Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Gradisca deve recuperare quelle radici slave oggi dimenticate se non perdute


 


Gradisca d'Isonzo, dal 1936 vanta il titolo di città, e rientra tra i comuni friulanofoni del FVG. In friulano è Gardiscje  e  Gardiscja nella variante locale. 

 


Pare che la prima volta venne citata in un documento ufficiale fu nel 1176, descritta come un villaggio agricolo di sette famiglie, alcune di origine slava, altre latine, sottoposte alla giurisdizione del Patriarca di Aquileia.  Lo stesso toponimo Gradisca pare abbia origine slave. Gradišče.

A proposito delle radice slave di Gradisca, oggi perdute, interessante notare quanto riportato dall'ultimo censimento effettuato dall'Impero Austroungarico. Censimento che veniva realizzato con cadenza decennale, dal 1880, ogni 31 dicembre dell'anno di riferimento, si analizzava a livello statistico la propria popolazione. L'esito del censimento era in lingua tedesca, ma nello stesso volume i nomi dei luoghi venivano invece riportarti ora in modo plurilingue, come Trieste, che era Triest e Trst, Gorizia, che era Gorz e Gorica, Gradisca, Gradiska. L'ultimo censimento fu del 31 dicembre del 1910. Nel centro di Gradisca che allora vantava una popolazione di circa 1658 anime, erano ben 229 persone che dichiaravano di parlare lo sloveno, 994 l'italiano, 38 il tedesco, una sola il serbo e 394 altre lingue. Il gradiscano come territorio che aveva una popolazione di quasi 7 mila persone vedeva dunque una buona percentuale di persone parlare lo sloveno, complessivamente circa il 4%. Poi, con l'avvento dell'italianizzazione forzata di queste terre le cose cambiarono profondamente e si è cercato di estirpare le radici slave di questa località. Ma l'identità e le radici sono tali e non possono essere cancellate, pertanto, sarebbe giusto e consono verso la storia di questa splendida cittadina della nostra regione, valorizzare e recuperare le radici slave di Gradisca, Gradišče.

mb

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