Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Quando nel 1915 Monfalcone e Gradisca vennero occupate e non "liberate"

 



La Stampa del 10 giugno, quotidiano nazionale dai noti sentimenti antiasburgici, dedicava le prime pagine nel 1915 a due eventi storicamente e militarmente importanti. Il giorni 11 giorno scriverà: Monfalcone occupata dalle nostre truppe. E seguirà il comunicato di Cadorna, un paio di righe dove spiegherà quanto accaduto il 9 giugno: "Venne occupata la città di Monfalcone. Il fuoco delle nostre batterie danneggiò visibilmente parecchie artiglierie avversarie". Il giorno dopo, stesso film con Gradisca. La Stampa titolerà: L'Annuncio ufficiale dell'occupazione di Gradisca. Così il comunicato dell'11 giugno di Cadorna: "La città di Gradisca, tenuta da alcuni giorni dalle nostre truppe avanzate,è ora saldamente in nostro possesso". No. Non si parla di liberazione. Ma di occupazione. Eppure lo stesso non si dirà per Gorizia e Trieste, dove tutta la retorica nazionalista parlerà di redenzione, di liberazione. Probabilmente perchè Monfalcone e Gradisca, nonostante la loro storia importante per questa fetta di terra, non avevano per l'Italia simbolicamente alcun tipo di valore ma erano un luogo come l'altro da occupare. D'altronde la terminologia esatta era proprio quella di occupazione, perchè nella prima guerra mondiale l'Italia questo ha fatto, ha occupato terre dove pur sussistendo l'italofono diffuso, appartenevano all'odiato Impero con cui si erano identificate nel corso del tempo.

mb

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