Apri
la dispensa e cerchi di capire con che cosa pranzare scatoletta di
tonno o scatoletta di piselli?
Accendi
il computer, e ti guardi la puntata in differita di Presa diretta.
Si
legge, tra le note che presentano la puntata, che l’
Italia è il paese dove è più grande la ricchezza privata , più
della Francia, più della Germania. Secondo uno studio di Bankitalia
la somma di case, soldi cash nei conto correnti e soldi investiti in
titoli e azioni assommerebbe alla cifra di 9mila miliardi di euro,
quasi cinque volte il debito pubblico italiano.
Poi
filmato dopo filmato vorresti prendere il computer e gettarlo via
dalla finestra.
Vino
da cinque mila euro bevuto come una coca cola zero, milioni di euro
per pochi giorni di vacanza, circoli esclusivi frequentati dai
principali soggetti che occupano cariche istituzionali a dir poco
fondamentali.
E
poi la lezioncina morale da parte dell'alta borghesia, dove si
sottolinea che il disagio sociale non è dovuto ai problemi economici
ma a problemi mentali.
Il
10% delle famiglie italiane detiene più della metà della ricchezza
di questo Paese.
Una
follia tipica del capitalismo, dove in questa guerra che ha
comportato un miserabile attacco all'Europa del Sud, tutti i diritti
conquistati dal 1968 in poi nel campo del lavoro sono stati
praticamente annichiliti.
Ricchi
sempre più ricchi, e questa la chiamate crisi?
Non
è possibile tutto ciò, l'istigazione alla ribellione sociale è
necessaria per una diversa e giusta distribuzione delle ricchezze.
I
lavoratori licenziati, i disoccupati, i cassaintegrati se e quando
ritroveranno lavoro lo troveranno in condizioni meschine.
Tutto
questo per massacrare la manodopera italiana e dell'Europa del Sud,
appiattire i diritti per incrementare il profitto di quel 10% delle
famiglie italiane ed occidentali.
E'
ingiustizia totale.
Nessun
nazionalismo e chiusura nei propri confini può essere reputata come
soluzione idonea alla risoluzione del problema.
I
popoli dell'Europa del Sud devono unirsi, per trasformare l'Europa,
senza confini, che ponga al primo posto la dignità della persona ed
i diritti civili ed una giusta distribuzione delle ricchezze.
Questo
deve essere la priorità delle priorità.
Nessun
governo, con le condizioni oggi esistenti, potrà mai conseguire
questi scopi perché semplicemente figlio se non ostaggio della
grande borghesia e di quel 10%.
Non
abbiamo bisogni di elemosine.
Se
democrazia vuol significare governo del popolo, che il popolo si
identifichi in popolo, che la solidarietà sia solidarietà, che
l'Europa del Sud si unisca ora e subito altrimenti sarà tardi.
Mi
fate schifo voi ricchi di materialismo e di danaro e poveri di
umanità.
MarcoBarone
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