Passa ai contenuti principali

Se il nuovo ordine mondiale passa dall'economia.Un'analisi pubblicata sul sito dell'intelligence italiana




Sul sito del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è stata pubblicata una ricerca molto interessante, pubblicata da Laris Gaiser membro dell’ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies) presso l’Università Cattolica di Milano in qualità di esperto d’intelligence economica. Si riportano vari concetti, analisi, riflessioni, che ben evidenziano come il mondo sia cambiato e come, seguendo il ragionamento del controverso Edward Luttwak 
nella nascita di un nuovo ordine mondiale sarà l'economia a prendere il posto degli eserciti. Erano gli anni '90 quando ciò veniva annunciato. In parte Luttwak avrà certamente ragione, lo abbiamo visto tra il 2007 e 2008 cosa è accaduto in Occidente con la famigerata "crisi" che crisi in realtà non è stata, salvo per buona parte della popolazione che ha pagato gli effetti diretti di uno scontro durissimo all'interno del capitalismo, appunto guerra economica mondiale. Anzi, a dirla tutta si potrebbe anche sostenere che è in quell'arco temporale che va individuata l'inizio della terza guerra mondiale. Una guerra che durerà decenni, e la cosa peggiore è che non si avrà la consapevolezza di essere all'interno di una guerra, pur essendo in guerra, e vivendo alcuni effetti tipici della guerra, salvo quando questa si mostra con il suo volto tradizionale, con stati di polizia, con gli eserciti per le strade, con i morti e la distruzione, come ora accade in un certo senso in Francia o Belgio, per quanto concerne l'Europa, ad esempio.
Anche perchè gli eserciti devono pur avere una ragione di esistere, e qualche campo di azione a questi verrà pur riservato, ma nel tempo in cui nel mondo ovunque vi sono armi nucleari, una terza guerra mondiale sullo stile delle vecchie guerre sarebbe la fine dell'umanità. E nessuno se lo può permettere. Dunque è l'economia, con il capitalismo, ancora una volta a segnare la differenza. Gaiser rileva che "l’economia è diventata per tutti i Paesi il mezzo principale con cui aumentare il proprio potere e con cui influenzare gli equilibri internazionali all’interno dei quali le vecchie alleanze militari unitamente alle guerra militari hanno perso parte della loro importanza." In una situazione globale, dove, per alcuni aspetti, la Jugoslavia di Tito è stata anche un modello, un modello a cui oggi molti dicono che si dovrebbe ispirare l'Unione Europea, che ne ha determinato nella sua versione grezza proprio la morte. Certamente la questione del modello non era tanto la ratio socialista che ne governava l'indirizzo economico, ma quello politico internazionale nel rapporto tra le varie potenze. Gaiser afferma che " la Jugoslavia di Tito, al confine tra due mondi lo ha saputo fare in maniera egregia durante la Guerra Fredda traendone grandi vantaggi. La Jugoslavia, coma in parte anche il Kazakistan di oggi capace di gestire la sua posizione a cavallo tra Russia e Cina, non si è mai proposta come il confine di un mondo subendone le invitabili frizioni ma ha saputo estorcere, quasi sempre, il meglio dalle due sfere d’influenza che se la contendevano. L'autore conclude il suo studio scrivendo che "il mondo del dopo Guerra Fredda, dopo essere passato attraverso la fase unipolare rappresentata degli Stati Uniti d’America, è oggi alla ricerca di nuovi equilibri che sembrano essere destinati a generarsi dalla competizione degli Stati sul mercato mondiale. Il sistema di Bretton Woods, creato dalle ceneri della Seconda Guerra mondiale, non è più in grado di gestire le trasformazioni economiche in corso. L’intelligence economica è l’approccio complesso che si basa sulla geopolitica, la strategia, la finanza, la guerra informativa, la guerra psicologica, la produzione ed il commercio, il mercato ed il controllo del mondo cyber: un concetto di sicurezza partecipata a sostegno del benessere collettivo. All’interno di uno scenario caratterizzato dalla multipolarità differenziata l’intelligence economica potrebbe divenire il cardine del nuovo ordine mondiale ovvero di una governance generalmente accettata e condivisa." 
Penso che tutto ciò debba servire da riflessione, per capire come i vecchi schemi, le vecchie regole di concepire una guerra, possono certamente essere ancora validi in alcune parti del mondo, ma non sono più valide in via globale, e ciò lascia intendere anche come sia in corso un ripensamento dell'intelligence in materia dove l'economia ed il capitalismo continueranno a farla da padrone in tutti i sensi e le guerre che ci sono e ci saranno riguarderanno contrasti all'interno del capitalismo, quel capitalismo che ha saputo, ahimè, sempre rigenerarsi ed adattarsi ad ogni situazione ed epoca condizionando la vita di miliardi di persone. 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…