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Visualizzazione dei post con l'etichetta capitalismo

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Dopo la caduta del muro di Berlino, il mondo sta meglio o peggio?

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Lo chiamano il giorno della libertà. In realtà lo dovrebbero chiamare il giorno della vittoria del capitalismo verso il comunismo, che è una cosa diversa dalla libertà assoluta che si vorrebbe celebrare. I muri sono sempre stati un fallimento nel corso della storia umana, esistono per dividere ma anche per essere abbattuti e prima o poi verranno abbattuti. E' sempre stato così. Ma all'essere umano piace perseverare nel sua via diabolica. Per preservare se stesso da contaminazioni era stato valutato come necessario erigere un muro che dividesse l'Est dall'Ovest. Il capitalismo con le sue armi ha demolito il muro, il 9 novembre ne è stata la celebrazione inevitabile, mitizzata all'inverosimile.  Caduta che è stata possibile con l'ausilio di tutti i mezzi da quelli convenzionali a quelli non convenzionali, una guerra lunghissima, durata quasi trent'anni.  Religione, consumismo, isolamento, repressioni interne alla Germania dell'Est, hanno fatto...

Quali i rapporti economici tra Italia e Corea del Nord?

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L'economia reale non conosce confini e frontiere e guerra o non guerra che sia, dittatura o non dittatura che sia, gli affari son sempre affari. I rapporti tra le aziende italiane e la Corea del Nord ci sono e sono importanti. A partire da alcune fiere, la Fiera Internazionale Commerciale di Pyongyang (multisettoriale) che si tiene due volte all'anno (maggio e ottobre).  Importiamo diversi prodotti dalla Corea del Nord ma è interessante guardare le esportazioni. Cosa si esporta dall'Italia principalmente in Corea del Nord? Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia), prodotti chimici, prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, articoli in gomma e materie plastiche, articoli in pelle e simili, prodotti alimentari ed anche strumenti musicali.. (elaborazioni ICE su dati ISTAT). Sul sito del Ministero degli Affari Esteri a proposito della Corea del Nord si scrive che L’impegno italiano per la pacificazione e denuclearizzazione della...

Non sarà l'Italia ad uscire dall'Euro, ma sarà l'Euro a buttare fuori l'Italia

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Comunque vada il 4 dicembre, sia che vinca il sì, che il no, è già chiaro quello che accadrà. Si vive in una società che dopo la famigerata crisi, che crisi non era, del 2007/2008,  ha visto la democrazia venire demolita, giorno dopo giorno,  e chi oggi governa è una oligarchia finanziaria importante. Lo dicono i mercati e dunque si deve fare. Chi sono questi mercati, nessuno lo ha mai capito. Numeri, cifre, dati, linea che sale, linea che scende, milioni di miliardi bruciati in un niente. Caduta la democrazia, ridotta oggi ad una brutta copia di una tragicommedia del terzo millennio, ci sono tutte le indicazioni che lasciano intendere un qualcosa che sarà inevitabile. In Italia è rimasto ancora poco da comprare, da vendere, pochi beni su cui speculare. Sicuramente in testa vi è la sanità, più qualche altre grande o piccola devastazione ambientale in un Paese che alle prime piogge frana, si allaga, alle prime scosse di terremoto crolla. Siamo ridotti malissimo, l'Italia è ...

Se il nuovo ordine mondiale passa dall'economia.Un'analisi pubblicata sul sito dell'intelligence italiana

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Sul sito del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è stata pubblicata una ricerca molto interessante, pubblicata da Laris Gaiser membro dell’ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies) presso l’Università Cattolica di Milano in qualità di esperto d’intelligence economica. Si riportano vari concetti, analisi, riflessioni, che ben evidenziano come il mondo sia cambiato e come, seguendo il ragionamento del controverso Edward Luttwak  nella nascita di un nuovo ordine mondiale sarà l'economia a prendere il posto degli eserciti. Erano gli anni '90 quando ciò veniva annunciato. In parte Luttwak avrà certamente ragione, lo abbiamo visto tra il 2007 e 2008 cosa è accaduto in Occidente con la famigerata "crisi" che crisi in realtà non è stata, salvo per buona parte della popolazione che ha pagato gli effetti diretti di uno scontro durissimo all'interno del capitalismo, appunto guerra economica mondiale....

