Post

Porto Vivo?Ma Porto Vecchio di Trieste non è mai stato morto

Immagine
Si potrebbe dire che se Trieste è stata per anni contesa nell'ambito delle politiche del confine orientale, tra il blocco orientale e quello occidentale, Porto Vecchio, è la zona della città contesa tra il vecchio modello di Trieste, che non esiste più, ma che la rende unica agli occhi del mondo, ed un futuro che rischia di omologare gli spazi della quotidianità al tempo che verrà senza alcuna identità. Area immensa, degradata per decenni in gran parte, oggetto di battaglie politiche e manifestazioni epocali, dalla marcia del Sindaco alle barricate degli indipendentisti, con i binari che intanto, lentamente, tra ruggine e cemento, sparivano via dal quel sito dimenticato forse anche da Dio stesso ma non dai triestini. Che lo hanno sempre frequentato, anche clandestinamente, tra chi andava a correre, a chi curiosare, a chi ritagliarsi uno spazio in cui tuffarsi nelle acque del nostro golfo, tra un magazzino ottocentesco abbandonato ai refoli di Bora, e le chiacchiere e le nostalgie p

Da Napoli a Venezia Mestre, quella via dedicata a ...Ronchi dei Legionari, ma alcuni Comuni citano solo Ronchi

Immagine
Sarebbero cinque i comuni italiani che hanno dedicato una via a Ronchi dei Legionari. Napoli, una via che si trova in un quartiere con strade dedicate al Carnaro, alla Dalmazia, una via periferica in un rione popolare, non lontana dalla stazione Campi Flegrei, stesso discorso per la via Ronchi dei Legionari di Venezia Mestre, non lontana dalla stazione ed in un quartiere con vie dedicate tanto a zone del Friuli, quanto a zone istriane. Le altre realtà sono Caldogno, in provincia di Vicenza, Tromello, provincia di Pavia, e Maniago, Pordenone. Ma ci sono dei Comuni che invece hanno dedicato una via solo a Ronchi, senza quel dei Legionari. Una via Ronchi, esiste ad esempio ad Udine, in centro, a Milano, una parallela di via Monte Nevoso, accanto alla fermata metro di piazzale Udine, a Catania, vicino via Tagliamento, non lontano da Corso Italia,  a San Giovanni del Natisone, in estrema periferia, a Lentini, a Prepotto e diversi altri comuni sparsi da Nord a Sud. Quasi certamente si tratte

Sarà anche prima gli italiani, ma con le destre gli stranieri continuano ad aumentare. La banalità della retorica

Immagine
Prima gli italiani, poi, non si sa. E cosa significhi oggi questo prima gli italiani non è dato sapere, dal momento che qualsiasi norma che metta "prima" gli italiani rispetto agli stranieri verrà cassata poiché non conforme alla Costituzione ed alla normativa comunitaria. Ma questo a chi specula sulla pelle degli altri interessa poco. Prima gli italiani in un Paese dal tracollo demografico inarrestabile, si perderanno milioni di cittadini italiani, e per riconoscere la cittadinanza italiana si devono far pagare mille pene, illusioni e speranze, si consolerà contemplando la propria decadenza e la nostalgia di un tempo che non tornerà più. Perchè ogni epoca è irripetibile, per quanto ci possano essere momenti di somiglianza. In tutto ciò è interessante notare come nonostante il prima gli italiani che ha portato in un Paese dove l'astensione è la normalità, ad ottenere il 25 settembre 2022, il Parlamento con la maggioranza più destra della storia repubblicana, Paese delle f

Cent'anni dopo la nascita del fascismo si ritorna a parlare di autarchia, un salto aTorviscosa,la capitale friulana dell'autarchia

