Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

La scuola supermarket



Se da un lato lo Stato taglia i finanziamenti alle scuole pubbliche, attingendo da risorse già predestinate alle scuole per finanziare nuove attività, imporre nuovi obblighi, a costo zero, per il personale scolastico, dall'altro le scuole, pur di rimanere al passo delle direttive ministeriali e di competere per attrarre nuovi studenti, devono pur inventarsi qualcosa.
E questo qualcosa è spesso ai danni delle famiglie, penso, per esempio, al contributo volontario che per prassi è diventato moralmente obbligatorio.
Ma vi è dell'altro.
Lo scorso anno scolastico ben 4.542 istituti scolastici distribuiti su tutto il territorio nazionale hanno ricevuto in “dono” 17.663 attrezzature informatiche e multimediali, tra cui PC notebook e desktop, stampanti e lavagne interattive multimediali.
Come?
Tramite un progetto che si inserisce nel quadro delle attività di progettazione di reperimento risorse del CO.GE, gruppo di lavoro ministeriale che sviluppa modelli di efficientamento organizzativo e di autofinanziamento per le scuole, supportato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un progetto che è stato riproposto e consiste praticamente di fornire materiale didattico e attrezzature informatiche e multimediali in forma gratuita alle scuole che si iscriveranno al programma. Il progetto si rivolge principalmente a tutte le scuole primarie e secondarie di primo gradoAlcune catene di supermarket alle famiglie che faranno la spesa in uno dei punti vendita  che espongono il materiale pubblicitario, riceveranno i Buoni per il progetto ivi considerato, distribuiti all´interno di tutte le bustine della nuova collezione di carte da gioco. Gli alunni e le loro famiglie potranno consegnare i Buoni alla scuola che desiderano premiare: la scuola, al raggiungimento del numero di buoni indicati sul catalogo, potrà scegliere il materiale didattico e le attrezzature informatiche e multimediali che riceverà gratuitamente.

Ma esistono iniziative similari intraprese anche da alcune catene di supermarket solo in alcune regioni. In sostanza per partecipare bisognerà iscrivere gratuitamente la propria scuola e avere così l’opportunità, tramite i bollini raccolti, di richiedere attrezzature e quant’altro sarà inserito nel catalogo scuola dedicato all’evento. Le scuole iscritte riceveranno un kit contenente materiali, di cui alcuni scaricabili direttamente dal sito, contenente il poster dell’iniziativa, le schede raccogli punti e il catalogo premi. Di norma ogni 10 euro di spesa i clienti riceveranno 1 bollino adesivo da portare alla scuola. Al raggiungimento del numero di bollini necessari per richiedere il premio desiderato si dovrà far pervenire le schede, inserite in una busta con allegato il buono d’ordine debitamente compilato, e firmato dal Dirigente scolastico, presso uno dei punti vendita del negozio considerato. Si premieranno anche le scuole più virtuose che, durante la durata dell’iniziativa, avranno raccolto più bollini. Per le prime tre scuole in classifica, i premi previsti sono di varia natura, si andrà da un monitor a stampanti ecc. 
Deve essere detto che per aderire a simili iniziative come prima cosa si deve richiedere la delibera del Consiglio d'Istituto, cosa che non sempre accade. I compiti e le funzioni del Consiglio d'Istituto sono definiti dall'art. 10 del D.Lgs. 16/04/1994 n. 297 e dagli art. 2/3/4/5 del DPR 275/99 come modificato dai DPR 156/99 e 105/01, nonché, per la parte contabile, dal D.I.44/2001 e tra questi segnalo: Elabora e adotta gli indirizzi generali del POF e determina le forme di autofinanziamento; Delibera sulle attività negoziali di cui all'art. 33 comma 1 del D.I. 44/2001; determina i criteri e i limiti delle attività negoziali che rientrano nei compiti del D.S. (art.33 comma 2).

Ma una discussione etica su ciò è dovuta.
Nella scuola che aderisce a questa iniziativa troverai il materiale pubblicitario che comunica l'adesione e pertanto si invitano indirettamente o meno le famiglie ad andare a fare la spesa presso il supermarket x anziché y affinché la scuola possa ottenere i benefici del caso. Ennesimo esempio di come il capitale privato è entrato nella scuola. E' proprio il caso di dire che la scuola diventa un supermarket.
E temo che di iniziative similari, pur legittime ed anche legali, ma non per questo necessariamente condivisibili, ne seguiranno altre.







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