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Visualizzazione dei post con l'etichetta rivoluzione

Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Aspettando la nuova rivoluzione egiziana che passerà dalle donne

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"Grande presidente". Così Trump ha definito il suo amichetto, Al Sisi. Nella visita egiziana in America, che segue alla visita del Segretario di Stato americano Mike Pompeo che si è svolta ad inizio anno in Egitto. D'altronde, che i rapporti tra Trump e Al Sisi fossero ottimali lo si sapeva da tempo.  Ed in ogni occasione non fanno che ribadirlo. Che auto contemplarsi. E non deve stupire questa legittimazione che ha Al Sisi dal governo USA visto che la stessa, salvo qualche coro d'eccezione che non è la regola, c'è anche in Europa, dalla Francia, alla Germania, all'Italia, all'Inghilterra. Ma anche dalla Russia alla Cina, all'Arabia Saudita. Al Sisi che ha preso il potere con il colpo di stato del luglio 2013, con la rivoluzione tradita, è una pedina simbolo dell'autoritarismo al potere nel mondo di oggi. Se cade Al Sisi, si metteranno in discussione tutti i sistemi di potere che lo hanno sino ad oggi legittimato. Le rivoluzioni, per riusc...

Dal duello piazza Tito/piazza Duomo di Capodistria a Goodbye Perestrojka di Gradisca al ponte degli Alpini per l'amicizia per "Nikolajewka"

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Nel centenario della Rivoluzione Russa, dove forse è più facile parlare dell'insalata russa che di quello che avrebbe rappresentato la rivoluzione d'ottobre, chi lo avrebbe detto che sarebbe finita come è finita? Mica a tarallucci e vino, ma nel silenzio più totale, nel quasi imbarazzo di parlare di quel momento storico, se non fastidio o meglio lasciar perdere e guardare avanti. Dopo la caduta del Muro di Berlino non poteva che essere così. Interessante notare cosa accade ad esempio in Friuli Venezia Giulia. " La rilettura dell'utopia comunista attraverso le immagini della sua dissoluzione rappresenta una descrizione artistica e documentale della fase terminale della rivoluzione e del suo sogno: la Perestrojka. A Gradisca questo momento storico rivive in una mostra inedita e preziosa". Giustamente cosa si poteva esaltare nel periodo del centenario della Rivoluzione? La fine della stessa. Le parole in precedenza erano dell'assessore regi...

Cent'anni dalla Rivoluzione russa e cinquant'anni dalla morte del Che cosa è rimasto?

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Non voglio perdermi in quella che potrebbe risultare una tanto scontata, quanto banale dialettica.  Non vi è stata alcuna ricorrenza per l'inizio del processo rivoluzionario russo, iniziato come è noto nel febbraio del 1917. Qualcosa si muoverà probabilmente per la ricorrenza della rivoluzione d'ottobre. Ma l'unica cosa certa è che nessuno poteva fino a qualche anno addietro immaginare che questo centenario sarebbe stato così ridimensionato dalla storia dove quasi quasi lo si deve celebrare di nascosto.   Si faranno i nomi di Lenin, Marx, Trotsky, Stalin, delle varie correnti e guerre violentissime che si son innescate all'interno del processo comunista. Si dirà che il vero comunismo non vi è mai stato, che vi è stata una degenerazione. Si dirà di tutto e di più. L'unica cosa certa è che se il Comunismo come ideologia è stata ad oggi sconfitta in modo evidente ed il capitalismo si è rigenerato con tanto di nuovi manifesti, questo non significa che le idee fo...

La generazione Z un giorno si ribellerà

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La generazione Z, ovvero zero diritti, un giorno si ribellerà. Generazione ultra-precaria, ultra-flessibile, generazione che vive alla giornata, che non può progettare il proprio futuro, semplicemente perché neanche il miglior oracolo o profeta potrebbe riuscirci. In questa generazione non voglio identificare solo coloro che sono nati dopo il 2000 ma tutti quelli che sono nati in prossimità degli anni 80 in poi, che dovranno lavorare, ed essere sfruttati, fino all'ultimo respiro per campare. Diritto alla pensione? Inesistente. Diritto alla felicità? Provvisorio. Diritto alla stabilità? Visionario. Diritto alla dignità? Precario. Generazione Z, generazione che un giorno si ribellerà. Forse quando si sarà tutti anziani o vecchi, magari sarà la rivoluzione dei bastoni e con i bastoni, perché oggi giorno, pur avendo compreso pienamente il futuro nero che si prospetta, si è talmente travolti dalla frenesia quotidiana, dagli eventi o non eventi, dalla rassegnazione e dal chi se ...

