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Visualizzazione dei post con l'etichetta antifascismo

L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Il Grande Pasticcio: La Norimberga che l'Italia non ebbe mai

Noi siamo abituati a pensare al dopoguerra come a un momento di grande chiarezza morale. La democrazia che vince, il fascismo che scompare. La realtà è che l'Italia quel conto con la storia non lo ha mai chiuso davvero. Mentre in Germania a Norimberga si montavano i tribunali e si facevano i processi seri, da noi è successo l'esatto contrario. È stato messo in piedi un colossale, collettivo, nazionalissimo "volemose bene" . I numeri sono impressionanti, Parliamo inizialmente di più  di  quattrocento criminali di guerra  come emerge dagli atti ufficiali. Gente che aveva fatto cose orribili in Jugoslavia, in Albania, in Russia. E invece? Invece finisce che alla sbarra, in quegli anni frenetici, ci finiscono più partigiani che gerarchi fascisti. Un paradosso che a noi oggi sembra follia, ma che all'epoca era il frutto di una strategia politica lucidissima. Perché non è che si fossero dimenticati di questi quattrocento. Le richieste di estradizione arrivavano, eccom...

Nel monfalconese furono in migliaia a volere la Jugoslavia di Tito e il comunismo e non furono loro gli anti italiani

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Per raccontare la storia di un territorio, di un pezzo di terra così tormentato, bisognerebbe avere in mano gli attrezzi del mestiere. E invece, guardiamoci intorno: cosa vediamo? Vediamo la Storia ridotta a una merce da svendita, usata e calpestata da una politica da quattro danari. Una politica che parla a una società che, diciamocelo chiaramente, è diventata un po' burbera, un po' vuota, terribilmente approssimativa. Si specula sull’ignoranza, si usano i dogmi della propaganda come se fossero verità rivelate. E badate bene, questo è esattamente quello che è successo per decenni sul confine orientale. L’Italia sfracellata e la ricerca della verginità. Dobbiamo immaginarci l’Italia del '45. È un Paese sfracellato, uscito a pezzi dalla seconda guerra mondiale. Si è salvato il salvabile solo grazie alla Resistenza, solo perché a un certo punto si è deciso di rinnegare i nazisti — di tradirli, se vogliamo usare le parole forti della cronaca. E allora cosa fa, questa nuova Ita...

Winston Churchill si sbagliava, gli antifascisti c'erano anche durante il fascismo

    Winston Churchill in una delle sue battute infelici disse che era alquanto “Bizzarro il popolo degli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti”. Il qualunquismo e la generalizzazione non rende mai giustizia e verità alla storia. A Ronchi, nell'ottobre del 2026 ricorrerà il centenario della prima vittima del fascismo nella nostra città. Si tratta di Erminio Rusig di Vermegliano, accusato, nell'aprile del 1925, di aver asportato l'emblema del fascio dalla sede di via Roma e gettata sul tetto di un’edificio antistante, nei pressi dell’attuale sala Excelsior. L’atto fu opera di un gruppo di giovani antifascisti. Ci fu una retata dei fascisti e lui venne ferito gravemente per morire, purtroppo, giovanissimo, qualche a causa delle ferite riportate il 25 ottobre del 1926.  E sarebbe bene ricordarlo a dovere nel prossimo anno, come la prima vitti...

Quando i nazisti invasero Lussino ed i tentativi di liberarla...

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Il 20 novembre del 1943 veniva diffuso un comunicato ufficiale dello Stato Maggiore del gen. Rommel dal Quartier Generale. Il comunicato rendeva noto che erano state occupate recentemente le isole di Veglia, di Cherso e di Lussino, nel Quarnero, a sud di Fiume, segnando quello che veniva definito come l'apice  delle operazioni di rastrellamento del germanici nella campagna contro i partigiani, liquidati come ribelli, nell'Italia settentrionale ed in Slovenia, in Croazia. Furono quattro le operazioni anti partigiane mosse da nazisti in quel fine del 1943.  Il rastrellamento della regione di Gorizia, Lubiana e Trieste, iniziata a fine di settembre e completata nei primi giorni di ottobre; la campagna nella penisola dell'Istria ed a Fiume, terminata verso metà d'ottobre; la  campagna di rastrellamento nella regione di Lubiana, Fiume, Ogulin e Karlestadt e l'occupazione di Veglia, Cherso e Lussino. Furono migliaia i partigiani che persero la vita o che vennero fa...

