Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

"Stanno rimpatriando i testimoni del caso di Vakhtang Enukidze"

La denuncia che arriva da No CPR e no frontiere, è grave. Così scrivono: "Ci è stato riferito dall’interno e poi è stata confermata la notizia da fonti ufficiali che IERI ALLE 4 DI MATTINA sono stati prelevati dalle celle e 🛑RIMPATRIATI🛑 tre ragazzi egiziani che avevano parlato agli avvocati riguardo all’omicidio di Vakhtang. ERANO I SUOI COMPAGNI DI CELLA. Sembra vogliano far sparire tutti i 🛑TESTIMONI🛑 e intimorire chiunque si era reso disponibile a testimoniare sull’omicidio. Da dentro alcune persone ci dicono di aver paura di essere deportate. Hanno anche sequestrato i telefoni."

Accuse gravissime, che si aggiungono a quelle espresse in questi giorni, come quelle relative al momento in cui si è svolto il presidio innanzi al CPR, dopo che si è appreso della morte del ragazzo georgiano internato presso quella struttura gradiscana. "Durante il presidio, mentre comunicavamo da una parte all’altra delle mura, le persone ci chiamavano per dirci che la polizia li stava picchiando. A seguito, come anche riportato dai giornali, la polizia ha cercato di prendere tutti i cellulari, così che non potesse uscire più alcuna informazione". 
Che si aggiungono, oltremodo, a quelle delle testimonianze, raccolte da parte degli attivisti da chi internato, che rappresentavano una realtà completamente diversa rispetto a quella prospettata da alcuni media e dalle istituzioni. Il caso è approdato in Parlamento, c'è chi parla del rischio di un caso Cucchi bis, come si legge sul Piccolo del 22 gennaio. L'auspicio è che la magistratura abbia già raccolto le testimonianze di chi espulso. Altrimenti le procedure saranno più complesse, con rogatorie e quant'altro. Senza dimenticare che si sta parlando tra l'altro di Paesi dove esistono dittature, e dove gli accordi di cooperazione giudiziaria non esistono, come l'Egitto. Queste espulsioni erano state già programmate in questa data? In caso contrario, perché espellerli proprio ora? E se programmate,nel caso in cui le testimonianze delle persone in questione non sono state raccolte dagli inquirenti, perché non aspettare la doverosa acquisizione? Ricordiamo che in questa vicenda le ricostruzioni dei testimoni sono fondamentali stante il fatto che il tutto sarebbe accaduto in zona non coperta da telecamere. E' interesse di tutti che sia fatta chiarezza e luce e #veritaperVakhtangEnukidze  anche per la salvaguardia dello stato di diritto.
Intanto, come ha reso noto il TG3 FVG l'autopsia del georgiano è stata rinviata a causa di problemi di notifica. 

mb

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