1 maggio '45,70 anni dalla liberazione e rivoluzione di Trieste

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Mille e più partigiani, dopo lunghe marce, battaglie dolorose con vivo amore per la libertà, per la giustizia sociale, e con laica fede nel socialismo, assediarono, circondarono e liberarono la città di Trieste in quel primo maggio del '45. Anche chi combatteva in città, contro i nazifascisti, attendendo i partigiani jugoslavi, eseguiva le istruzioni, come ricevute da staffette per la resistenza, del possente IX corpus.  Marciano i partigiani per la città. Colpi di mitraglia, colpi di fucile, e cade il nemico nazifascista, liberata sarà la Risiera, e lentamente le bandiere rosse bianche e blu, e la stella rossa, sventolano da balconi fieri. Perché quella era la bandiera simbolo della liberazione. Perché quella era la bandiera simbolo della rivoluzione. Donne antifasciste, donne protagoniste nella resistenza guidano cortei, cortei per la liberazione di Trieste. Qualche gruppetto nazista, sapendo che a Trieste stavano per arrivare anche i neozelandesi e gli angloamericani, ta...

Ottobri u chiù russu di tutti

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Ottobre è il mese della vendemmia, con le vinacce spremute dell'ultimo succo il vino diventa più vivo e rosso e come scrive Corrado Alvaro, “amabile”. Il primo mese del calendario rivoluzionario francese era il vendemmiaio. Ottobre mese ove si zappa la terra, ove si raccolgono diversi frutti, mese che in Calabria, quella Calabria di cui Corrado Alvaro, nel suo saggio “ La Calabria ” ricorda i diversi nomi, Esperia per i Greci, Magna Grecia per i Romani, Ausonia per i latini e poi Enotria e più tardi ancora Italia, produttrice di vitelli, ma come tramandavano Tucidide e Virgilio Italia derivava da Italo re arcade, divenne poi il nome della penisola italiana, poi Bruzio o Brezia per i suoi boschi infine Calabria, è definito come u chiù russu di tutti . Che ciò sia di auspicio per quella Italia il cui nome deriva proprio dalla mitica e splendida e viva e genuina terra di Calabria, Italia che verrà travolta da una moltitudine di scioperi, di lotte, di sentimenti contrastanti nell...

La solitudine dei numeri ultimi

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Due solitudini solitarie contrapposte, opposte e contrarie, quella dei numeri primi e quella dei numeri ultimi. Nel mezzo di questo cammino solitario vige l'equilibrio della stabilità precaria e flessibile. Cosa significa precarietà? Altro significato non ha che nascere e morire e nascere e morire astrattamente infinite ma concretamente determinate volte all'interno della ordinaria vita. Flessibilità altro significato non ha che frammentare la propria esistenza in una moltitudine definita di piccoli ed inconcludenti sogni che mai costituiranno il sogno.  Ora puoi viaggiare verso la solitudine dei numeri primi,ora puoi piombare nella solitudine dei numeri ultimi. Gli ultimi non saranno mai primi, i primi potranno sempre diventare ultimi. Ma per quanto la solitudine degli ultimi possa essere solitaria, non per questo sarà triste e deprimente, perchè sarà più umana e comunitaria rispetto a quella apicale ed elitaria dei numeri primi. Non dovrà deprimere il senso della rapac...

Riprendiamoci i sogni

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Dicono che in questa crisi non vi è scelta,che si devono tagliare gli sprechi, che le persone, esseri umani, vite, vengono associate a cosa materiale che deve produrre ma quella non produttiva dunque viene concepita come spesa da tagliare. Dicono che la vita umana è una spesa. Dicono che la donna e l'uomo sono capitale umano, sono risorse umane per il lavoro, dicono che l'essere umano altro non è che un piccolo oggetto da manovrare per l'arricchimento altrui e soggetto senza diritti ma solo con doveri ed obblighi. Dicono che l'essere umano è solo un insignificante oggetto. Dicono che avere un lavoro vuol significare essere soggetti garantiti e dunque possono ben venire i tagli del salario perché tanto vi è chi il lavoro non lo ha e dunque che tale soggetto, che il lavoro lo ha , deve ritenersi fortunato ed in questa fortuna accettare ogni condizione e non essere più parte contrattuale nel rapporto di lavoro. Dicono che il lavoratore deve solo non pensa...

