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Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Gradisca deve recuperare quelle radici slave oggi dimenticate se non perdute

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  Gradisca d'Isonzo, dal 1936 vanta il titolo di città, e rientra tra i comuni friulanofoni del FVG. In friulano è Gardiscje  e  Gardiscja nella variante locale.    Pare che la prima volta venne citata in un documento ufficiale fu nel 1176, descritta come un villaggio agricolo di sette famiglie, alcune di origine slava, altre latine, sottoposte alla giurisdizione del Patriarca di Aquileia.  Lo stesso toponimo Gradisca pare abbia origine slave. Gradišče. A proposito delle radice slave di Gradisca, oggi perdute, interessante notare quanto riportato dall'ultimo censimento effettuato dall'Impero Austroungarico. Censimento che veniva realizzato con cadenza decennale, dal 1880, ogni 31 dicembre dell'anno di riferimento, si analizzava a livello statistico la propria popolazione. L'esito del censimento era in lingua tedesca, ma nello stesso volume i nomi dei luoghi venivano invece riportarti ora in modo plurilingue, come Trieste, che era Triest e Trst, Gorizia,...

Le prime ore della grande guerra nella città di Gradisca e l'arrivo delle truppe italiane

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Gradisca è una città che nel corso della sua storia ha conosciuto diversi conflitti, una città che deve gran parte della propria ricchezza e del proprio pluralismo all'Impero Austro Ungarico, e la prima guerra mondiale travolse, suo malgrado, anche Gradisca, dove convivevano da secoli in pace popoli slavi, latini, come d'altronde testimonia lo stesso primo documento che parla di questa importante località del Friuli, visto che si raccontava di un villaggio agricolo abitato da sette famiglie di origine slava e altre latine sotto il patriarcato di Aquileia. Una delle prime testimonianze che fotografarono la situazione all'alba dello scoppio della prima guerra mondiale e che vide protagonista anche il teatro di Gradisca, fu quella raccolta dal giornale nazionale la Stampa, che faceva chiaramente una inequivocabile campagna antiasburgica. La testimonianza era quella di un certo Francesco Fantini, un profugo, padre di nove figli. Apprese della dichiarazione di guerra nella sera ...

Quando nel 1915 Monfalcone e Gradisca vennero occupate e non "liberate"

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  La Stampa del 10 giugno, quotidiano nazionale dai noti sentimenti antiasburgici, dedicava le prime pagine nel 1915 a due eventi storicamente e militarmente importanti. Il giorni 11 giorno scriverà: Monfalcone occupata dalle nostre truppe . E seguirà il comunicato di Cadorna, un paio di righe dove spiegherà quanto accaduto il 9 giugno: " Venne occupata la città di Monfalcone. Il fuoco delle nostre batterie danneggiò visibilmente parecchie artiglierie avversarie ". Il giorno dopo, stesso film con Gradisca. La Stampa titolerà: L'Annuncio ufficiale dell'occupazione di Gradisca . Così il comunicato dell'11 giugno di Cadorna: " La città di Gradisca, tenuta da alcuni giorni dalle nostre truppe avanzate,è ora saldamente in nostro possesso ". No. Non si parla di liberazione. Ma di occupazione. Eppure lo stesso non si dirà per Gorizia e Trieste, dove tutta la retorica nazionalista parlerà di redenzione, di liberazione. Probabilmente perchè Monfalcone e Gradisca...

Morte di Vakhtang Enukidze è sbagliato, per ora, assolvere come condannare senza se e ma

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Il comunicato della parlamentare del M5S,Sabrina De Carlo, si schiera senza se e ma dalla parte delle forze dell'ordine che hanno operato nel CPR di Gradisca nei giorni d'inferno di metà gennaio, così come ha fatto la giunta leghista del FVG e non solo, sul caso del CPR di Gradisca, così scrivendo:  " C'è un caso, diventato di rilievo internazionale, che si é verificato a Gradisca d'Isonzo (Gorizia), ne avete sentito parlare?  Un migrante, detenuto nel centro é drammaticamente deceduto e soltanto ieri sono state accertate le cause della morte, una polmonite.  In queste settimane però si é subito attivata la macchina del fango contro l'operato delle forze dell'ordine, la narrazione forzata dei fatti e le strumentalizzazioni che hanno catturato l'attenzione dei media. " La cui posizione si era capito fin dall'inizio della sua visita che fosse contrastante con quella assunta da parte del deputato Magi, che invece raccogliendo le testimonianze ...

L'urlo di disperazione della sorella di Vakhtang: "A chi volete che interessi il destino di un migrante morto?"

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L'articolo pubblicato su Repubblica sulla morte di Vakhtang Enukidze è un colpo diretto allo stomaco. Hai una sorella, che ha perso un fratello, una famiglia, un figlio, la comunità distante 3000 km da Gradisca, un suo cittadino. E la fiducia nella giustizia è pari a zero. A chi volete che interessi il destino di un migrante morto? Mio fratello era una persona equilibrata, di buon carattere. Non era certo un violento. Così Asmat Jokhadze, la sorella. Vakhtang era affidato allo Stato italiano. Ha attraversato diverse sue strutture, il carcere di Gorizia, il CPR di Gradisca. E' morto. Sulle cause della morte si dovranno attendere gli accertamenti dell'autopsia. La famiglia di Vakhtang dovrà ancora aspettare per riavere il proprio caro. I fatti, le ricostruzioni, sono contrastanti, ma univoche nella direzione che qualcosa è successo, all'interno delle strutture dello Stato dove il georgiano era in stato di affidamento prima di essere espulso, o meglio rimpatriato, c...

Il parlamentare Magi sulla morte di Vakhtang Enukidze: "colpito reputatamene da 10 agenti nel CPR di Gradisca"

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Il deputato Riccardo Magi insieme a Schiavone, il presidente dell'ICS, nella conferenza stampa che si è tenuta a Roma alla Camera dei deputati hanno fatto emergere la criticità del CPR di Gradisca e soprattutto la gravità di quanto successo nella vicenda di Vakhtang Enukidze. Racconta, Magi , di essere stato accolto da agenti in assetto in antisommossa, nel giorno della sua prima visita, e ha avuto notizia che quella sera è avvenuta una "bonifica" il sequestro dei cellulari della zona verde, la zona dove era stato fino al giorno prima della morte il cittadino georgiano.  Colpito reputatamene da 10 agenti Il  14 gennaio rispetto alle ricostruzioni di stampa, riferisce il parlamentare di + Europa," tutte le testimonianze che ho potuto raccogliere, di ospiti, di operatori, e anche di un poliziotto, sono unanimi, nel negare l'esistenza di rissa, ma parlano di una semplice colluttazione che non avrebbe potuto determinare alcun danno mortale . " Specifi...

Neanche una parola su Vakhtang Enukidze da parte dell'Amministrazione regionale,solo un grazie alle forze dell'ordine

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Neanche mezza parola verso la vittima dell'aggressione subita nel comunicato diffuso sul sito della Regione da parte dell'assessore alle politiche dell'immigrazione in FVG. Aggressione di cui resta da capire da parte di chi, se da parte delle forze dell'ordine, come denunciano alcuni testimoni e attivisti, o se da parte di altri internati nel CPR come lasciano intendere alcune voci da parte delle istituzioni, per ora.  Ma l'assessore non ha dubbi. Nessuno dubbio. Come nessun dubbio nelle prime battute non l'aveva neanche il Prefetto di Gorizia. Rissa tra immigrati all'interno del CPR. L'unico sentimento espresso dall'Amministrazione regionale è questo: "Stima, gratitudine e fiducia nell'operato delle forze di polizia, del Questore e del Prefetto impegnati nel difficile compito di mantenere l'ordine nel Cpr di Gradisca. " Incredibile. D'altronde è responsabilità anche di chi c'è al governo regionale se esiste il CPR, ...

"Stanno rimpatriando i testimoni del caso di Vakhtang Enukidze"

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La denuncia che arriva da No CPR e no frontiere, è grave . Così scrivono: " Ci è stato riferito dall’interno e poi è stata confermata la notizia da fonti ufficiali che IERI ALLE 4 DI MATTINA sono stati prelevati dalle celle e 🛑 RIMPATRIATI 🛑 tre ragazzi egiziani che avevano parlato agli avvocati riguardo all’omicidio di Vakhtang. ERANO I SUOI COMPAGNI DI CELLA. Sembra vogliano far sparire tutti i 🛑 TESTIMONI 🛑 e intimorire chiunque si era reso disponibile a testimoniare sull’omicidio. Da dentro alcune persone ci dicono di aver paura di essere deportate. Hanno anche sequestrato i telefoni. " Accuse gravissime, che si aggiungono a quelle espresse in questi giorni, come quelle relative al momento in cui si è svolto il presidio innanzi al CPR, dopo che si è appreso della morte del ragazzo georgiano internato presso quella struttura gradiscana. " Durante il presidio, mentre comunicavamo da una parte all’altra delle mura, le persone ci chiamavano per d...

CPR Gradisca: caso morte di Vakhtang Enukidze.Ora spunta l'ipotesi del regolamento di conti. Quali le prove?

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Il caso della morte di  Vakhtang Enukidze, il georgiano di 38 anni, internato nel CPR di Gradisca, non è ancora diventato un caso nazionale, ma lo diventerà. Ad oggi, come noto, sussistono delle ricostruzioni discordanti, ma concordanti, in realtà su un fatto. Enukidze è vittima di aggressione all'interno del CPR. Bisogna "solo" accertare chi l'autore di questa aggressione. Cosa che in ogni caso lascia intendere che delle responsabilità istituzionali ci sono. A partire dalle questioni di principio, perché quella struttura non doveva essere realizzata. Bisogna chiedersi come è potuto accadere? Interrogarsi sulla prevedibilità ed evitabilità del fatto. Ovviamente il tutto sarebbe accaduto in una zona non protetta da telecamere in una struttura con 200 telecamere! Fondamentali saranno le testimonianze. E qui si scontrano in modo impattante. Da quella di chi dice che è stato vittima di un pestaggio da parte delle forze dell'ordine , a quella, di una generica riss...

CPR di Gradisca ad alta tensione

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Dopo la notizia della morte di Vakhtang Enukidze , neanche quarantenne, sulla cui morte vi sono due ricostruzioni al momento fortemente contrastanti, e su cui è fondamentale fare luce e verità quanto prima, una manifestazione con diversi cittadini, esponenti di associazioni e realtà politiche regionali ha avuto luogo sullo stradone di via Udine innanzi a quella struttura che nessuno vuole, e che Gradisca continua a subire. Nessun parlamentare era presente, nessuno, nonostante quanto successo in questi giorni, salvo il personale operante nella struttura e le forze dell'ordine, ha potuto avere accesso. Non è un carcere, ma è peggio del carcere, perché i diritti sono latitanti rispetto a quelli della normale detenzione. Dalla parte interna del muro di quella "prigione" arrivavano imprecazioni contro chi li ha rinchiusi, e si denunciavano casi di violenze in corso. Il senso di impotenza che si è vissuto in quei momenti è stato pesante. Si comunicava ad alta voce, ...

Verità per Vakhtang Enukidze e il CPR di Gradisca deve essere chiuso

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E' successo dietro l'angolo di casa nostra. In quel luogo che doveva essere super blindato, super sicuro, pieno zeppo di telecamere, ma si sta confermando essere un luogo di morte, di sofferenza, di violenza e assolutamente si rivela per quello che è, ingestibile. Ex CTP, poi CIE, poi CPR che convive insieme al CARA. Si chiamava Vakhtang Enukidze, era della Georgia, non aveva ancora 40 anni. E' morto.  E qui si stanno scontrando due realtà fattuali completamente diverse. Chi parla di rissa, negando un ruolo di "pestaggio da parte delle forze dell'ordine" come denunciato dalle prime ore in cui si è appresa, il 18 gennaio, la morte del ragazzo georgiano.  Sul Piccolo si sottolinea infatti ad esempio che   "il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello nega invece con decisione l’ipotesi che le forze di polizia possano aver avuto un ruolo nella drammatica fine del trentottenne". Ma sulla pagina pagina Facebook e del blog di No CPR no frontiere ...

