appunto,  che ha lo scopo di rinchiudere una parte della complessa ed articolata galassia della sinistra parlamentare ed extraparlamentare italiana per le prossime elezioni europee. I candidati sono stati scelti tenendo conto di questi criteri: La notorietà del candidato proposto (non si può, soprattutto per le teste di lista, puntare su persone, ancorché espressione di un intenso impegno politico, sociale o culturale, che siano ignote o poco note al pubblico vasto dell’elettorato a cui intendiamo rivolgerci); 2. La rappresentatività nei movimenti di opinione e …

La Commissione Europea pone sotto vigilanza l'Italia

Con un rapporto conciso ed eloquente, pubblicato il cinque marzo 2014, la Commissione Europea attesta che l'Italia, insieme a Slovenia e Croazia, sta vivendo squilibri macroeconomici eccessivi, che richiedono un monitoraggio specifico e forte azione politica. La Commissione effettuerà il monitoraggio specifico delle politiche raccomandate in Italia dal Consiglio nel quadro del semestre europeo, e riferirà regolarmente al Consiglio e l'EurogruppoDunque nuove raccomandazioni si apprestano ad arrivare, nuovi paletti, nuove misure che rischiano di far implodere un Paese semplicemente sprofondato nella palude da cui non riesce ad uscire. Per la Commissione Europea l'Italia deve affrontare il livello molto elevato del debito pubblico e la competitività esterna debole, entrambi sono in ultima analisi, radicati nella crescita prolungata della produttività stagnante e richiedono attenzione politica urgente. La necessità di un'azione decisa per ridurre il rischio di effetti n…

Donna quando resistenza è esistenza, il memoriale di Ondina Peteani

Ho avuto modo di leggere l'ultimo libro di Valerio Evangelisti, Il sole dell'avvenire, che ti schiaffeggia anche con violenza, cercando di farti capire che i diritti conquistati vanno difesi, che mille e più sofferenze ci sono state, violenze ci sono state, abusi e soprusi, per mano di quell'uomo padrone, capo bastone, il caporale, che ti puniva ed umiliava. Le filande prima,  le mondine dopo, le camiciaie di New York,  da una parte all'altra del mondo, si ribellarono iniziando a prendere coscienza della propria forza e della possibilità di dire no. Oltre 14 ore di lavoro schiavista, con l'acqua oltre le ginocchia, oltre ogni oltre, nervi e mani deformate dalla fatica imposta, multe che azzeravano la paga settimanale già misera, e poi,  primo in modo timido, poi sempre con maggior forza, dilagava, cresceva, diventava sia voce che eco di ribellione, questa era la parola sciopero, sciopero,sciopero. L'unione nello sciopero ha intimorito, ha unito, ha posto le b…

Dalle guerre umanitarie del petrolio, a quelle patriottiche per il gas

Cambia il mondo, sì, nel senso che cambiano le fonti principali di energia e conseguentemente muta la politica, mutano le intese e le alleanze,  mutano i ruoli dei Paesi, ma non mutano le strategie. Prima, e non parliamo di decenni, ma fino a pochi anni or sono, nel nome del senso umanitario, nel senso del mero inaccettabile dramma umano delle guerre interne, dei profughi, dei bambini e delle donne ammazzate, spesso iniziate per motivi "misteriosi", le cui immagini venivano diffuse ad ogni ora con tanto di primo piano in tutte le Tv occidentali per scuotere gli animi e le coscienze per legittimare i missionari della pace, ecco gli umanitari partire con i caccia, ed anche con le navi. Uno, due, cento missili e la guerra umanitaria liberava il popolo dagli oppressori. Evviva la democrazia. Certo, morivano altre donne e bambini, ma li chiamavano effetti collaterali inevitabili. Una scusa, due scuse, e tutto rimosso e dimenticato. Intanto i missionari della pace, dall'Iraq al…

La giornata dei Giusti e l'omissione del fascismo

Si dibatte molto sul concetto di memoria condivisa, ma di condiviso vi buon essere ben poco se non la realizzazione dell'atto, l'elemento cognitivo che fa la differenza, nell'ottica della memoria, è la prospettiva da cui si guarda la realizzazione dell'atto, ciò che ha portato all'atto, ciò che ha determinato l'atto, il perché dell'atto, ed ovviamente, cosa a dire il vero oggi poco ovvia, la contestualizzazione storica, economica e sociale e politica dell'atto medesimo. La memoria condivisa nutre la presunzione di imporre non solo la ovvia realizzazione dell'atto come elemento da ricordare, ma di troncare ogni contorno che possa essere scomodo e turbare l'ordine prestabilito dal potere. Il contorno non è un semplice elemento che conferisce un sapore ora aspro ora dolciastro all'atto, il contorno è la cornice che permette di capire il come, il perché, si è arrivati a quell'atto. Il contorno consente la realizzazione del dissenso critico. …