Generazione ribelle

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Esiste, persiste e resiste. Sono in tanti, ragazzi e ragazze che se ne fottono della politica apicale ed elettorale, che non votano, ma che nel loro piccolo cosmo di idee, coltivando arte e passione, fregandosene dei pregiudizi e degli schemi precostituiti degli ordini sociali, dei moralismi bigotti dell'etica autoritaria, salveranno questo Paese ed il mondo interno dal destino cupo verso cui inesorabilmente sembra essere diretto come un treno ad alta velocità uscito fuori dai binari. E' una generazione attiva, è una generazione che al momento giusto alzerà la voce, si unirà ed il potere tremerà. Questo lo sanno i governanti, questo lo temono i governanti e l'alta borghesia, questo lo ignorarono i ben pensanti. Vivono l'amore, vivono i sogni, non conoscono le discriminazioni perché ripudiano le discriminazioni, non conoscono confini perché abbattono i muri dei confini, non conoscono la resa perché lottano giorno dopo giorno per conquistare un pezzo di strada,...

Presa diretta sui ricchi sempre più ricchi, Europa del Sud uniamoci

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Apri la dispensa e cerchi di capire con che cosa pranzare scatoletta di tonno o scatoletta di piselli? Accendi il computer, e ti guardi la puntata in differita di Presa diretta . Si legge, tra le note che presentano la puntata, che l ’ Italia è il paese dove è più grande la ricchezza privata , più della Francia, più della Germania. Secondo uno studio di Bankitalia la somma di case, soldi cash nei conto correnti e soldi investiti in titoli e azioni assommerebbe alla cifra di 9mila miliardi di euro, quasi cinque volte il debito pubblico italiano. Poi filmato dopo filmato vorresti prendere il computer e gettarlo via dalla finestra. Vino da cinque mila euro bevuto come una coca cola zero, milioni di euro per pochi giorni di vacanza, circoli esclusivi frequentati dai principali soggetti che occupano cariche istituzionali a dir poco fondamentali. E poi la lezioncina morale da parte dell'alta borghesia, dove si sottolinea che il disagio sociale non è dovuto ai problem...

Noi che vogliamo cambiare il mondo

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Noi che vogliamo cambiare il mondo senza cambiare noi stessi. Noi che vogliamo cambiare il mondo senza accettare compromessi. Noi che vogliamo cambiare il mondo anche per noi stessi. Non vorrai essere chiamato né padre né madre né fratello né sorella di questo Stato, ma unicamente con il tuo nome, perché tu sei il tuo nome ed in quel momento ti volterai ed in quel momento imporrai il tuo nome. Noi che vogliamo cambiare il mondo siamo qui vivendo l'oggi ed aspettando il domani che sarà un nuovo oggi, l'oggi nel domani, il domani nell'oggi. Precarietà nella precarietà, flessibilità nella flessibilità, conoscerai l'emozione di essere umano, conoscerai la debolezza dell'essere umano, conoscerai lacrime che bagneranno quelle foglie sempre verdi che ingiallire non vogliono proprio. Noi che vogliamo cambiare il mondo tra piazza e computer. Noi che vogliamo cambiare il mondo nella rete dai tanti punti e finiti zero. Noi che vogliamo cambiare il mondo col...

I Briganti d'Oriente

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Nell'epoca dell'essere qualunque, timbro ed omologazione, marchio e numero nel sistema, accade che in quella Trieste ora dormiente ora sveglia, ora sognatrice ora illusa, di osservare un qualcosa di a dir poco interessante e forse sorprendente. Questa è la storia dei Briganti d'Oriente lì ove sorge il sole della ribellione. Camicia bianca, cappello bianco, occhiali da sole rigorosamente neri, questa è la divisa del Brigante d'Oriente. Armati di voglia di rivolta, di giustizia sociale, da sentimento antifascista, antirazzista, di amore per l'integrazione sociale, di rancore contro i confini. Quei confini che vogliono l'uomo e la donna divenire clandestini, quei confini che vogliono l'umanità essere schiava delle proprie illusioni e rassegnazioni. Il tutto ebbe origine in una sera di fine estate. Un caffè al bar, una lettura al giornale, rabbia e voglia di osare nell'intesa e nella complicità trovata. Il primo obiettivo doveva essere un...

Egitto,ma quale Golpe è la vittoria del popolo

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Milioni e milioni di persone in piazza, fuochi d'artificio, luci colorate, musica, insomma in Egitto in Piazza Tahrir è festa. Ma quale Golpe? Il Presidente uscente grazie all'intervento dei militari ma sostenuti pienamente dal popolo si è celato dietro la maschera della democrazia per difendere la legittimazione del suo governo. Certo, democrazia, il più grande inganno della società. Democrazia, governo del popolo, ma a parole, perché la burocrazia, cuore pulsante della democrazia, ha mutato l'idea originaria della democrazia in oligarchia burocratica. Non si possono usare gli stessi parametri, i principi i criteri tipici dell'Occidente per definire la democrazia dell'Egitto. Non vi è stato nessun golpe in Egitto, 10 milioni e più di persone in piazza a festeggiare, uniti nella loro volontà e determinazione, con l'aiuto determinante della mano armata dell'esercito, hanno oggi preso il potere per governare l'Egitto. Questa è democr...

