Venezia è la città dell'arte

Immagine
  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

La Commissione Europea pone sotto vigilanza l'Italia


Con un rapporto conciso ed eloquente, pubblicato il cinque marzo 2014, la Commissione Europea attesta che l'Italia, insieme a Slovenia e Croazia, sta vivendo squilibri macroeconomici eccessivi, che richiedono un monitoraggio specifico e forte azione politica. La Commissione effettuerà il monitoraggio specifico delle politiche raccomandate in Italia dal Consiglio nel quadro del semestre europeo, e riferirà regolarmente al Consiglio e l'EurogruppoDunque nuove raccomandazioni si apprestano ad arrivare, nuovi paletti, nuove misure che rischiano di far implodere un Paese semplicemente sprofondato nella palude da cui non riesce ad uscire. Per la Commissione Europea l'Italia deve affrontare il livello molto elevato del debito pubblico e la competitività esterna debole, entrambi sono in ultima analisi, radicati nella crescita prolungata della produttività stagnante e richiedono attenzione politica urgente. La necessità di un'azione decisa per ridurre il rischio di effetti negativi sul funzionamento dell'economia italiana e della zona euro, è particolarmente importante date le dimensioni dell'economia italiana. Più in particolare, l'elevato debito pubblico pone un pesante fardello per l'economia, in particolare nel contesto di una crescita cronicamente debole e l'inflazione contenuta. Nel 2013, scrive la Commissione “l'Italia ha fatto progressi verso l'obiettivo di bilancio a medio termine. Tuttavia, l'adeguamento del saldo strutturale nel 2014, come attualmente previsto appare insufficiente, vista la necessità di ridurre l'enorme debito pubblico ad un ritmo adeguato”.
La Commissione ricorda che crisi ha eroso la resistenza iniziale del settore bancario italiano e indebolisce il suo ruolo, peccato che questa crisi nasca proprio dal sistema bancario,dal sistema delle speculazioni di carattere finanziario. “ La perdita di competitività è radicata in un continuato disallineamento tra salari e produttività”, scrivere ciò significa rivedere il sistema delle retribuzioni in Italia agganciandolo al meccanismo della produttività, ma parla anche di “ rigidità di determinazione dei salari” che “ostacolano la effettiva crescita delle imprese. Dunque si andranno a colpire i meccanismi di retribuzione, e ciò non lascia intravedere nulla di positivo. Per gli Stati membri con squilibri eccessivi ( Croazia, Italia e Slovenia ), nonché per l'Irlanda, la Spagna e la Francia la Commissione effettuerà, dunque, un monitoraggio specifico dell'attuazione politica e riferirà regolarmente al Consiglio e l'Eurogruppo come appropriato. Per la Spagna e l'Irlanda , questo si baserà sulla loro sorveglianza post programma. 



Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza