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E c'è anche un pò di Gorizia nel sito ufficiale degli Asburgo

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La Gorizia asburgica, segnò una situazione di evidente conflittualità con Venezia, cosa che nel portale ufficiale degli Asburgo, non si può non sottolineare. Gorizia fu una città, per quanto oggi rivendicata come italianissima, in realtà, nota storicamente come la Nizza d'Austria, massima del barone Carl von Czoernig che morì a Gorizia, dove trascorse l'ultima parte della sua vita, scrivendo di Gorizia stazione climatica la definì, felicemente, come “Nizza austriaca”. Una frase potente, visionaria. Dal 1508 fino alla fine della prima guerra mondiale, fu austriaca, tolta la breve parentesi del non rimpianto periodo francese. Nel portale storico degli Asburgo curato dal noto ed importante Schönbrunn Group in collaborazione con l'Austria, c'è un filone dedicato a Gorizia, ma vista l'importanza che  il gradiscano, il Friuli ed il goriziano ebbero per l'impero, forse ci si aspettava qualche capitolo ad hoc da dedicare a questa zona, un po' come accaduto similmen

Le attività dei partigiani di Ronchi sui notiziari fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana

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L'attività partigiana sul territorio ronchese fu intensa, e come in tutte le guerre, fu caratterizzata da azioni anche violente e conseguentemente fu intensa l'attività segnalata dalla Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.), uno degli organismi principali della Repubblica Sociale Italiana, sorto dall'unificazione delle forze di polizia con i Carabinieri. Nel loro archivio digitale hanno messo a disposizione i notiziari dell'ufficio "I Sezione Situazione" del Comando Generale della G.N.R., che aveva sede in Brescia, erano rapporti di polizia dattiloscritti che venivano redatti e quotidianamente inviati, in via riservata, al Duce, al Comandante Generale della G.N.R., Renato Ricci, al Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli ed a pochi altri gerarchi fascisti. Mentre le notizie inoltrate dai locali comandi provinciali della Guardia Nazionale Repubblicana venivano raccolte dal Comando Generale. L'attività di Ronchi va dal 24 febbraio del 1944 al 12 gennaio 1945

Trieste sul sito ufficiale degli Asburgo

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  Il sito ufficiale dedicato agli Asburgo, gestito dal gruppo Schönbrunn, in collaborazione con lo stato austriaco, dedica ovviamente spazio anche a Trieste. Una foto del 19° secolo che dal Carso racchiude Trieste nel suo splendido golfo la presenta in questo modo: " Adagiata sull'Adriatico settentrionale, Trieste passò sotto il dominio asburgico nel 1382 e dopo essere stata resa porto franco nel 1719 divenne uno dei porti più grandi e importanti della monarchia asburgica. Dal punto di vista culturale e linguistico, Trieste era una delle città più diversificate delle terre austriache: le lingue parlate qui includevano italiano, sloveno, serbo-croato, tedesco e altre lingue mediterranee. Intorno al 1900, all'apice della sua importanza, la città di Trieste ebbe circa. 200.000 abitanti ed era la quarta città più grande della monarchia dopo Vienna, Budapest e Praga ".     Di Trieste, nella sezione degli asburgo si parla o viene citata ovviamente anche per il noto castello

La rivoluzione del 1848 e l'esplosione della libertà di stampa nell'Austria, ma non a Trieste

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Nel 1848 ci furono dei moti rivoluzionari importanti, che sfiorarono, in chiave irredentista, anche Trieste, contro l'Impero Austriaco. Impero che rispose, potenziando libertà e mollando un po' il freno della censura. Come si sottolinea nel notevole testo dello storico Judson, sull'Impero Asburgico, una nuova storia, ad esempio vennero registrati cento giornali in Boemia, quarantuno in ceco e altri in tedesco, in Moravia il governo ne documentò ventotto di cui nove in ceco, a Trieste, la situazione, invece, si rivelò in controtendenza rispetto al resto della Monarchia, la città non vide la pubblicazione di nuovi periodici nel 1848 forse perchè, afferma lo storico, i suoi abitanti avevano già accesso a molti giornali indipendenti affermati considerati autorevoli per lo più provenienti dall'estero, in Galizia, nel paradosso delle cose, dove i tassi di alfabetizzazione erano nettamente più bassi rispetto a Trieste solo tre giornali erano esistiti prima dello scoppio della

