Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

La Crimea e l'autodeterminazione dei popoli



Il 16 marzo in Crimea si svolgerà il referendum, dall'esito quasi scontato, che probabilmente sancirà l'unificazione, teorica, con lo status di un soggetto della Federazione Russa. Sono oltre 1 milione ed 800 mila i residenti in Crimea, con una percentuale dominante di cittadini di origine russa. I motivi che portano a questo referendum sono noti, così come è nota la posizione strategica della Crimea anche se non soprattutto in relazione al progetto South stream. (rinvio a questo link per tale questione). Ora si invoca il principio dell'autodeterminazione dei popoli, un principio tanto labile quanto volubile, perché concezione di popolo e di autodeterminazione mutano in base ai protettori che sostengono un certo e dato processo. Non esiste processo di autodeterminazione incondizionato. Non esiste popolo, e poi bisognerebbe capire cosa si intende per popolo, o comunità che condivide stesse origini e specificità culturali e visione politica, che possa essere libero di esprimersi in quanto tale senza che vi sia la benedizione determinante da parte di un santo protettore. Avrai sempre bisogno di qualcuno che ti riconosca, ma il punto è che la soggettività che  ha il potere di riconoscerti non lo fa perché rispetta il principio dell'autodeterminazione, ma solamente perché quel territorio, quel confine, quella frontiera, può essere utile ai processi di dominazione globale. Insomma i popoli non contano nulla, ma per essere tali e riconosciuti come tali devono contare sul supporto di chi governa il presente.I confini, gli stati, sono tutti artifici della società che si diletta a giocare con le persone, che nascono per esigenze finalizzate a soddisfare gli interessi di pochi, illudendo molti. Milioni di morti ci sono stati per questi artifici ma cadiamo sempre in questa malvagia trappola, perché cultori del peggior masochismo. Basta frontiere, basta confini, una sola terra per una sola umanità. Questo è il quanto in  una storia millenaria che si ripete,ancora.


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