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Da bin Laden al rapper la politica del Wanted continua

Sembrerebbe la storia di un videogioco, di un film, invece no. E' tutto reale. La politica del wanted, la taglia sulla testa, che tante volte abbiamo visto nei film americani che hanno invaso, in modo praticamente esclusivo e non certamente casuale, le televisioni occidentali, entrano, dall'inizio di questo nuovo secolo, con prepotenza, nelle case di milioni e milioni e milioni di persone. D'altronde i film servono anche a questo, a governare  ed anche preparare il sentimento dell'opinione pubblica.
Nomi e cognomi sconosciuti al dominio pubblico, realtà sconosciute all'opinione pubblica, così all'improvviso, come un violento refolo di bora, diventano persone o fenomeni che pongono a rischio la sicurezza dell'occidente. Il tutto mentre in una miriade di Paesi ove non esistono risorse economiche su cui speculare o da governare e determinanti per l'equilibrio del capitalismo, continuano a morire una marea di persone innocenti per mano di truppe e mercenari che possono continuare ad ammazzare ed ammazzarsi in silenzio. Ad oggi vi sono circa 62 Stati coinvolti in conflitti con più di 500 milizie coinvolte. Ma quelle che devono fare notizia, quelle che devono diffondere il panico globale, l'insicurezza nazionale, sono in sostanza sempre le stesse situazioni. Cambiano gli attori, i protagonisti, ma le tecniche no. Si è passati da Osama Bin Laden al rapper, al blogger ed all'hackerSembra uno scherzo, ma scherzo non è. In rete si è dibattuto abbastanza sulla veridicità e sulla autenticità del video dell'uccisione del giornalista americano James Wright Foley. I punti più controversi riguardavano la mancanza di schizzi di sangue al momento del taglio della gola, il montaggio stile hollywoodiano e non in linea con i video tipici dell'Isis specialmente per la censura effettuata tra l'inizio del taglio della gola e la decapitazione. Ovviamente reca impressione il modo in cui si analizza la modalità dell'uccisione di una persona, video che è ancora disponibile in tutta la sua brutalità integrale su questo link http://www.liveleak.com/view?i=bc1_1408481278

Mentre si oscura completamente l'operato di forze anti-capitaliste, laiche ed anche femministe e socialiste e libertarie che contrastano da lungo tempo l'Isis,come denunciato anche dal collettivo Wu Ming, mentre si presentano gli americani e gli inglesi come gli unici che possano sanare questa situazione che trae origine proprio dagli errori delle precedenti gestioni belliche imperialiste occidentali, ovviamente si è determinata la classica condizione, proprio con la diffusione di quel video, per favorire l'entrata in campo da parte delle forze americane ed inglesi con l'ovvietà della legittimazione istituzionale occidentale ignorando de facto l'operato della vera resistenza popolare, perché il capitalismo non può ammettere resistenze anti-capitaliste

Quello che deve impressionare sono le modalità d'identificazione poste in essere dai servizi inglesi ed americani. Hanno deciso che l'autore di quell'omicidio deve essere inglese, così facendo si legittima l'intervento degli inglesi in causa, a partire dal presunto accento di quello che sarebbe un ex rapper collegato ad un gruppo terroristico chiamato BeatlesComunque sia, dalle informazioni dei media occidentali, da prendere sempre con le dovute pinze, si parla di sofisticate tecniche per il riconoscimento vocal software per il riconoscimento vocale e per l'analisi delle vene della mano oltre che al classico DNA e foto dell'iride che potranno essere ottenute solo con la presenza sul campo e la cattura del presunto terrorista. Roba che dovrebbe indurre alla riflessione seria, invece viene percepita come normale e forse anche accettata. La presunzione è diventata l'alibi per legittimare una guerra più estesa. La presunzione dell'accento del Sud Inghilterra ha determinato quella che non viene chiamata invasione, contrariamente a come accaduto per gli aiuti umanitari inviati dai russi in Ucraina, ma l'azione per debellare l'estremismo islamico, che in ogni caso deve essere contrastato, sia ben chiaro. Però nessuno si domanda ma perché li hanno lasciati agire così indisturbati per lungo tempo? Prima non erano un pericolo? Le teste decapitate di altre persone e pubblicate come trofeo avevano minor valore rispetto a quella del giornalista americano? A quanto pare sì. E se per caso i responsabili non sono quelli che ora sembrano essere, con tanto di nome, cognome e foto,come pubblicati nei giornali di mezzo mondo? Certo, ognuno si assume tutte le responsabilità con le proprie azioni, ma non parliamo più di presunzione di innocenza, anzi eliminano questo precetto da tutti i manuali giuridici, per spirito di coerenza. Poi ovviamente è più che evidente che la religione con i suoi estremismi sono solo maschere e che i veri interessi sono di altra natura, strategici, risorse e mercato delle armi. In tutto ciò, mentre forze come l'ISIS ignorate o meglio sconosciute da tutti fino a qualche giorno addietro, hanno spinto alcune personalità ad invocare l'esistenza di una terza guerra mondiale, anche perché le principali vittime sono cristiane, mentre quando vengono uccise persone di altre religioni non sussiste alcun tipo di rischio di guerra o catastrofe globale, è il caso di ricordare che il parlamento italiano aprirà la sua attività a breve discutendo del programma di acquisto degli aerei Joint Strike Fighter-F35. Cambierà la valutazione dell'opinione pubblica sull'acquisto di questi mezzi? Alla luce del "rischio" della terza catastrofe globale? Per salvare la "civiltà" cristiana?
Insomma esiste un caos non casuale ma certamente causale di violenze e sofferenze dovute ai soliti giochi maledetti di potere e noi come possiamo difenderci da tutto ciò?  In un sistema ove si perdono continuamente ed in moto impotente diritti? In un sistema ove la religione continua ad essere strumento di guerra e condizionamento della cosa pubblica? Intanto benvenuti nel mondo del Wanted e prepariamoci alla banca dati del DNA, che per un motivo o per un altro, bussa sempre con più insistenza alle nostre porte, per sanare la fantasmagorica insicurezza nazionale.



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