Caso Grecia: questa Europa è indecente e mi vergogno di farne parte

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I ricatti che ha posto in essere l'Euro Gruppo, Italia inclusa, nei confronti della Grecia, che per lo stile ricordano l'ultimatum dell'Impero Austro-Ungarico alla Serbia, che poi porterà alla prima guerra mondiale, sono semplicemente indecenti.  Utilizzano la balla della fiducia per  delegittimare  un Governo di sinistra, che osa attuare politiche di sinistra sociale, che ha osato sfidare i poteri forti capitalisti, la Troika, che ha osato ricorrere alla democrazia.  Questa Europa non è riformabile.  Questa Europa è vergognosa e provo altrettanta vergogna a fare parte dell'Unione Europea.  Sono sempre stato europeista convinto. Ma questa Europa cosa ha comportato? Speculazioni, decisionismi, diseguaglianze, austerità, distruzioni dei diritti dei lavoratori, merci e capitali al primo ed unico posto della scala dei valori dell'Europa.  Il resto può anche crepare.  Così è stato per i migranti così e per la Grecia. E' necessario ripen...

Guerra fredda del terzo millennio

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Ricordate il vecchio progetto South Stream? Al quale vi partecipava anche l' ENI, cioè il capitalismo italiano, cioè una parte del capitalismo americano? Bene. Perché la guerra fredda oggi sussistente tra il blocco russo e statunitense, con l'Europa scudo per gli Stati Uniti, ha la sua origine reale proprio da quel fattore. Un tempo vi erano le ideologie che fungevano da maschera, comunismo sovietico, e democrazia americana, con la Jugoslavia di Tito che fungeva, invece, da muro, flessibile verso l'Occidente, basta pensare agli aiuti, corposi, ricevuti dall'America, dal grano, alle armi, ai finanziamenti, e rigido con la Russia di Stalin prima di Chruščëv dopo. D'altronde se Tito è stato nominato per il nobel della pace, se è stato universalmente riconosciuto come uomo di pace, anche da esponenti di primo piano della Chiesa, un motivo vi sarà stato. Ma ora quella Jugoslavia non esiste più. Esiste una frammentata Europa e dunque debole, sotto attacco da dive...

E' necessaria una sinistra anticapitalista unita per il FVG prima e l'Italia poi

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Che il Friuli Venezia Giulia sia una regione laboratorio, è evidente, e se il pensiero corre soprattutto alla questione riforma Enti Locali, è più che ragionevole pensare che dopo il Friuli Venezia Giulia sarà il turno del Bel Paese. Accentramento, grande bello e potente e funzionale, piccolo brutto debole e non efficace. Vi è una volontà politica chiara, propria del decisionismo, che vuole spazzare via ogni processo piccolo o non piccolo. Spazzare via ogni processo che possa ostacolare, anche a livello immaginario, la cavalcata dell'onda del potere che traballa tra l'avvenire, forse ora più incerto,del Partito della nazione, o la divisione tra repubblicani e democratici, in pieno stile americano della gestione della cosa pubblica.  Il tutto, sia essa destra, che sinistra, sia essa in chiave conservatrice, riformista o progressista, ma esclusivamente capitalista. Sarà solo l'anticapitalismo a segnare la differenza, che dovrà essere raccolta dalla sinistra indipendente d...

#Calcio: Piazza Affari aveva premiato la Roma ma dopo la sconfitta il titolo perde quotazioni, quale libertà nel calcio?

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Tra allibratori e borsa il calcio moderno è andato veramente oltre ogni limite. Business, affari, scommesse, proiezioni, quotazioni quale libertà nel calcio?  Piazza Affari alla vigilia di Juventus Roma aveva premiato la Roma, società che per la borsa, per continuare ad esercitare quello che si chiama trend positivo, deve ottenere ottime performance nel Campionato ma anche nella Champions League e nel prossimo mercato di gennaio. Dunque non è consentito sbagliare.Pena?Milioni di euro andati in fumo.  Basta una partita di calcio caratterizzata da qualche errore arbitrale, o di qualche giocatore per scatenare un putiferio che va oltre la dinamica sportiva, comprensibile e normale.  Ora si ricorre al ricatto della quotazione in borsa, dei danni economici maturati da chi scommetteva sulla vittoria della Roma invece che su quella della Juventus. Tutto ciò è inaccettabile  perché  trasforma letteralmente il calcio non più in un mero evento sportivo ...

