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Da schiavo a collaboratore, da padrone a padrone




C'era una volta lo schiavo, poi divenuto operaio, poi lavoratore, poi dipendente ora collaboratore destinato a diventare imprenditore di se stesso.
Dall'altro lato della barricata invece c'era il padrone, poi datore di lavoro, imprenditore, padre di famiglia, ed ora nuovamente padrone.

Cambiano i termini, variano alcune condizioni in termini di diritti, ma l'essenza è rimasta sempre la stessa.
Lavorare per incrementare il profitto altrui.
Sino a quando non muterà il regime della distribuzione delle ricchezze, pur mutando alcuni diritti che regolamentano quello che oggi chiamiamo rapporto di lavoro e che un tempo era rapporto di sfruttamento, il succo sarà sempre amaro per il lavoratore.
Dicono che il conflitto di classe deve essere superato, però i capitalisti hanno riscoperto il capitalismo in toto.
Dicono che siamo tutti sulla stessa barca.
Ma chi rema e fatica e affonderà sarà il lavoratore, il padrone avrà sempre una possibilità di scelta e di salvezza all'interno del capitalismo, nato per i padroni e voluto dal sistema padronale.
Il conflitto di classe non è superato e mai potrà essere superato perché lavoratore e padrone sono due categorie opposte e non conciliabili, almeno fino a quando perdurerà il capitalismo.
Quando il capitalismo cadrà non vi saranno più padroni, nessuno potrà disporre del bene altrui a libero compiacimento.

Marco Barone  

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