Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Da Gradisca a Gorizia a Trieste. Si scenderà in piazza contro il razzismo, militarismo e fascismo


Tre manifestazioni diverse, in tre località diverse, ma dall'unico filo conduttore. Si manifesterà per un modello sociale diverso, in nome di quella libertà, di quella uguaglianza e fratellanza, valori che oggi, nella sterile ma pericolosa lotta tra nazionalismi ed europeismi, due maschere di due modi di essere diversamente capitalisti, sono effettivamente minati e minacciati.
Si partirà da Gradisca con un corteo regionale nel pomeriggio del 20 ottobre. Dopo un lungo periodo si ritorna a manifestare in una cittadina diventata nota a livello nazionale non per la sua bellezza, per la sua storia, ma per ciò che è racchiuso tra le mura alte e sorvegliate dell'ex caserma. Da CPTA a CPT e poi CIE e poi CARA e ora CPR.  Centro di rimpatrio, ovvero di espulsione, diventerà un luogo di espulsione diretto Gradisca, il primo del FVG e non l'unico, voluto dal pregresso governo di "sinistra" o meglio sinistro e ovviamente sostenuto dall'attuale corso governativo sia a livello nazionale che regionale.
Così come si scenderà in piazza a Gorizia in una importante manifestazione alla vigilia del 4 novembre, nel pomeriggio del 3 novembre, con cui si vorrà chiudere il centenario delle "celebrazioni" della prima guerra mondiale. La grande carneficina umana. Nel mentre l'Italia a livello istituzionale si prepara a recuperare a livello celebrativo il 4 novembre come giorno della vittoria   il 3 novembre Gorizia sarà pacificamente invasa dai colori di chi dirà no al militarismo, quel militarismo che ha comportato milioni di morti, quel militarismo che fungerà da ponte, passando dalla marcia su Fiume a quella su Roma per l'avvento del fascismo in Italia.

Nelle stesse ore Trieste probabilmente vivrà una delle sue manifestazioni antifasciste cittadine più importanti di sempre. L'occasione nasce dal corteo nazionale dei fascisti del terzo millennio, Casapound, che dopo aver "inaugurato" lo scoppio della prima guerra mondiale con una manifestazione nazionale a Gorizia, contrapposta da una importante manifestazione antifascista, vorrà fare la stessa  cosa, questa volta a Trieste, una delle città simbolo dell'irredentismo, nel giorno del patrono della città per la fine della prima guerra mondiale. Affronto considerato indigesto dai triestini, che hanno conosciuto le peggiori cose del fascismo e del nazismo. Una città ricca di simbologia da questo punto di vista, dall'ex Narodni Dom, assaltato nel luglio del 1920 da nazionalisti e fascisti, alla sede dell'ex palazzo Ras,  del comando delle SS luogo di prigionia e tortura, al conservatorio Tartini, luogo dove vennero impiccati 51 persone per rappresaglia, alla Risiera di San Sabba, al carcere del Coroneo, alla stazione di Trieste o zona ex Silos da cui partirono deportati, per i campi di concentramento, giusto per citarne alcuni.

Insomma sarà un periodo in movimento e abbastanza movimentato per il Friuli Venezia Giulia sotto il segno dell'antirazzismo, antifascismo e antimilitarismo. Non saranno manifestazioni solo contro qualcosa, o qualcuno ma soprattutto per, per un mondo diverso, senza confini, senza guerre e senza fascismi, per un mondo dove i diritti umani possano avere la loro giusta dimensione, il loro giusto spazio.

Marco Barone 

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