Incentivi a chi lavora in FVG:bypassare residenza e domicilio fiscale,si valuti la continuità

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  Da un lato costanti e rigorose interpretazioni della Corte Costituzionale, e dall'altro normative comunitarie vigenti, effettivamente sono da ostacolo alla realizzazione di norme che prevedano benefici o incentivi a lavoratori residenti in una data regione rispetto ad altri. Ultimo, è il caso che ha nuovamente interessato la nostra regione con la sentenza 199 della Corte Costituzionale. Una riflessione ponderata ed equilibrata va fatta, su una questione che è sentita nel mondo del lavoro, e se ne parla eccome, e che va oltre la presunta xenofobia o il presunto razzismo, perché certamente non è di questo che si tratta almeno a parer mio. Viviamo in un mondo del lavoro ricco di paradossi, dove a volte la laurea è valutata meno di un diploma di scuola, dove serve una maggiore valutazione delle competenze. La Corte ha affermato plurime volte che è irragionevole il collegamento tra il riconoscimento di un incentivo occupazionale destinato al datore di lavoro e il requisito della resid

Emergenza demografica in FVG tra quarant'anni si scende sotto 1 milione di abitanti, male l'isontino

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I numeri che continua a presentare l'ISTAT sono tutt'altro che strepitosi. il FVG è in continuo e costante declino demografico. Cosa che già sapevamo, ma la situazione non sembra essere destinata a migliorare da qui ai prossimi decenni. Il tutto si pone in linea con un Paese, quale l'Italia, che nella peggiore delle ipotesi potrebbe arrivare a toccare nel 2070 quota 41 milioni di abitanti, nella migliore delle ipotesi, la perdita si attesterebbe a 5 milioni di abitanti, per dire. Una enormità comunque. Venendo alla nostra bella e complessa regione, che dovrebbe iniziare ad interrogarsi su questa problematica, piuttosto che farsi trascinare da sterili campanilismi, vede la popolazione al momento a quota 1.195.580,  la provincia di Gorizia,  con 138.631, con Gorizia che continua a perdere abitanti, ora ferma a 33.814, cresce lentamente Monfalcone che punta quota 30 mila, ora ferma a 29.857, cresce lentamente Ronchi, 11.786,  ma quota 12 mila abitanti al momento è lontana, pic

L'unica “arma” che l'Italia ha per la giustizia per Giulio è non vendere più armi all'Egitto

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Un pezzo interessante sul noto giornale madamasr , già preso di mira dai comportamenti repressivi delle autorità militari egiziane, evidenzia, a proposito dell'omicidio di Stato di Giulio, che  dopo che l'Italia ha ritirato il suo ambasciatore e ha interrotto le vendite di armi all'Egitto i paesi hanno deciso di avviare indagini congiunte, che l'Egitto ha chiuso nel 2021 a modo suo.L'Italia ha continuato a spingere verso il processo che è stato sospeso e le vendite di armi all'Egitto sono riprese. Una cosa molto semplice. L'Egitto teme l'interruzione della vendita di armi da parte dell'Italia. Certo, non è che la collaborazione data sia stata poi proficua. Nelle indagini che hanno chiuso per loro i colpevoli erano quei cinque ragazzi innocenti trivellati di colpi dalla polizia egiziana, apice del depistaggio nell'omicidio di Stato di Giulio. Sappiamo bene quanto l'Egitto tenga alle armi italiane, d'altronde è una dittatura militare al pot