Rivolta 2.0 dalla Turchia al Brasile passando per Los Angeles

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Questa volta i media sono stati attenti, non parlano più di rivoluzioni, ma di rivolta, ovvero mantenimento dell'ordine sistemico esistente ma riforma di questioni importanti che nella sostanza legittimeranno sempre il neo-capitalismo turco. D'altronde se mai rivoluzioni o rivolte pericolose per il sistema troveranno affermazione, certamente non saranno nelle prime pagine di tutti i giornali del capitalismo, certamente non troveranno il sostegno dei governi occidentali, sicuramente verranno censurate, attaccate, destabilizzate. Rivolte in diretta. Quella della Turchia, su cui all'improvviso è calato il silenzio, violenta nella repressione, come violenta è anche la reazione, ed il tutto è paradossalmente nato dalla difesa di un parco verde, goccia che ha fatto traboccare il vaso, a volte possono essere gli schiaffi, a volte un semplice albero sradicato è certamente significativa, nel tempo dello strano caso datagate, che esplode proprio nel momento in cui trova d...

Stoccolma in fiamme, ma non era un modello da emulare quello svedese?

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Per anni inchieste televisive, reportage, articoli di stampa, dibattiti politici, quando si parlava del modello sociale italiano in crisi, guardavano con ottimismo sempre a quello svedese. Un modello fondato su concetti chiave come Solidarietà, Merito, Consenso, Partecipazione, ma anche sulle periferie ghetto. Il voi con gli stranieri è sempre più diffuso, in una terra che ha circa il 15% della popolazione non svedese. Poi un giorno, come spesso accade, la famigerata goccia arriva, il vaso trabocca e le violenze dell'emarginazione e della ghettizzazione si scagliano contro quella terra poi non tanto felice. Scontri, violenze, fuoco e ribellione. Ma non era un modello da seguire quello svedese? Quale autocritica? Nessuna autocritica da parte di chi per anni ci ha bombardato mediaticamente con il famigerato modello scandinavo. Solidarietà vuol dire integrazione. Nessun rione o quartiere o città ghetto. L'Italia non è immune da questi processi, l...

Sasà cammina sopra le nuvole

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Sasà dove va? Cemento e mare parole e strade e Sasà dove va? Sasà cammina sopra le nuvole E' l'ora, l'ora del lavoro cyberdipendente. Un chip di autocontrollo, impiantato obbligatoriamente per la Legge controllo emotività, determina ogni azione-emozione dell'individuo. Ogni sentimento dovrà essere razionale, ogni emozione dovrà essere razionale, ogni ragione dovrà essere governata dall'impulso del chipantiemotività. Non più uomo o donna, ma essere cyberdipendente. Ti alzerai senza sapere più il perché, d'altronde a cosa serve sapere il perché? Ti laverai, ti alimenterai con la pillola dietetica della sazietà e sarai pronto ad affrontare dalla tua casa prigione, il lavoro. La parola d'ordine, codice 323beta. 323beta. Non più nome e cognome. Nessuna identità. Un codice, il tuo. Indosserai il casco tridimensionale, ed in quel momento il tuo clone robot intraprenderà la vostra attività lavorativa. Una fila di robot si i...

Forze dell'Ordine: quanto è utile il codice identificativo?

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Il Capo della Polizia, nella sua breve intervista a Ballarò, ha dichiarato che l’abbraccio tra il poliziotto e lo studente mi sembra una scena bizzarra. Questa frase lascia ben intendere quale sia la situazione, ognuno ha i suoi ruoli, il suo lavoro, i suoi doveri. L'unione pacifica tra forze dell'ordine e manifestanti difficilmente potrà divenire realtà, nonostante sia evocata da molti, confidando nello spirito proletario che caratterizzerebbe le componenti che si confrontano o scontrano in piazza. Lo stipendio da sopravvivenza non basta da solo per unire le componenti sociali. Ma è chiaro che se un giorno questa svolta avverrà sarà ed altro non sarà che per la realizzazione di un vero processo rivoluzionario. Ma ritorniamo con i piedi per terra, ritorniamo alla realtà italiana, ritorniamo al disastro sociale, economico destinato a peggiorare nel 2013, l'anno delle rivolte e dalle immense tensioni sociali. Quello che ora stiamo vivendo è solo un pi...