Italia tra nuovo rischio default, nostalgia della lira e scontro generazionale

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Il Fatto quotidiano ha ripreso la denuncia del giornalista finanziario Wolfgang Münchau pubblicata sul  Financial  times.  Sia ben chiaro, non è che tutto quello che viene pubblicato sul e dal Financial times deve essere inteso come verità assoluta ma è innegabile l'importanza politica che gli editoriali e gli articoli che lì vengono pubblicati rivestono all'interno del sistema capitalistico occidentale.  L' a rticolo di   Wolfgang Münchau    che è stato ripreso da diverse fonti giornalistiche internazionali, da un lato prende letteralmente a schiaffi la politica del Governo Renzi, a partire dalla questione licenziamenti e promesse, dall'altro lato rimette nelle mani della BCE la sopravvivenza a tempo dell'euro zona la cui vita dipenderebbe dall'Italia.  Sembra di iniziare a rivivere lo stesso giochino che per lungo tempo ha massacrato la Grecia, se la Grecia esce dall'Unione Europea, rischia di crollare la UE. Intanto, di Greci...

Come il gelato della giustizia si scioglie,dal rischio espulsione di 50 mila avvocati all'estinzione della compensazione spese

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Mentre sul sito del governo,si legge che c'è tempo fino al 31 agosto 2014 per partecipare alle consultazioni pubbliche sulle linee guida dello "Sblocca Italia" e della riforma della Giustizia , il governo ha presentato nel CDM del 29 agosto il pacchetto giustizia e sblocca Italia.  Alla faccia della democrazia e delle consultazioni pubbliche ancora presumibilmente operanti ed itineranti.  D'altronde che si tratta di una forma di democrazia visionaria è un dato di fatto, un dato di fatto che serve solo a legittimare, strumentalizzando il concetto della democrazia, l'operato di chi cala le cose dall'alto pur nella negazione dell'esistente.  In Italia è da tempo che si susseguono interventi pesanti in materia di giustizia civile.  Dall'introduzione del pagamento del contributo unificato e marche da bollo per i lavoratori che superano un certo reddito, in ogni caso  parliamo di redditi medi, alla condanna quasi automatica, in caso di soccombenza, dell...

Da bin Laden al rapper la politica del Wanted continua

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Sembrerebbe la storia di un videogioco, di un film, invece no.  E' tutto reale. La politica del wanted, la taglia sulla testa, che tante volte abbiamo visto nei film americani che hanno invaso, in modo praticamente esclusivo e non certamente casuale, le televisioni occidentali, entrano, dall'inizio di questo nuovo secolo, con prepotenza, nelle case di milioni e milioni e milioni di persone. D'altronde i film servono anche a questo, a governare  ed anche preparare il sentimento dell'opinione pubblica. Nomi e cognomi sconosciuti al dominio pubblico, realtà sconosciute all'opinione pubblica, così all'improvviso, come un violento refolo di bora, diventano persone o fenomeni che pongono a rischio la sicurezza dell'occidente.  Il tutto mentre in una miriade di Paesi ove non esistono risorse economiche su cui speculare o da governare e determinanti per l'equilibrio del capitalismo, continuano a morire una marea di persone innocenti per mano di truppe e ...

Dalle guerre umanitarie del petrolio, a quelle patriottiche per il gas

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Cambia il mondo, sì, nel senso che cambiano le fonti principali di energia e conseguentemente muta la politica, mutano le intese e le alleanze,  mutano i ruoli dei Paesi, ma non mutano le strategie. Prima, e non parliamo di decenni, ma fino a pochi anni or sono, nel nome del senso umanitario, nel senso del mero  inaccettabile  dramma umano delle guerre interne, dei profughi, dei bambini e delle donne ammazzate, spesso iniziate per motivi "misteriosi", le cui immagini venivano diffuse ad ogni ora con tanto di primo piano in tutte le Tv occidentali per scuotere gli animi e le coscienze per legittimare i missionari della pace, ecco gli umanitari partire con i caccia, ed anche con le navi. Uno, due, cento missili e la guerra umanitaria liberava il popolo dagli oppressori. Evviva la democrazia. Certo, morivano altre donne e bambini, ma li chiamavano effetti collaterali inevitabili. Una scusa, due scuse, e tutto rimosso e dimenticato. Intanto i missionari della pac...

Caso Electrolux la soluzione è la nazionalizzazione

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Si parla in questi giorni del caso Electrolux, della multinazionale svedese che vorrebbe imporre in Italia il costo del lavoro, intendendosi come tale il costo dei lavoratori, come vigente in Polonia od in Ungheria.  Questi sono i primi segnali chiari dell'effetto della così detta crisi che ha colpito volutamente l'Europa del Sud per creare le condizioni sociali, economiche.  fertili per allineare i diritti dei lavoratori di queste zone territoriali a quelli di altri Paesi ove sussistono meno diritti e dove il capitalismo può maturare enormi profitti. Situazione ovvia, prevedibile e scontata.  Da un lato ti trovi proposte nel settore del lavoro che guardano al modello tedesco, come il JobsAct , dall'altro la quadruplice alleanza ha stipulato l'accordo antidemocratico sulla rappresentanza sindacale che si allinea al modello tedesco, e contestualmente hai le multinazionali nordiche che  provano  a sondare il campo sulla pelle dei lavoratori del n...