La democrazia è a rischio nel cuore dell'Europa, gli anni bui non sono stati superati, come insegna il caso tedesco "Reichsbuerger"

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  La democrazia è un bene supremo che diamo come per assodato, scontato. Nulla è perfetto ,la democrazia nasce imperfetta e rimarrà imperfetta, ma per quanto imperfetta è un valore da proteggere in modo assoluto.  Quanto accaduto in Germania con il caso Reichsbuerger, è un segnale gravissimo che accende e deve accendere il faro dell'attenzione su quelle zone oscure che in Europa hanno trovato sempre più consenso. Si parla di quasi 20 mila aderenti ad un gruppo neonazista pronto a compiere un golpe per far cadere la democrazia. Decine di arresti, coinvolta anche l'Italia in una operazione avvenuta a Perugia,  dove la Polizia di Stato ha arrestato in un albergo un cittadino tedesco, ex ufficiale dei reparti speciali dell'esercito tedesco. Nella sua camera, come riporta l'ANSA, i poliziotti hanno trovato e sequestrato materiale ritenuto riconducibile alla presunta attività sovversiva. Gli appartenenti al movimento "Cittadini del Reich" (Reichsbuerger) sono s...

Gli anni neri nella Venezia Giulia e l'aggressione fascista subita da Pratolongo, il “Matteotti” dell'Isontino

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  Uno studio sul deputato Giordano Pratolongo e sull'aggressione fascista subita a Monfalcone negli anni, quelli immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, dove la Venezia Giulia venne caratterizzata da violenze di stampo nazionalistico a dir poco incredibili. Cinquecento giorni di violenza, attentati, sparatorie, feriti, e aggressioni, tra cui quella che interesserà il parlamentare comunista Pratolongo, che, a causa dell'attacco squadrista subito nei pressi della Stazione di Monfalcone da una ventina di squadristi, vedrà peggiorare ulteriormente le proprie condizioni di salute tanto che fu costretto anche a produrre le dimissioni da deputato, per morire, a causa dell'aggravarsi delle condizioni di salute, nel 1953, pochi giorni prima della morte di Stalin. Quella del triestino Giordano Pratolongo fu una vita breve, ma intensa e ricca di impegno politico. Fin dall'età di quattordici anni si dedicò attivamente all'impegno politico aderendo ad ...

Erminio Rusig di Vermegliano, la prima vittima del fascismo ronchese. Per il centenario della morte, valorizzare la memoria

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Un fatto di cronaca nera che attirò le attenzioni anche della Stampa nazionale. Un fatto che sconvolse la comunità ronchese che dovette fare i conti da subito con la violenza dello squadrismo fascista. Un fatto che veniva rappresentato in modo diverso. La Stampa  nazionale del 24 aprile 1925 diede spazio in un trafiletto a questa vicenda. Raccontava che a Ronchi veniva asportato l'emblema del fascio da una casa dove era collocato, i fascisti spararono all'impazzata di notte e rimase ferito un lavoratore a colpi di rivoltella, altri, invece, vennero picchiati in modo selvaggio a colpi di bastone. Si faceva il nome di Mario Rusig, di Vermegliano e si parlerà di una sessantina di arresti. Ma in verità le cose non andarono proprio in questo modo. Elda Soranzio che è stata staffetta partigiana per l'intendenza Montes, nome di battaglia Lina, su tale vicenda mi disse che a Ronchi, Rusig Erminio fu la prima vittima dello squadrismo fascista. Un giovane comunista aggredito ne...

