Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

#Calcio: Piazza Affari aveva premiato la Roma ma dopo la sconfitta il titolo perde quotazioni, quale libertà nel calcio?

Tra allibratori e borsa il calcio moderno è andato veramente oltre ogni limite. Business, affari, scommesse, proiezioni, quotazioni quale libertà nel calcio? 
Piazza Affari alla vigilia di Juventus Roma aveva premiato la Roma, società che per la borsa, per continuare ad esercitare quello che si chiama trend positivo, deve ottenere ottime performance nel Campionato ma anche nella Champions League e nel prossimo mercato di gennaio. Dunque non è consentito sbagliare.Pena?Milioni di euro andati in fumo. 
Basta una partita di calcio caratterizzata da qualche errore arbitrale, o di qualche giocatore per scatenare un putiferio che va oltre la dinamica sportiva, comprensibile e normale. Ora si ricorre al ricatto della quotazione in borsa, dei danni economici maturati da chi scommetteva sulla vittoria della Roma invece che su quella della Juventus. Tutto ciò è inaccettabile perché trasforma letteralmente il calcio non più in un mero evento sportivo agonistico e competitivo ma in una sorta di mercato finanziario con tutte le ovvie conseguenze del caso. 
Ecco anche spiegata il perché della volontà di ricorrere alla grande tecnologia  e così via discorrendo, per ridurre gli errori, i margini di errore, naturali, umani, al minimo, per stabilizzare  il settore degli affari e renderlo sicuro per gli investimenti. 
La bellezza del calcio è data anche dagli errori arbitrali, certo non sono sempre accettabili, ma sbagliare è umano, accettare l'errore è sportivo e tutto dovrebbe finire all'interno di quella partita od al massimo continuare nei bar. Ma così non è. Non è nel calcio dei miliardi di euro, non è nel calcio dove interessa la speculazione dello stadio, che poi sia vuoto poca importa, nel calcio dei diritti televisivi, nel calcio scommesse, nel calcio che non è più sport ma finanza, mercato. Se non si riporta il calcio ad una dimensione umana, non esisterà più alcuna libertà all'interno del campo di calcio e senza libertà, compresa quella di errare, il calcio diventerà espressione di numeri,soldi e non più di divertimento, passione e sport.





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