Passa ai contenuti principali

Da schiavo a collaboratore, da padrone a padrone




C'era una volta lo schiavo, poi divenuto operaio, poi lavoratore, poi dipendente ora collaboratore destinato a diventare imprenditore di se stesso.
Dall'altro lato della barricata invece c'era il padrone, poi datore di lavoro, imprenditore, padre di famiglia, ed ora nuovamente padrone.

Cambiano i termini, variano alcune condizioni in termini di diritti, ma l'essenza è rimasta sempre la stessa.
Lavorare per incrementare il profitto altrui.
Sino a quando non muterà il regime della distribuzione delle ricchezze, pur mutando alcuni diritti che regolamentano quello che oggi chiamiamo rapporto di lavoro e che un tempo era rapporto di sfruttamento, il succo sarà sempre amaro per il lavoratore.
Dicono che il conflitto di classe deve essere superato, però i capitalisti hanno riscoperto il capitalismo in toto.
Dicono che siamo tutti sulla stessa barca.
Ma chi rema e fatica e affonderà sarà il lavoratore, il padrone avrà sempre una possibilità di scelta e di salvezza all'interno del capitalismo, nato per i padroni e voluto dal sistema padronale.
Il conflitto di classe non è superato e mai potrà essere superato perché lavoratore e padrone sono due categorie opposte e non conciliabili, almeno fino a quando perdurerà il capitalismo.
Quando il capitalismo cadrà non vi saranno più padroni, nessuno potrà disporre del bene altrui a libero compiacimento.

Marco Barone  

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…

Ma ha ancora senso la "Venezia Giulia"? O meglio regione di Trieste?

Venezia Giulia. Un nome che ha sicuramente un suo fascino, originale, una forzatura storica pasticciata, proposta ed utilizzata sin dal 1863, come si legge nell'Enciclopedia Treccanti dal linguista goriziano G.I. Ascoli in sostituzione di ‘Litorale’ (Küstenland), usato dagli Austriaci. "Dal 1920 sotto la denominazione di V. furono compresi anche territori appartenenti alla Carniola; i limiti della regione non erano del resto ben definiti: ora comprendeva anche il Friuli ora questo era considerato come appartenente al Veneto, per cui la V. corrispondeva ai territori orientali ceduti dall’Austria all’Italia in seguito alla Prima guerra mondiale, cioè le province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume (superficie 8893 km2 con 955.257 ab. nel 1936), zona caratterizzata dal graduale trapasso del sistema alpino in quello dinarico e dalla compenetrazione di elementi italiani e slavi. Il piccolo lembo della V. rimasto all’Italia dopo la Seconda guerra mondiale è confluito nella regione a …