Le Cinque poesie sul
calcio scritte da Umberto Saba nascono in modo singolare, ma in un modo che non deve sorprendere, poiché sarà quello tipico del poeta di Trieste. Si è detto e scritto che è andato
allo stadio casualmente, oppure perché ha ricevuto in regalo un
biglietto, o per accompagnare la figlia. In realtà questi tre
elementi non sono esclusivi ma corrono e vivono insieme. Le cinque poesie sul
calcio, che si aprono con il saluto ai rosso alabardati amati dai
triestini e che si concluderanno con la gioia e la capriola del
portiere della squadra che ha segnato, una gioia che si contrappone
al dramma ed alla tristezza del portiere avversario, nascono
all'interno della libreria di Umberto. Carletto, ovvero Carlo
Cerne, era un grande appassionato di calcio, un gran tifoso della
triestina. Il suo umore variava e
mutava spesso in base ai risultati della triestina. Ora felice e gioioso ora
triste ed in solitudine con i suoi pensieri sul perché della
sconfitta. Umberto Saba è stato un
grande, forse il più grande, studioso dell'animo triestino. Tramite
i suoi versi è riuscito ad immortalare passioni, dolori, sentimenti,
amori, che ben hanno espresso la realtà e la sensibilità di una
intera comunità. Percependo quello stato
umorale a dir poco variabile, quale quello del suo socio di libreria, Carletto,
decise, Umberto, di andare direttamente nel luogo fonte di tante gocce di sentimenti, allo stadio. Ciò per capire il calcio, per capire il perché ed il come una semplice partita di calcio potesse condizionare in modo così determinate lo stato umorale del suo amico
Carletto. Questa storia l'ho
appresa alla libreria di via San Nicolò 30 di Trieste, parlando con
il figlio di Carlo Cerne, Mario, unico erede e che mantiene in vita quel gioiellino, con il quale ho avuto modo di rivivere alcuni particolari emozionati delle cinque poesie sul
calcio, dopo aver chiacchierato sul calcio di una volta, su cosa significasse essere ultras una volta.
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