Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Sasà cammina sopra le nuvole


Sasà dove va?
Cemento e mare
parole e strade
e Sasà dove va?
Sasà cammina sopra le nuvole


E' l'ora, l'ora del lavoro cyberdipendente.
Un chip di autocontrollo, impiantato obbligatoriamente per la Legge controllo emotività, determina ogni azione-emozione dell'individuo.
Ogni sentimento dovrà essere razionale, ogni emozione dovrà essere razionale, ogni ragione dovrà essere governata dall'impulso del chipantiemotività.
Non più uomo o donna, ma essere cyberdipendente.
Ti alzerai senza sapere più il perché, d'altronde a cosa serve sapere il perché?
Ti laverai, ti alimenterai con la pillola dietetica della sazietà e sarai pronto ad affrontare dalla tua casa prigione, il lavoro.
La parola d'ordine, codice 323beta.
323beta.
Non più nome e cognome.
Nessuna identità.
Un codice, il tuo.
Indosserai il casco tridimensionale, ed in quel momento il tuo clone robot intraprenderà la vostra attività lavorativa.
Una fila di robot si incroceranno per le strade.
Una fila di robot si incroceranno nelle fabbriche.
Una fila di robot si incroceranno nelle scuole.
Nessun saluto, nessun sorriso, niente di niente, semplicemente robot.
18 ore di lavoro continuative.
Nessuno stipendio sarà necessario.
Lo Stato provvederà alle tue necessità.
Pillola della sazietà, ricambio del cybercasco.
Altro non è necessario, perché tu non sarai necessario.
E' appena stato eletto in via telematica il nuovo presidente della EuroCina.
Finite le 18 ore di lavoro potrai tornare al tuo studiato riposo.
6 ore, il tempo richiesto per la ricarica delle ecobatterie del clone robot.
Nuovo giorno, o forse notte, ma che importa?
Codice 323beta.
Casco tridimensionale.
Pillola della sazietà.
Il clone robot è pronto.
Solita strada.
Solita fila.
Ma per errore di manovra il tuo clone robot solleverà per la prima volta la sua testa.
Conoscerai l'errore.
In quel momento guarderai le nuvole con gli occhi del clone robot.
Le nuvole.
Ti fermerai.
Tutti gli altri cloni robot si scontreranno con il tuo clone robot.
Tutti i cloni robot emuleranno il tuo gesto.
Osserveranno le nuvole.
Un forte mal di testa ti invaderà.
Getterai via il casco tridimensionale.
Scorrerai con la mano il tuo collo alla ricerca della fonte del dolore.
Conoscerai il dolore.
Scoprirai di avere una sporgenza.
La toccherai.
Ed in quel momento il tuo corpo espellerà il chipantiemotività.
Avrai le mani sporche di sangue.
Il tuo.
Non capirai.
Ma penserai solo alle nuvole.
Penserai.
Uscirai per la prima volta fuori dalla tua casa prigione.
Uscirai.
E correrai per le strade della non tua città.
Incontrerai file di robot fermi, immobili.
Incontrerai esseri umani.
Rapiti dalle nuvole.
Tu chi sei?
Una voce mi chiederà, chi sono?
Io...
io...
Sono Sasà
sono Sasà,
e...
cammino sopra le nuvole.



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