Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Il muro della contesa tra l'Italia ed il TLT nella ballata dei nottambuli



Lungo quella strada che congiunge il rude Carso al seno di Trieste, che scirocco e bora cercano di contendersi senza mai fronteggiarsi solleticando l'orizzonte dell'Adriatico Mare, lì ove sorge il faro dell'impero caduto, l'obelisco di Opicina, lì ove  riposano i binari del tram dal colore blu vivo, come la speranza che possa ritornar presto in circolazione per le vie della misteriosa Trieste, lì tra pini e carpini neri, tigli e pini d'Aleppo, tra colori che assorbono ogni malinconia, sorge un piccolo muro.
Il muro della contesa.
Una donna da corteggiare a colpi di scritte. Una piccola epopea romantica tutta nostrana, Romeo e Giulietta di Trieste.  Nel rito della ballata nottambula, armati di bomboletta spray, ora nera, ora bianca, ora rossa, cultori del territorio libero di Trieste e cultori della Trieste italiana, alternandosi con la stessa frenesia delle stagioni fugaci, scriveranno ora viva l'Italia, ora viva Trieste libera o TLT. Cancelleranno ora viva l'Italia cancelleranno ora viva Trieste libera, si sovrapporranno due entità mistiche  mentre macchine, moto, passanti, continueranno il loro percorso verso il sentiero napoleonico, verso Opicina, verso la Slovenia od all'interno di quel confine immaginario che la storia cerca di superare nel nome di quella unità che piccoli o grandi nazionalismi tentano di fermare. Ogni città ha i suoi muri, muri nei quali vengono impressi momenti che rappresentano l'epoca sociale che uomini e donne vivono malgrado tutto. Un tutto che scritte condizionanti umori ed animi di viandanti, che commenteranno con sorrisi o malumori, per quella Trieste che pace non conosce. La ballata dei nottambuli, che ti porta metaforicamente lungo quella pista da ballo, vuota,  nel cuore della Bisiacaria, ove sul cemento troverai impressa l'immagine brillante del musicista e la danza della spensieratezza, in quella Ronchi le cui note di un tempo perduto, nel silenzio del selvaggio carsico pensare, scuoteranno le mani ed i passi di chi decide di condividere con quel muro la propria danza nell'attimo stilizzato da un colore tanto semplice quanto capace di trascinarti verso il perché.

Avrà mai fine tutto ciò? E la ballata dei nottambuli continua in quel doloroso corteggiamento tra  Romeo e Giulietta, che Trieste ed Italia  raccolgono nell'abbraccio notturno ora  "avventato, affrettato, improvviso, troppo simile al lampo, che svanisce prima di poter dire  eccolo, guarda" 



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