L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

La Crimea e l'autodeterminazione dei popoli



Il 16 marzo in Crimea si svolgerà il referendum, dall'esito quasi scontato, che probabilmente sancirà l'unificazione, teorica, con lo status di un soggetto della Federazione Russa. Sono oltre 1 milione ed 800 mila i residenti in Crimea, con una percentuale dominante di cittadini di origine russa. I motivi che portano a questo referendum sono noti, così come è nota la posizione strategica della Crimea anche se non soprattutto in relazione al progetto South stream. (rinvio a questo link per tale questione). Ora si invoca il principio dell'autodeterminazione dei popoli, un principio tanto labile quanto volubile, perché concezione di popolo e di autodeterminazione mutano in base ai protettori che sostengono un certo e dato processo. Non esiste processo di autodeterminazione incondizionato. Non esiste popolo, e poi bisognerebbe capire cosa si intende per popolo, o comunità che condivide stesse origini e specificità culturali e visione politica, che possa essere libero di esprimersi in quanto tale senza che vi sia la benedizione determinante da parte di un santo protettore. Avrai sempre bisogno di qualcuno che ti riconosca, ma il punto è che la soggettività che  ha il potere di riconoscerti non lo fa perché rispetta il principio dell'autodeterminazione, ma solamente perché quel territorio, quel confine, quella frontiera, può essere utile ai processi di dominazione globale. Insomma i popoli non contano nulla, ma per essere tali e riconosciuti come tali devono contare sul supporto di chi governa il presente.I confini, gli stati, sono tutti artifici della società che si diletta a giocare con le persone, che nascono per esigenze finalizzate a soddisfare gli interessi di pochi, illudendo molti. Milioni di morti ci sono stati per questi artifici ma cadiamo sempre in questa malvagia trappola, perché cultori del peggior masochismo. Basta frontiere, basta confini, una sola terra per una sola umanità. Questo è il quanto in  una storia millenaria che si ripete,ancora.


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