L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Egitto,ma quale Golpe è la vittoria del popolo



Milioni e milioni di persone in piazza, fuochi d'artificio, luci colorate, musica, insomma in Egitto in Piazza Tahrir è festa.

Ma quale Golpe?
Il Presidente uscente grazie all'intervento dei militari ma sostenuti pienamente dal popolo si è celato dietro la maschera della democrazia per difendere la legittimazione del suo governo. Certo, democrazia, il più grande inganno della società. Democrazia, governo del popolo, ma a parole, perché la burocrazia, cuore pulsante della democrazia, ha mutato l'idea originaria della democrazia in oligarchia burocratica.
Non si possono usare gli stessi parametri, i principi i criteri tipici dell'Occidente per definire la democrazia dell'Egitto. Non vi è stato nessun golpe in Egitto, 10 milioni e più di persone in piazza a festeggiare, uniti nella loro volontà e determinazione, con l'aiuto determinante della mano armata dell'esercito, hanno oggi preso il potere per governare l'Egitto. Questa è democrazia reale, perché è il popolo ad aver governato, con la forza della piazza, la nuova presa del potere, piaccia o non piaccia, è andata così. I rapporti tra l'esercito ed il popolo in quella parte del mondo sono completamente diversi da quelli conosciuti in Occidente. E' semplicemente un mondo diverso, e forse quello che è accaduto in Egitto nella giornata del 3 luglio andrebbe chiamato con il suo vero nome, ribellione del popolo egiziano.
Certamente non deve essere sottovalutato il buon occhio di alcune potenze occidentali verso la nuova situazione che si è venuta a determinare e certamente non mancherà la loro influenza nella formazione del prossimo governo, ma milioni e milioni di persone in lotta, determinate, forse come non mai, ebbene possono dirsi manipolate? Hanno voluto questa ribellione, hanno creduto in questa ribellione, ed ora l'Egitto è di quel popolo che ha saputo alzare la testa inseguendo e raggiungendo i propri ideali.


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