Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

Immagine
Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Il muro della contesa tra l'Italia ed il TLT nella ballata dei nottambuli



Lungo quella strada che congiunge il rude Carso al seno di Trieste, che scirocco e bora cercano di contendersi senza mai fronteggiarsi solleticando l'orizzonte dell'Adriatico Mare, lì ove sorge il faro dell'impero caduto, l'obelisco di Opicina, lì ove  riposano i binari del tram dal colore blu vivo, come la speranza che possa ritornar presto in circolazione per le vie della misteriosa Trieste, lì tra pini e carpini neri, tigli e pini d'Aleppo, tra colori che assorbono ogni malinconia, sorge un piccolo muro.
Il muro della contesa.
Una donna da corteggiare a colpi di scritte. Una piccola epopea romantica tutta nostrana, Romeo e Giulietta di Trieste.  Nel rito della ballata nottambula, armati di bomboletta spray, ora nera, ora bianca, ora rossa, cultori del territorio libero di Trieste e cultori della Trieste italiana, alternandosi con la stessa frenesia delle stagioni fugaci, scriveranno ora viva l'Italia, ora viva Trieste libera o TLT. Cancelleranno ora viva l'Italia cancelleranno ora viva Trieste libera, si sovrapporranno due entità mistiche  mentre macchine, moto, passanti, continueranno il loro percorso verso il sentiero napoleonico, verso Opicina, verso la Slovenia od all'interno di quel confine immaginario che la storia cerca di superare nel nome di quella unità che piccoli o grandi nazionalismi tentano di fermare. Ogni città ha i suoi muri, muri nei quali vengono impressi momenti che rappresentano l'epoca sociale che uomini e donne vivono malgrado tutto. Un tutto che scritte condizionanti umori ed animi di viandanti, che commenteranno con sorrisi o malumori, per quella Trieste che pace non conosce. La ballata dei nottambuli, che ti porta metaforicamente lungo quella pista da ballo, vuota,  nel cuore della Bisiacaria, ove sul cemento troverai impressa l'immagine brillante del musicista e la danza della spensieratezza, in quella Ronchi le cui note di un tempo perduto, nel silenzio del selvaggio carsico pensare, scuoteranno le mani ed i passi di chi decide di condividere con quel muro la propria danza nell'attimo stilizzato da un colore tanto semplice quanto capace di trascinarti verso il perché.

Avrà mai fine tutto ciò? E la ballata dei nottambuli continua in quel doloroso corteggiamento tra  Romeo e Giulietta, che Trieste ed Italia  raccolgono nell'abbraccio notturno ora  "avventato, affrettato, improvviso, troppo simile al lampo, che svanisce prima di poter dire  eccolo, guarda" 



Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?