Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Da Gradisca a Gorizia a Trieste. Si scenderà in piazza contro il razzismo, militarismo e fascismo


Tre manifestazioni diverse, in tre località diverse, ma dall'unico filo conduttore. Si manifesterà per un modello sociale diverso, in nome di quella libertà, di quella uguaglianza e fratellanza, valori che oggi, nella sterile ma pericolosa lotta tra nazionalismi ed europeismi, due maschere di due modi di essere diversamente capitalisti, sono effettivamente minati e minacciati.
Si partirà da Gradisca con un corteo regionale nel pomeriggio del 20 ottobre. Dopo un lungo periodo si ritorna a manifestare in una cittadina diventata nota a livello nazionale non per la sua bellezza, per la sua storia, ma per ciò che è racchiuso tra le mura alte e sorvegliate dell'ex caserma. Da CPTA a CPT e poi CIE e poi CARA e ora CPR.  Centro di rimpatrio, ovvero di espulsione, diventerà un luogo di espulsione diretto Gradisca, il primo del FVG e non l'unico, voluto dal pregresso governo di "sinistra" o meglio sinistro e ovviamente sostenuto dall'attuale corso governativo sia a livello nazionale che regionale.
Così come si scenderà in piazza a Gorizia in una importante manifestazione alla vigilia del 4 novembre, nel pomeriggio del 3 novembre, con cui si vorrà chiudere il centenario delle "celebrazioni" della prima guerra mondiale. La grande carneficina umana. Nel mentre l'Italia a livello istituzionale si prepara a recuperare a livello celebrativo il 4 novembre come giorno della vittoria   il 3 novembre Gorizia sarà pacificamente invasa dai colori di chi dirà no al militarismo, quel militarismo che ha comportato milioni di morti, quel militarismo che fungerà da ponte, passando dalla marcia su Fiume a quella su Roma per l'avvento del fascismo in Italia.

Nelle stesse ore Trieste probabilmente vivrà una delle sue manifestazioni antifasciste cittadine più importanti di sempre. L'occasione nasce dal corteo nazionale dei fascisti del terzo millennio, Casapound, che dopo aver "inaugurato" lo scoppio della prima guerra mondiale con una manifestazione nazionale a Gorizia, contrapposta da una importante manifestazione antifascista, vorrà fare la stessa  cosa, questa volta a Trieste, una delle città simbolo dell'irredentismo, nel giorno del patrono della città per la fine della prima guerra mondiale. Affronto considerato indigesto dai triestini, che hanno conosciuto le peggiori cose del fascismo e del nazismo. Una città ricca di simbologia da questo punto di vista, dall'ex Narodni Dom, assaltato nel luglio del 1920 da nazionalisti e fascisti, alla sede dell'ex palazzo Ras,  del comando delle SS luogo di prigionia e tortura, al conservatorio Tartini, luogo dove vennero impiccati 51 persone per rappresaglia, alla Risiera di San Sabba, al carcere del Coroneo, alla stazione di Trieste o zona ex Silos da cui partirono deportati, per i campi di concentramento, giusto per citarne alcuni.

Insomma sarà un periodo in movimento e abbastanza movimentato per il Friuli Venezia Giulia sotto il segno dell'antirazzismo, antifascismo e antimilitarismo. Non saranno manifestazioni solo contro qualcosa, o qualcuno ma soprattutto per, per un mondo diverso, senza confini, senza guerre e senza fascismi, per un mondo dove i diritti umani possano avere la loro giusta dimensione, il loro giusto spazio.

Marco Barone 

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