A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Oltre 400mila km in autostop. Il record di Miran Ipavec


Ha superato la bellezza di 400 mila km in autostop, lo sloveno Miran Ipavec. Tutto ebbe inizio negli anni '80. Un pollice alzato e l'avventura poteva avere inizio. Erano certamente altri tempi, era un mondo diverso, più sociale rispetto alla socialità virtuale di oggi.

E questo mondo conosciuto dall'Italia alla Russia, attraversando tutta l'Europa, viene raccontato in modo giocoso, coinvolgente, e geniale, in quel museo in movimento, appunto dell'autostop, 




che in questa estate ha fatto stop anche a Gradisca. Infatti, passeggiando per la bella cittadina friulana, vedi quel cartone ad altezza di uomo che ritrae una persona intenta a fare l'autostop. Uno zaino penzolante dal muro con delle scarpe ed una vetrina con esposti alcuni oggetti e scritto museo dell'autostop. Neanche il tempo di capire cosa fosse tutto ciò che questa persona, sorridente, con un cappello in testa, in inglese prima, italiano poi, ti invita ad entrare.
Ed entri. Entri nel suo mondo. Un mondo che sfiorerai in pochi minuti, ma saranno minuti travolgenti e giocosi. Conosce diverse lingue Miran, è sempre sorridente, è un vero cittadino del mondo e ti aiuta a conoscere il mondo che lui ha vissuto attraverso lo spirito del gioco, con tutto ciò che ha collezionato, dalle sciarpe di calcio, alle spille, dai sottobicchieri della birra, alle bambole, ad oggetti variegati, a quel libro che a breve uscirà in Italia con il quale racconterà un mondo che oggi forse non esiste più ma che esiste nello spirito di questa sorprendente persona e chissà che non possa tornare...

Marco Barone

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