Immagine
Si chiamava Torre di Zuino, citata come Zuino per la priva volta nel 1278, un piccolo e periferico borgo rurale appartenente al Comune di San Giorgio di Nogaro, fu l'ultima località italiana prima della frontiera con l'Austria-Ungheria, località che per volontà di Mussolini, il 26 ottobre del 1940 divenne l'attuale Torviscosa, elevato a rango di comune e come podestà avrà neanche a dirlo Marinotti, il presidente della SNIA Viscosa. Torviscosa, una città fascista , nata nel 1937, inizierà a prendere forma quella realtà che oggi la vede fare parte dell'Associazione Nazionale delle Città di Fondazione, istituita nel 2009 insieme alla Provincia di Latina e ai Comuni di Tresigallo (FE), Predappio (FO), Alghero-Fertilia (SS), Arborea (OR), Argenta (FE), Aprilia (LT) e Sabaudia (LT). Associazione che ha lo scopo di salvaguardare l'architettura delle città fasciste. Camminare per Torviscosa serve a fare un salto deciso nel tempo, nel tempo del ventennio che oggi ritorna

Ronchi e l'Argentina, un gemellaggio necessario con le città che accolsero i ronchesi , come La Plata

Immagine
Furono centinaia i bisiachi, che alla fine della grande guerra che comportò la distruzione del nostro territorio, fuggirono verso mete lontane, lontanissime, come l'Argentina. Negli anni si son raccontate tante storie di amicizia, tante testimonianze, ma si tratta di storie che meritano anche il giusto riconoscimento formale, forma che esprime sostanza, come il gemellaggio da realizzare con le località che accolsero i ronchesi. Furono tante, come Mar del Plata, l’Isla del Cerrito, nella provincia del Chaco, Rosario, Buenos Aires, la Plata e tante altre ancora. Dalla Venezia Giulia ci fu un movimento emigratorio enorme, che persiste ancora oggi, in rapporto alla popolazione l'area giuliana continua ad avere il triste primato di giovani in fuga verso l'estero.  Il concentramento più importante di ronchesi pare che fosse a La Plata dove venne realizzato un circolo che raccolse quasi un migliaio di iscritti provenienti dalla Bisiacaria, il  Circolo Ricreativo e Culturale Adria,

Per i cent'anni della marcia su Roma, a Trieste si cancelli la cittadinanza onoraria a Mussolini

Immagine
Ritorno su una questione che avevo sollevato alcuni anni or sono e che il precedente Sindaco di Trieste,  aveva accolto positivamente come proposta, solo che si valutò sostanzialmente di non procedere con la revoca della cittadinanza di Mussolini perchè l'albo attuale del Comune della città include le cittadinanze onorarie conferite dal 1946 in poi, quindi dalla nascita della Repubblica Italiana e quella di Mussolini non vi era. La prima, nell'attuale albo, in ordine temporale, è quella di Fiorello La Guardia, ove anche a Fiume esiste una targa a lui dedicata, in inglese ed croato, noto, tra le altre cose, per il rapporto La Guardia, il quale sosteneva che la cannabis «non conduce alla dipendenza, nel senso medico del termine». Il punto è che la cittadinanza onoraria al duce non è mai stata cancellata formalmente, e un gesto, simbolico, in vista del centenario della marcia su Roma, sarebbe eticamente, moralmente e politicamente doveroso. Non si tratta di cancellare ciò che

Ronchi ed Aiello, due Comuni che hanno riconosciuto una via al deputato Bugatto

Immagine
Pagò a caro prezzo il suo sostegno all'Impero Austriaco, fu presidente onorario della sezione gradese della DC, gli venne impedito dai fascisti il ritorno a Gorizia a causa del suo lealismo all'Austria, ma sono solo una manciata i Comuni che hanno dedicato a Giuseppe Bugatto una via. Citiamo Aiello di cui era originario il padre, e Ronchi. Nato a Zara nel 1873, per poi dopo poco tempo la sua famiglia trasferirsi a Gradisca, dove Bugatto crebbe, frequentò il liceo a Gorizia e si iscrisse alla facoltà di legge in Graz. Mitteleuropeo, di cultura cattolica, tanto che negli anni a venire lavorò anche per il Vaticano.  Un personaggio dallo spessore importante, che diede lustro a queste terre sotto l'Impero Austriaco, difendendone le sue peculiarità, deputato nelle file del Partito popolare per il collegio di Monfalcone–Cervignano, e fu anche deputato della Dieta provinciale della contea principesca di Gorizia e Gradisca. Trascorse l'ultima parte della sua vita a Grado dove