CPR di Gradisca. Morto un ragazzo. Due le versioni, "rissa" o "pestaggio da parte delle forze dell'ordine"

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Il CPR di Gradisca, che non sarebbe un carcere, infatti, forse è anche peggio, è un disastro. Fughe, che non possono essere chiamate evasioni, ma allontanamenti volontari, non è uno scherzo. E' stato detto così. Tentativi di autolesionismo, perché la gente impazzisce e non vuole essere rimpatriata, per arrivare al fattaccio che ha portato ad un secondo morto a Gradisca, dopo il CIE nel 2013, da cui ebbero luogo delle rivolte che portarono alla chiusura di quel posto sconcertante. Una persona di poco meno di 40 anni, georgiano. E qui si apre già un caso. La velina ripresa come prima informativa da tutti gli organi di stampa parla di una rissa scoppiata tra migranti, il 14 gennaio, così si legge : "Un cittadino georgiano di 20 anni che era trattenuto al centro permanente per i rimpatri di Gradisca di Isonzo è morto questo pomeriggio all'ospedale di Gorizia a seguito di lesioni. Martedì scorso il giovane era rimasto coinvolto in una rissa scoppiata all'interno de...

A Gradisca ritorna nuovamente il centro di espulsione. La piazza si mobilita per dire no, il 24 novembre

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E alla fine ritorna. Ritorna,nonostante i plurimi no, nonostante anni di contrasti, di rivolte, nonostante il suo essere struttura fallimentare. Ritorna sotto nuova sigla, il CIE,ex CPT, ora CPR. Centro per i rimpatri, un modo soft di identificare una galera dove verranno rinchiuse le persone per essere espulse dall'Italia perché in base al sistema non avrebbero diritto di rimanere qui, da noi. No CPR e no Frontiere del FVG convoca una importante manifestazione per il 24 novembre, a Gradisca. Si legge nel comunicato diffuso:   Nonostante il CPR di Gradisca d'Isonzo non sia stato aperto nella prima decade di novembre, come annunciato nei media, l'apertura del lager etnico nella nostra regione rimane imminente. I CPR sono di fatto delle prigioni nelle quali le persone ‘trattenute’ (non detenute, perché l’internamento non è determinato da una sentenza penale) non possono uscire. Spesso la loro unica colpa è non essere in possesso di un documento valido: per chi non...

Verrà rimpatriato in Pakistan. Ma in bara. Il caso di Sajid

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Era dublinante , Sajid Hussain. Dublinante è definito in modo improprio il richiedente asilo che dopo avere presentato domanda di protezione nel primo Stato in cui sono stati identificati fanno un’altra richiesta di asilo in un secondo Stato e quindi vengono rinviati forzatamente nel territorio del primo. Sajid era un ragazzo di 30anni, richiedente asilo, ospitato presso il CARA di Gradisca, che si è suicidato gettandosi nelle acque del Fiume Isonzo che per l'ennesima volta continua a risucchiare vite. Viveva dei problemi personali, era rimasto incastrato nel sistema della burocrazia. Voleva andare via dall'Italia, essere rimpatriato. Ricongiungersi con la sua famiglia in Pakistan. Riuscirà a farlo. Ma da morto. In bara. E anche qui le peripezie sono complesse, partirà una raccolta fondi per cercare di raggiungere le risorse necessarie per rendere possibile il trasferimento nella sua terra d'origine. Una storia tristissima quella di Sajid. Tanti forse, tanti inte...

Il triangolo rosso resiste all'assalto della lega. Staranzano, Gradisca e Turriaco,aspettando Monfalcone

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Anche se la lega era risultata come prima forza alle Europee, a Staranzano con 1320, pari al 32,84% dei votanti, nonostante la discesa in campo di "big" leghisti per cercare di conquistare il comune, Staranzano Resiste. Resiste all'assalto leghista che fallisce in modo politico significativo. Vi è stato un testa a testa nella prima comunicazione dei dati, ma a due seggi dalla fine oramai si era capito che Marchesan sarebbe stato riconfermato sindaco. Vince il centro sinistra con 2.216 voti, contro i 1828 della destra a matrice leghista. Così è stato. La lega sarà il secondo partito, non il primo, come per le europee. Come ha fallito, pesantemente, l'assalto leghista a Turriaco . Il sindaco Bullian viene riconfermato. Anche qui la lega primo partito tra i votanti, 543 voti, ma alle comunali perde pesantemente. 1.187 voti per il centro sinistra, solo 415 per la lega  e sarà il terzo partito, su tre liste concorrenti. A Gradisca , che è nota per essere la città che ...

