Se
da un lato lo Stato taglia i finanziamenti alle scuole pubbliche,
attingendo da risorse già predestinate alle scuole per finanziare
nuove attività, imporre nuovi obblighi, a costo zero, per il
personale scolastico, dall'altro le scuole, pur di rimanere al passo
delle direttive ministeriali e di competere per attrarre nuovi studenti, devono pur
inventarsi qualcosa.
E
questo qualcosa è spesso ai danni delle famiglie, penso, per
esempio, al contributo volontario che per prassi è diventato
moralmente obbligatorio.
Ma
vi è dell'altro.
Lo
scorso anno scolastico ben 4.542 istituti scolastici distribuiti su
tutto il territorio nazionale hanno ricevuto in “dono” 17.663
attrezzature informatiche e multimediali, tra cui PC notebook e
desktop, stampanti e lavagne interattive multimediali.
Come?
Tramite
un progetto che si inserisce
nel quadro delle attività di progettazione di reperimento risorse
del CO.GE,
gruppo di lavoro ministeriale che sviluppa modelli di efficientamento
organizzativo e di autofinanziamento per le scuole, supportato dal
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un
progetto che è stato riproposto e consiste praticamente
di fornire materiale didattico e attrezzature informatiche e
multimediali in forma gratuita alle scuole che si iscriveranno al
programma. Il progetto si rivolge principalmente a tutte le scuole
primarie
e secondarie di primo grado. Alcune
catene di supermarket alle famiglie che faranno la spesa in uno dei
punti vendita che espongono il materiale pubblicitario,
riceveranno i Buoni per il progetto ivi considerato, distribuiti
all´interno di tutte le bustine della nuova collezione di carte da
gioco. Gli alunni e le loro famiglie potranno consegnare i Buoni alla
scuola che desiderano premiare: la scuola, al raggiungimento del
numero di buoni indicati sul catalogo, potrà scegliere il materiale
didattico e le attrezzature informatiche e multimediali che riceverà
gratuitamente.
Ma
esistono iniziative similari intraprese anche da alcune catene di
supermarket solo in alcune regioni. In sostanza per
partecipare bisognerà iscrivere gratuitamente la propria scuola e
avere così l’opportunità, tramite i bollini raccolti, di
richiedere attrezzature e quant’altro sarà inserito nel catalogo
scuola dedicato all’evento. Le scuole iscritte riceveranno un kit
contenente materiali, di cui alcuni scaricabili direttamente dal
sito, contenente il poster dell’iniziativa, le schede raccogli
punti e il catalogo premi.
Di
norma ogni 10 euro di spesa i clienti riceveranno 1 bollino adesivo
da portare alla scuola. Al raggiungimento del numero di bollini
necessari per richiedere il premio desiderato si dovrà far pervenire
le schede, inserite in una busta con allegato il buono d’ordine
debitamente compilato, e firmato dal Dirigente scolastico, presso uno
dei punti vendita del negozio considerato. Si premieranno anche le
scuole più virtuose che, durante la durata dell’iniziativa,
avranno raccolto più bollini. Per le prime tre scuole in classifica,
i premi previsti sono di varia natura, si andrà da un monitor a
stampanti ecc.
Deve
essere detto che per aderire a simili iniziative come prima cosa si
deve richiedere la delibera del Consiglio d'Istituto, cosa che non
sempre accade. I
compiti e le funzioni del Consiglio d'Istituto sono definiti
dall'art. 10 del D.Lgs. 16/04/1994 n. 297 e dagli art. 2/3/4/5 del
DPR 275/99 come modificato dai DPR 156/99 e 105/01, nonché, per la
parte contabile, dal D.I.44/2001 e tra questi segnalo: Elabora e
adotta gli indirizzi generali del POF e determina le
forme di autofinanziamento;
Delibera
sulle attività negoziali di cui all'art. 33 comma 1 del D.I.
44/2001;
determina
i criteri e i limiti delle attività negoziali che rientrano nei
compiti del D.S.
(art.33 comma 2).
Ma
una discussione etica su ciò è dovuta.
Nella
scuola che aderisce a questa iniziativa troverai il materiale
pubblicitario che comunica l'adesione e pertanto si invitano indirettamente o meno le famiglie ad andare a fare la spesa presso il
supermarket x anziché y affinché la scuola possa ottenere i
benefici del caso. Ennesimo
esempio di come il capitale privato è entrato nella scuola. E'
proprio il caso di dire che la scuola diventa un supermarket.
E
temo che di iniziative similari, pur legittime ed anche legali, ma
non per questo necessariamente condivisibili, ne seguiranno altre.
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