Renzi, il salvatore della patria. E' iniziato il Renzismo

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Finito il berlusconismo, o meglio giunto alle sue ultime battute, ecco aprirsi una nuova epoca destinata a durare decenni, il #Renzismo. Renzi presentato come il salvatore della patria, l'ultimo caso eclatante è il caso dei 150 euro lordi che buona parte del personale docente era tenuto a restituire a causa di un provvedimento scellerato emanato dalla Presidenza della Repubblica sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e del Ministro dell'economia e delle finanze ovvero il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 settembre 2013, n. 122 che prorogava fino al 31 dicembre 2013 l’art. 9, comma 23, D.L. 78/2010, relativo al blocco degli automatismi stipendiali per il personale del Comparto Scuola .  Un problema dovuto, come già avevo anticipato , probabilmente a problemi di mancata comunicazione tra il MIUR ed il MEF, due organi dello Stato che da qualche tempo continuano ad essere in stato di...

Il borotalco che uccide, la denuncia di Roberto Covaz

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Un libro forse scritto tutto d'un fiato ma che non può leggersi tutto d'un fiato, perché ad ogni riga ti fermerai e rifletterai. Rifletterai sullo sterminio nascosto, sullo sterminio del capitalismo sia esso di Stato che non, sullo sterminio di questo nuovo millennio. L'O rganizzazione Mondiale di Sanità (OMS) ha in passato reso noto che nel nostro pianeta ci sono oggi circa 125 milioni di lavoratori esposti ad amianto e molti milioni di lavoratori sono stati esposti negli anni passati. I decessi vengono quantificati in 120.000 persone, ma a questa somma incredibile, anzi credibile visto che è drammaticamente reale, devono e non possono che aggiungersi le migliaia e migliaia di decessi che si verificano in molti Paesi come l' Africa, l Asia o Sud America o dell'Est ove l’amianto ancora oggi lo si estrae e lo si lavora in condizioni di mera ed assoluta povertà e senza condizione di sicurezza alcuna. Si stima che se la situazione continuerà in...

Da schiavo a collaboratore, da padrone a padrone

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C'era una volta lo schiavo, poi divenuto operaio, poi lavoratore, poi dipendente ora collaboratore destinato a diventare imprenditore di se stesso. Dall'altro lato della barricata invece c'era il padrone, poi datore di lavoro, imprenditore, padre di famiglia, ed ora nuovamente padrone. Cambiano i termini, variano alcune condizioni in termini di diritti, ma l'essenza è rimasta sempre la stessa. Lavorare per incrementare il profitto altrui. Sino a quando non muterà il regime della distribuzione delle ricchezze, pur mutando alcuni diritti che regolamentano quello che oggi chiamiamo rapporto di lavoro e che un tempo era rapporto di sfruttamento, il succo sarà sempre amaro per il lavoratore. Dicono che il conflitto di classe deve essere superato, però i capitalisti hanno riscoperto il capitalismo in toto. Dicono che siamo tutti sulla stessa barca. Ma chi rema e fatica e affonderà sarà il lavoratore, il padrone avrà sempre una possibilità di scelta e di...

La scuola supermarket

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Se da un lato lo Stato taglia i finanziamenti alle scuole pubbliche, attingendo da risorse già predestinate alle scuole per finanziare nuove attività, imporre nuovi obblighi, a costo zero, per il personale scolastico, dall'altro le scuole, pur di rimanere al passo delle direttive ministeriali e di competere per attrarre nuovi studenti, devono pur inventarsi qualcosa. E questo qualcosa è spesso ai danni delle famiglie, penso, per esempio, al contributo volontario che per prassi è diventato moralmente obbligatorio. Ma vi è dell'altro. Lo scorso anno scolastico ben 4.542 istituti scolastici distribuiti su tutto il territorio nazionale hanno ricevuto in “dono” 17.663 attrezzature informatiche e multimediali, tra cui PC notebook e desktop, stampanti e lavagne interattive multimediali. Come? Tramite un progetto che si inserisce nel quadro delle attività di progettazione di reperimento risorse del CO.GE , gruppo di lavoro ministeriale che sviluppa modelli di effi...