FVG: arriva il colpo mortale all'accoglienza diffusa,che era un mezzo flop.Possibili 2 CPR se calano migranti

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Il FVG, terra le cui radici sono latine, germaniche e slave, supera di poco un milione di abitanti ed ha una incidenza di stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale complessivamente dello 0,36%. Cioè neanche a 5000 migranti si arriva. E tutto ciò è bastato per militarizzare la regione, con i controlli ai confini, creare campagne di odio e paura. Pazzesco. Semplicemente pazzesco. L'accoglienza diffusa non è riuscita pienamente. E' stata effettivamente un mezzo flop. Su 215 Comuni sono solo 106 quelli che accolgono migranti, cioè il 49% del totale dei Comuni.  Nonostante ciò, si vuole conferire il colpo mortale all'accoglienza diffusa. In alcuni casi, è vero, è mancato il coordinamento tra Comuni e Prefettura, una maggiore collaborazione sarebbe stata necessaria. Ma conferire un potere decisionale importante ai Comuni, significa semplicemente porre fine all'accoglienza diffusa, che in regione non è mai pienamente decollata.  In sostan...

Da Gradisca a Gorizia a Trieste. Si scenderà in piazza contro il razzismo, militarismo e fascismo

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Tre manifestazioni diverse, in tre località diverse, ma dall'unico filo conduttore. Si manifesterà per un modello sociale diverso, in nome di quella libertà, di quella uguaglianza e fratellanza, valori che oggi, nella sterile ma pericolosa lotta tra nazionalismi ed europeismi, due maschere di due modi di essere diversamente capitalisti, sono effettivamente minati e minacciati. Si partirà da Gradisca con un corteo regionale nel pomeriggio del 20 ottobre. Dopo un lungo periodo si ritorna a manifestare in una cittadina diventata nota a livello nazionale non per la sua bellezza, per la sua storia, ma per ciò che è racchiuso tra le mura alte e sorvegliate dell'ex caserma. Da CPTA a CPT e poi CIE e poi CARA e ora CPR.  Centro di rimpatrio, ovvero di espulsione, diventerà un luogo di espulsione diretto Gradisca, il primo del FVG e non l'unico, voluto dal pregresso governo di "sinistra" o meglio sinistro e ovviamente sostenuto dall'attuale corso governativo sia...

Oltre 400mila km in autostop. Il record di Miran Ipavec

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Ha superato la bellezza di 400 mila km in autostop, lo sloveno Miran Ipavec. Tutto ebbe inizio negli anni '80. Un pollice alzato e l'avventura poteva avere inizio. Erano certamente altri tempi, era un mondo diverso, più sociale rispetto alla socialità virtuale di oggi. E questo mondo conosciuto dall'Italia alla Russia, attraversando tutta l'Europa, viene raccontato in modo giocoso, coinvolgente, e geniale, in quel museo in movimento, appunto dell'autostop,  che in questa estate ha fatto stop anche a Gradisca. Infatti, passeggiando per la bella cittadina friulana, vedi quel cartone ad altezza di uomo che ritrae una persona intenta a fare l'autostop. Uno zaino penzolante dal muro con delle scarpe ed una vetrina con esposti alcuni oggetti e scritto museo dell'autostop. Neanche il tempo di capire cosa fosse tutto ciò che questa persona, sorridente, con un cappello in testa, in inglese prima, italiano poi, ti invita ad entrare. Ed ...

Ma ora che nell'Isontino non ci sarà più l'alibi dei migranti con chi se la prenderanno?

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E finalmente la chiusura arrivò. Sotto silenzio, senza disturbare, zitti zitti sono andati via da Gorizia. Gorizia che più di una volta è finita nelle cronache nazionali, per mesi nei giornali locali non si parlava che di migranti, di una fantomatica emergenza che non c'era, perchè il tutto era frutto solo ed esclusivamente di una non volontà politica di accogliere i richiedenti asilo che erano giunti nella città goriziana. Fuori convenzione, diventava automaticamente fuori dalle palle. Gorizia ritornerà finalmente nel suo felice anonimato. Chi dormiva per terra, in galleria, dalla guerra alle panchine alla questione del wi fi, passando dalla improvvisata baraccopoli di una pseudo giungla, senza dimenticare chi ha conosciuto la morte nell'Isonzo.  Proteste, esposti, omissioni di soccorso cadute nel vuoto, e alla fine è finita come appunto doveva finire. Una delle poche ragioni di esistere della Prefettura a Gorizia era per la questione immigrazione. Finita l'emergenz...