Milioni e milioni di
persone in piazza, fuochi d'artificio, luci colorate, musica, insomma
in Egitto in Piazza Tahrir è festa.
Ma quale Golpe?
Il Presidente uscente
grazie all'intervento dei militari ma sostenuti pienamente dal popolo
si è celato dietro la maschera della democrazia per difendere la
legittimazione del suo governo. Certo, democrazia, il più grande
inganno della società. Democrazia, governo del popolo, ma a parole,
perché la burocrazia, cuore pulsante della democrazia, ha mutato
l'idea originaria della democrazia in oligarchia burocratica.
Non si possono usare gli
stessi parametri, i principi i criteri tipici dell'Occidente per
definire la democrazia dell'Egitto. Non vi è stato nessun golpe in
Egitto, 10 milioni e più di persone in piazza a festeggiare, uniti
nella loro volontà e determinazione, con l'aiuto determinante della
mano armata dell'esercito, hanno oggi preso il potere per governare
l'Egitto. Questa è democrazia reale, perché è il popolo ad aver
governato, con la forza della piazza, la nuova presa del potere,
piaccia o non piaccia, è andata così. I rapporti tra l'esercito ed
il popolo in quella parte del mondo sono completamente diversi da
quelli conosciuti in Occidente. E' semplicemente un mondo diverso, e
forse quello che è accaduto in Egitto nella giornata del 3 luglio
andrebbe chiamato con il suo vero nome, ribellione del popolo
egiziano.
Certamente non deve
essere sottovalutato il buon occhio di alcune potenze occidentali
verso la nuova situazione che si è venuta a determinare e certamente
non mancherà la loro influenza nella formazione del prossimo
governo, ma milioni e milioni di persone in lotta, determinate, forse
come non mai, ebbene possono dirsi manipolate? Hanno voluto questa
ribellione, hanno creduto in questa ribellione, ed ora l'Egitto è di
quel popolo che ha saputo alzare la testa inseguendo e raggiungendo i
propri ideali.
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