I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

I Briganti d'Oriente


Nell'epoca dell'essere qualunque, timbro ed omologazione, marchio e numero nel sistema, accade che in quella Trieste ora dormiente ora sveglia, ora sognatrice ora illusa, di osservare un qualcosa di a dir poco interessante e forse sorprendente.
Questa è la storia dei Briganti d'Oriente lì ove sorge il sole della ribellione.
Camicia bianca, cappello bianco, occhiali da sole rigorosamente neri, questa è la divisa del Brigante d'Oriente.
Armati di voglia di rivolta, di giustizia sociale, da sentimento antifascista, antirazzista, di amore per l'integrazione sociale, di rancore contro i confini.
Quei confini che vogliono l'uomo e la donna divenire clandestini, quei confini che vogliono l'umanità essere schiava delle proprie illusioni e rassegnazioni.
Il tutto ebbe origine in una sera di fine estate.
Un caffè al bar, una lettura al giornale, rabbia e voglia di osare nell'intesa e nella complicità trovata.
Il primo obiettivo doveva essere un padrone o meglio datore di lavoro o meglio padre di famiglia aziendale, aveva sfruttato alcuni lavoratori o meglio suoi dipendenti o meglio suoi collaboratori.
Con la scusa della crisi, si invocava il senso di responsabilità e sacrificio, il pagamento dello stipendio veniva rinviato mese dopo mese, sin quando arrivò il giorno del fallimento.
Il padrone dopo qualche mese però decise di aprire tramite prestanome una nuova attività, i lavoratori licenziati rimanevano in tal tempo senza stipendio oltre che senza lavoro e le loro proteste, che avevano fatto discutere in città, anche eclatanti, come la salita sull'Ursus, il gigante che ogni tanto ritorna in vita, venivano accolte dalla solita politica il cui unico scopo era quello di preservare se stessa, il potere nel potere, parole, con oceani di parole, sorrisi stilizzati, e promesse ovviamente mancate.
Un blitz a sorpresa nel luogo della nuova attività del padrone, o datore o padre di famiglia aziendale, insomma chiamatelo come diavolo volete voi.
Dopo un volantinaggio selvaggio ma libero, ed armati di pistole ad acqua, decisero di inondare con l'acqua salata della rivolta, il simbolo dello sfruttamento locale del capitale.
Ogni tanto per le vie della città capitava di intravedere qualche adesivo con scritto i Briganti d'Oriente sezione di Trieste.
Le azione poste in essere furono di diverso tipo. Dalla ripulitura dei muri dalle scritte razziste, all'attacco ai dei manifesti dei politici con l'adesivo i briganti d'Oriente sezione di Trieste, sin quando un giorno decisero di interrompere il consiglio comunale cittadino.
Erano in cento.
Tutti vestiti con la camicia bianca.
Quel giorno si doveva deliberare sulla linea ad alta velocità Venezia Trieste.
Una delibera, una carta firmata, e l'amen per il Carso sarebbe stato inevitabile.
Armati di pistole ad acqua, dopo essere entrati con la violenza del no, all'interno della sala assopita del Consiglio comunale, innaffiarono di sale e d'acqua di mare il simbolo politico locale del capitale.
Acqua di mare per ricordar loro che dal mare tutti abbiamo avuto origine, siamo figli del mare, e nel mare e con il mare il tutto avrà fine.
Uno di loro venne fermato, identificato e denunciato.
Per ogni brigante denunciato ne nascevano altri cento.
Per ogni dieci briganti denunciati ne nascevano altri mille.
Fin quando da Trieste i briganti d'Oriente si diffusero in ogni contrada d'Italia.
Arrivò il giorno del brigantaggio d'Oriente italiano.
L'esercito di Oriente dalle camice bianche dopo aver invaso la via dei Fori Imperiali di Roma giunse al Palazzo della Camera dei deputati al servizio del capitale nazionale.
Ecco lo scudo della politica.
Un plotone di forze dell'ordine armati di scudi e manganelli.
Partirono le prime pistolettate ad acqua.
Le forze dell'ordine alzando gli scudi riuscirono a respingere questo salato attacco.
I manifestanti urlavano “non siete voi il nostro obiettivo, noi vogliamo semplicemente innaffiare il Parlamento”.
Un gesto, un simbolo e sarà rivolta.
Ad un certo punto, un colpo di scena.
Accompagnato dalla Valchiria di Richard Wagner, giunse un furgone.
Si creò un corridoio e nel bel mezzo di quel corridoio ecco scorrere un tubo di idrante e le forze dell'Ordine, non reggendo quel gettito d'acqua, furono costrette a cedere ed in quel momento l'onda invase il Parlamento e tutti i Parlamentari vennero sanzionati con l'acqua del mare.
Da quel giorno in tutta Italia vennero bandite le pistole ad acqua.
I Briganti di Trieste allora decisero di sostituire le pistole ad acqua con i secchi, ma anche quelli vennero banditi, poi fu il turno dei gavettoni, ma anche quelli vennero banditi, ogni mezzo e strumento utile alla rivolta venne bandito, ed i briganti a loro volta vennero banditi e divennero semplicemente dei banditi.
Eppure sarebbe bastato chiedersi il perché di tutto ciò.
I Briganti volevano solo provocare consapevolezza e denunciare la corruzione di uno Stato nato rotto e corrotto.
Ma il banditismo legalitario ha voluto il banditismo non legalitario semplicemente per legittimare il proprio essere legge nella diseguaglianza della legge.
Ma il senso di aver osato con l'acqua del mare valse ogni pena e sofferenza.
Ogni goccia d'acqua di mare e salata che colpiva il corpo rude e rozzo del sistema, era un nuovo fiore di consapevolezza che sbocciava.
Un giorno quella primavera di fiori nati dall'acqua salata del mare crescerà ed a sua volta seminerà vita e rivolta ed amore e solidarietà.



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