Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Rivolta 2.0 dalla Turchia al Brasile passando per Los Angeles

Questa volta i media sono stati attenti, non parlano più di rivoluzioni, ma di rivolta, ovvero mantenimento dell'ordine sistemico esistente ma riforma di questioni importanti che nella sostanza legittimeranno sempre il neo-capitalismo turco.
D'altronde se mai rivoluzioni o rivolte pericolose per il sistema troveranno affermazione, certamente non saranno nelle prime pagine di tutti i giornali del capitalismo, certamente non troveranno il sostegno dei governi occidentali, sicuramente verranno censurate, attaccate, destabilizzate.
Rivolte in diretta.
Quella della Turchia, su cui all'improvviso è calato il silenzio, violenta nella repressione, come violenta è anche la reazione, ed il tutto è paradossalmente nato dalla difesa di un parco verde, goccia che ha fatto traboccare il vaso, a volte possono essere gli schiaffi, a volte un semplice albero sradicato è certamente significativa, nel tempo dello strano caso datagate, che esplode proprio nel momento in cui trova diffusione il libro definito come pericoloso da Assange, di Eric Schmidt e Jared Cohen dal titolo “The New Digital Age”che riguarda proprio il mondo di internet e come questo plasmerà la nuova società, e coincidenza, chiamiamola così, vuole che il tutto accade in concomitanza con il processo storico contro Bradley Manning, il soldato americano di venticinque anni che ha passato a Wikileaks circa 700mila documenti e che rischia pene pesantissime mentre Assange, il fondatore di Wikileaks, progetta di candidarsi alle elezioni australiane del 2014.
Insomma nulla è slegato così come nulla è slegato dalle rivolte o pseudo-rivoluzioni in diretta Tv.
Seduto comodamente davanti al tuo pc, al tuo monitor, magari fumando una sigaretta, inviando una mail di lavoro, parlando al telefono, o mangiando un gelato, osserverai, come un film qualsiasi, come uno spettacolo qualsiasi, la polizia lanciare i lacrimogeni, arrestare i manifestanti, sparare, uccidere, la gente di una parte del popolo turco lanciare pietre e bottiglie ed esercitare la resistenza, oppure vedrai gli avvocati dei manifestanti, cosa surreale ma accaduta, essere arrestati. Si dovrebbe comprendere se le rivolte 2.0 hanno più contro che pro ed a chi sono utili.


Ora è il momento del Brasile.
Questa volta la goccia è stata l'aumento del biglietto dei mezzi pubblici e la vetrina internazionale della Coppa è certamente significativa.
Una rivolta che si spegnerà presto, ma una cosa deve essere detta.
Certamente in Brasile molte cose non funzioneranno, la distribuzione della ricchezza è simile a quella dei tipici paesi del capitalismo,cioè diseguaglianza sociale imponente, ma è anche vero che il Brasile da un lato è una delle forze economiche emergenti e dall'altro continua a sostenere i rapporti con Cuba attaccando gli Stati Uniti chiedendo la fine dell'embargo. Il video che spiegherebbe la rivolta nasce in America, a Los Angeles. Carla Toledo Dauden, residente a Los Angeles, l'autrice del video, scrive sulla sua pagina facebook, in un post del 20 giugno che “ La mia iniziativa non ha alcuna connessione con la protesta contro l'aumento nella tariffa, anche se io sono totalmente solidale con la causa, come tutti gli altri che, in qualche modo e attraverso i movimenti sociali, cercando di invertire la storiche ingiustizie sociali e disuguaglianze nel nostro paese; La pubblicazione del video coincide ,casualmente, con le proteste. Controllate la data di invio; Il video è in inglese perché il mio primo obiettivo era quello di parlare con gli amici e colleghi americani e del mondo, con l'intenzione di mostrare la realtà del nostro paese e portare l'attenzione internazionale sulla questione. Di conseguenza, questa attenzione genera una pressione superiore in modo che i cambiamenti si possano verificare” 

Direi abbastanza esplicativo così come esplicativo è che uno dei gruppi che più sostiene queste rivolte si chiama Brazilian Awakening Los Angeles .

Insomma siamo alle solite, soliti giochi, soliti interessi, solito tutto, con una chiara regia made in Usa come in Turchia così in Brasile. Ovviamente starà all'intelligenza delle persone di riuscire a cogliere l'attimo senza cadere nel tranello, senza divenire il classico strumento del capitalismo americano, ma, come le così dette primavere arabe hanno insegnato, sarà veramente dura.



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