A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

La Crimea e l'autodeterminazione dei popoli



Il 16 marzo in Crimea si svolgerà il referendum, dall'esito quasi scontato, che probabilmente sancirà l'unificazione, teorica, con lo status di un soggetto della Federazione Russa. Sono oltre 1 milione ed 800 mila i residenti in Crimea, con una percentuale dominante di cittadini di origine russa. I motivi che portano a questo referendum sono noti, così come è nota la posizione strategica della Crimea anche se non soprattutto in relazione al progetto South stream. (rinvio a questo link per tale questione). Ora si invoca il principio dell'autodeterminazione dei popoli, un principio tanto labile quanto volubile, perché concezione di popolo e di autodeterminazione mutano in base ai protettori che sostengono un certo e dato processo. Non esiste processo di autodeterminazione incondizionato. Non esiste popolo, e poi bisognerebbe capire cosa si intende per popolo, o comunità che condivide stesse origini e specificità culturali e visione politica, che possa essere libero di esprimersi in quanto tale senza che vi sia la benedizione determinante da parte di un santo protettore. Avrai sempre bisogno di qualcuno che ti riconosca, ma il punto è che la soggettività che  ha il potere di riconoscerti non lo fa perché rispetta il principio dell'autodeterminazione, ma solamente perché quel territorio, quel confine, quella frontiera, può essere utile ai processi di dominazione globale. Insomma i popoli non contano nulla, ma per essere tali e riconosciuti come tali devono contare sul supporto di chi governa il presente.I confini, gli stati, sono tutti artifici della società che si diletta a giocare con le persone, che nascono per esigenze finalizzate a soddisfare gli interessi di pochi, illudendo molti. Milioni di morti ci sono stati per questi artifici ma cadiamo sempre in questa malvagia trappola, perché cultori del peggior masochismo. Basta frontiere, basta confini, una sola terra per una sola umanità. Questo è il quanto in  una storia millenaria che si ripete,ancora.


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