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Dalle guerre umanitarie del petrolio, a quelle patriottiche per il gas


Cambia il mondo, sì, nel senso che cambiano le fonti principali di energia e conseguentemente muta la politica, mutano le intese e le alleanze,  mutano i ruoli dei Paesi, ma non mutano le strategie. Prima, e non parliamo di decenni, ma fino a pochi anni or sono, nel nome del senso umanitario, nel senso del mero inaccettabile dramma umano delle guerre interne, dei profughi, dei bambini e delle donne ammazzate, spesso iniziate per motivi "misteriosi", le cui immagini venivano diffuse ad ogni ora con tanto di primo piano in tutte le Tv occidentali per scuotere gli animi e le coscienze per legittimare i missionari della pace, ecco gli umanitari partire con i caccia, ed anche con le navi. Uno, due, cento missili e la guerra umanitaria liberava il popolo dagli oppressori. Evviva la democrazia. Certo, morivano altre donne e bambini, ma li chiamavano effetti collaterali inevitabili. Una scusa, due scuse, e tutto rimosso e dimenticato.
Intanto i missionari della pace, dall'Iraq all'Afghanistan, potevano mantenere il controllo dell'oro nero, maledettamente e densamente nero. Negli altri Paesi, dove la gente si ammazza, e viene fomentata ad ammazzarsi, i missionari della pace, non decidendo di sprecare i propri uomini, che sarebbero militari pagati dai vari Stati e dalle democrazie, inviano invece i mercenari, che combattono con le armi più moderne, bambini, ragazzi e uomini, che imbracciano armi, non più moderne ma che devono essere sfoltite, da parte delle solite aziende che producono armi. Due bombe con un coltello. Traffico d'armi e controllo di territori con giacimenti di risorse naturali importanti ma non così importanti e determinati da giustificare l'intervento dei missionari ufficiali della pace. Anno 2014.
Accade che di punto in bianco, in un Paese, noto per la sua corruzione, zero democrazia, un gruppo di nazionalisti capeggiato da neonazisti, con armi prese chissà dove, realizzano un colpo di Stato.
Gli occidentali, ovviamente, difendono il fine sorvolando sui mezzi, tanto per ricordare quello che è stato il nazismo basta un solo giorno ed il  giorno della memoria,  poiché verrà introdotta una persona, che rappresenta il legame con l'Europa, che tradotto in lettere, visto che l'Europa non esiste, ma è solo la figlia scassata degli Stati uniti d'America, sarà insomma la pedina made in Usa che può creare problemi al nuovo gigante che avanza. La Russia del GAS. Il progetto dei progetti che reca timore e che andrebbe ultimato nel 2015 è il South Stream. Giusto per dovere di cronaca è il caso di ricordare che vi partecipa anche ENI, cioè il capitalismo italiano, cioè una parte del capitalismo americano.

Ma la Russia nel 2010, con l'autonoma Crimea e dunque l'Ucraina,  stipulava l'accordo degli accordi. Fino al 2014 la Russia del Gas o di Gazprom, che è la stessa cosa, ha il controllo marittimo di una zona importante, del mar Nero sino a Sebastopoli. In cambio la Crimea ed in particolar modo l'Ucraina, che in ogni caso avrà bisogno di Gazprom per l'ammodernamento delle infrastrutture, ottenevano un significativo sconto sulle bollette. Nonostante tutto la Crimea sembra essere in debito ed a rischio insolvenza a causa della nuova situazione politica, dunque il creditore russo, Gazprom si infuria. A quel punto visto che a Kiev è accaduto quello che è accaduto, ecco che nel nome del patriottismo, per difendere i cittadini russi che si sentono minati, da cosa poi non è dato capire, che l'esercito del Gas decide di intervenire per salvare la Crimea. Ovviamente quello che deve essere salvato e difeso, vista la svolta che ha avuto la situazione a Kiev, ovvero è trainata verso il capitalismo americano,  è il controllo di quel tratto di mare ove passano le tubature del South stream, nulla di più nulla di meno.
Dopo il Gas, sarà il turno dell'acqua, ma ancora vi è del tempo, tanto tempo per poter vedere e leggere e commentare nefandezze di ogni tipo, mentre la gente comune, che semplicemente se ne fotte di tutti questi giochi di potere, continua a crepare di fame e senza giustiziaMa quale giustizia in tale gioco perverso e perennemente ingiusto chiamato capitalismo? 




Commenti

  1. Sono completamente d'accordo. Ma c'è di più la strombazzata dei media europei e americani sul tentativo di "golpe" in Venezuela di una minoranza prezzolata e violenta, non può nascondere che dietro delle manifestazioni c'è la mano del capitalismo americano. Almeno il senatore Maccain ex candidato repubblicano è stato chiaro per chiedere al premio Nobel per la guerra e allo spionaggio mondiale di inviare i marines in Venezuela per difendere la rotta petrolifera. Oltre al petrolio, Venezuela è ricca di litio, guarda caso come la Bolivia, dove esistono i più grandi giacimenti del mondo. IL capitalismo rapace, distruttore, assassino. Papa Francesco è stato molto chiaro nella sua Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium" sui delitti del capitalismo.

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