Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Presa diretta sui ricchi sempre più ricchi, Europa del Sud uniamoci




Apri la dispensa e cerchi di capire con che cosa pranzare scatoletta di tonno o scatoletta di piselli?
Accendi il computer, e ti guardi la puntata in differita di Presa diretta.
Si legge, tra le note che presentano la puntata, che l’ Italia è il paese dove è più grande la ricchezza privata , più della Francia, più della Germania. Secondo uno studio di Bankitalia la somma di case, soldi cash nei conto correnti e soldi investiti in titoli e azioni assommerebbe alla cifra di 9mila miliardi di euro, quasi cinque volte il debito pubblico italiano.

Poi filmato dopo filmato vorresti prendere il computer e gettarlo via dalla finestra.
Vino da cinque mila euro bevuto come una coca cola zero, milioni di euro per pochi giorni di vacanza, circoli esclusivi frequentati dai principali soggetti che occupano cariche istituzionali a dir poco fondamentali.
E poi la lezioncina morale da parte dell'alta borghesia, dove si sottolinea che il disagio sociale non è dovuto ai problemi economici ma a problemi mentali.
Il 10% delle famiglie italiane detiene più della metà della ricchezza di questo Paese.
Una follia tipica del capitalismo, dove in questa guerra che ha comportato un miserabile attacco all'Europa del Sud, tutti i diritti conquistati dal 1968 in poi nel campo del lavoro sono stati praticamente annichiliti.
Ricchi sempre più ricchi, e questa la chiamate crisi?
Non è possibile tutto ciò, l'istigazione alla ribellione sociale è necessaria per una diversa e giusta distribuzione delle ricchezze.
I lavoratori licenziati, i disoccupati, i cassaintegrati se e quando ritroveranno lavoro lo troveranno in condizioni meschine.
Tutto questo per massacrare la manodopera italiana e dell'Europa del Sud, appiattire i diritti per incrementare il profitto di quel 10% delle famiglie italiane ed occidentali.
E' ingiustizia totale.
Nessun nazionalismo e chiusura nei propri confini può essere reputata come soluzione idonea alla risoluzione del problema.
I popoli dell'Europa del Sud devono unirsi, per trasformare l'Europa, senza confini, che ponga al primo posto la dignità della persona ed i diritti civili ed una giusta distribuzione delle ricchezze.
Questo deve essere la priorità delle priorità.
Nessun governo, con le condizioni oggi esistenti, potrà mai conseguire questi scopi perché semplicemente figlio se non ostaggio della grande borghesia e di quel 10%.
Non abbiamo bisogni di elemosine.
Se democrazia vuol significare governo del popolo, che il popolo si identifichi in popolo, che la solidarietà sia solidarietà, che l'Europa del Sud si unisca ora e subito altrimenti sarà tardi.
Mi fate schifo voi ricchi di materialismo e di danaro e poveri di umanità.



MarcoBarone 

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