Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Rivolta 2.0 dalla Turchia al Brasile passando per Los Angeles

Questa volta i media sono stati attenti, non parlano più di rivoluzioni, ma di rivolta, ovvero mantenimento dell'ordine sistemico esistente ma riforma di questioni importanti che nella sostanza legittimeranno sempre il neo-capitalismo turco.
D'altronde se mai rivoluzioni o rivolte pericolose per il sistema troveranno affermazione, certamente non saranno nelle prime pagine di tutti i giornali del capitalismo, certamente non troveranno il sostegno dei governi occidentali, sicuramente verranno censurate, attaccate, destabilizzate.
Rivolte in diretta.
Quella della Turchia, su cui all'improvviso è calato il silenzio, violenta nella repressione, come violenta è anche la reazione, ed il tutto è paradossalmente nato dalla difesa di un parco verde, goccia che ha fatto traboccare il vaso, a volte possono essere gli schiaffi, a volte un semplice albero sradicato è certamente significativa, nel tempo dello strano caso datagate, che esplode proprio nel momento in cui trova diffusione il libro definito come pericoloso da Assange, di Eric Schmidt e Jared Cohen dal titolo “The New Digital Age”che riguarda proprio il mondo di internet e come questo plasmerà la nuova società, e coincidenza, chiamiamola così, vuole che il tutto accade in concomitanza con il processo storico contro Bradley Manning, il soldato americano di venticinque anni che ha passato a Wikileaks circa 700mila documenti e che rischia pene pesantissime mentre Assange, il fondatore di Wikileaks, progetta di candidarsi alle elezioni australiane del 2014.
Insomma nulla è slegato così come nulla è slegato dalle rivolte o pseudo-rivoluzioni in diretta Tv.
Seduto comodamente davanti al tuo pc, al tuo monitor, magari fumando una sigaretta, inviando una mail di lavoro, parlando al telefono, o mangiando un gelato, osserverai, come un film qualsiasi, come uno spettacolo qualsiasi, la polizia lanciare i lacrimogeni, arrestare i manifestanti, sparare, uccidere, la gente di una parte del popolo turco lanciare pietre e bottiglie ed esercitare la resistenza, oppure vedrai gli avvocati dei manifestanti, cosa surreale ma accaduta, essere arrestati. Si dovrebbe comprendere se le rivolte 2.0 hanno più contro che pro ed a chi sono utili.


Ora è il momento del Brasile.
Questa volta la goccia è stata l'aumento del biglietto dei mezzi pubblici e la vetrina internazionale della Coppa è certamente significativa.
Una rivolta che si spegnerà presto, ma una cosa deve essere detta.
Certamente in Brasile molte cose non funzioneranno, la distribuzione della ricchezza è simile a quella dei tipici paesi del capitalismo,cioè diseguaglianza sociale imponente, ma è anche vero che il Brasile da un lato è una delle forze economiche emergenti e dall'altro continua a sostenere i rapporti con Cuba attaccando gli Stati Uniti chiedendo la fine dell'embargo. Il video che spiegherebbe la rivolta nasce in America, a Los Angeles. Carla Toledo Dauden, residente a Los Angeles, l'autrice del video, scrive sulla sua pagina facebook, in un post del 20 giugno che “ La mia iniziativa non ha alcuna connessione con la protesta contro l'aumento nella tariffa, anche se io sono totalmente solidale con la causa, come tutti gli altri che, in qualche modo e attraverso i movimenti sociali, cercando di invertire la storiche ingiustizie sociali e disuguaglianze nel nostro paese; La pubblicazione del video coincide ,casualmente, con le proteste. Controllate la data di invio; Il video è in inglese perché il mio primo obiettivo era quello di parlare con gli amici e colleghi americani e del mondo, con l'intenzione di mostrare la realtà del nostro paese e portare l'attenzione internazionale sulla questione. Di conseguenza, questa attenzione genera una pressione superiore in modo che i cambiamenti si possano verificare” 

Direi abbastanza esplicativo così come esplicativo è che uno dei gruppi che più sostiene queste rivolte si chiama Brazilian Awakening Los Angeles .

Insomma siamo alle solite, soliti giochi, soliti interessi, solito tutto, con una chiara regia made in Usa come in Turchia così in Brasile. Ovviamente starà all'intelligenza delle persone di riuscire a cogliere l'attimo senza cadere nel tranello, senza divenire il classico strumento del capitalismo americano, ma, come le così dette primavere arabe hanno insegnato, sarà veramente dura.



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