A Monfalcone occorre liberare la città da alcune vie, piazze e targhe e cippi simbolo del revisionismo storico ma anche brutture come la scritta Monfalcone

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Per la Treccani, revisionismo storico si intende nell'ambito della storiografia, quella tendenza a modificare interpretazioni storiche ormai consolidate, specialmente sulla base di ricerche volte a riconsiderare particolari aspetti dei fenomeni che ne costituiscono l’oggetto. E fin qui nulla di male. Basta pensare per esempio alla figura di Cristoforo Colombo che in America sta comportando delle mobilitazioni di massa incredibili che hanno portato alla distruzione, alla decapitazione di statue dedicate a questo personaggio simbolo non solo della scoperta dell'America, ma di schiavismo. Poi, esiste l'altra medaglia del revisionismo. Quella negativa, quella diffusa soprattutto nell'ambito dei nostalgici del ventennio fascista, ma che ha raggiunto anche universi più moderati, che nulla hanno da spartire con il fascismo, ma accecati spesso dalla repulsione verso ogni ideologia, che ha portato questo mondo moderato a mettere sullo stesso piano fascismo, nazismo e comunismo...

Quando a Monfalcone si varò il transatlantico "Vladivostoch" per la Repubblica dei Soviet

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Nell'archivio dell'Istituto Luce vi sono plurimi filmanti dedicati a Monfalcone. La maggior parte riguardano il varo di navi, soprattutto sommergibili, a decine ne vennero varati a Monfalcone. Ogni varo diventava strumento di propaganda chiaro ed inequivocabile per il regime fascista. Tra i tanti vari, interessante è quello del transatlantico Vladivostoch realizzato nel cantiere navale triestino di Monfalcone. Perchè Monfalcone allora apparteneva a Trieste. Il video tra due fasci, si apre con una schermata con scritto: I l varo della nave "Vladivostoch" costruita per la Repubblica dei Soviet. Siamo nel mese di ottobre del 1930. Giorno 18. Si parte con l'inquadratura dall'alto del ponte ancora in allestimento, si vedono gli operai al lavoro, il ponte ingombro di scale, travi, cavi di acciaio, le autorità convenute per la cerimonia del varo, la madrina della nave con un fascio di fiori tra le braccia, gli operai che smantellano le impalcature di legno ...

31 maggio

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31 maggio  I vagoni di quel treno non erano stati chiusi. Non totalmente. C'era una fessura dalla quale filtrava dell'aria. Aria. In quel momento l'unico frangente di libertà che si poteva conoscere era l'aria che si respirava dalla fessura del carro bestiame. Non erano bestie. Ma venivano trattate come bestie e anche peggio. Per le bestie provavano i carnefici forse anche un minimo di pietà. Verso di loro, no. L'imperdonabile colpa? Essere dalla parte sbagliata della storia di quel momento. Per scelta, per nascita, per convinzione. Chi perché ebreo, chi perché antifascista, chi perché rom, chi perché omosessuale, o Testimone di Geova. Ne partirono una ventina di convogli così da Trieste. Città violentata nella sua bellezza e identità plurima, latina, slava, germanica in cui la Risiera di San Sabba divenne l'unico lager di sterminio nazista con forno crematorio edificato e messo a regime in Italia e nell'Europa meridionale tutta. Città mitteleuro...

Ci stiamo abituando all'assenza di democrazia

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Assente. Da quando l'Italia è entrata in zona protetta, dal 10 marzo, la democrazia è ai minimi termini. Il Governo si è trovato ad affrontare una situazione eccezionale, gestita con misure eccezionali diventate però la normalità. Il Parlamento è diventato inutile, uno strumento simbolico più che sostanziale, così come nelle Regioni, nei Comuni, sparite le opposizioni, tutto viene deciso dalla maggioranza, o da commissioni o da tecnici. Tecnici al potere. I coinvolgimenti delle forze di minoranza sono pressoché spariti, diventate inutili e considerate come perdite di tempo. Perchè c'è fretta, dobbiamo fare. Dobbiamo agire. I diritti della minoranza non contano nulla. Insomma, si è tanto criticato il modello ungherese o sloveno o polacco che alla fine anche noi seppur in maniera diversa ci stiamo abituando a convivere con l'assenza della democrazia. In un Paese dove lo stato di polizia è stato effettivamente notevole per garantire il rispetto delle misure di quarantena. Un P...

Il 3 maggio tutti a Fiume a difendere la stella rossa simbolo dell'antifascismo

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La notizia viene data dalla Voce del Popolo . Gli estremisti di destra croati minacciano di bloccare l'installazione della stella rossa che il 3 maggio verrà inaugurata a Rijeka. C'è chi minaccia anche di distruggerla. Stella che nasce nell'ambito del progetto Fiume capitale europea della cultura.  C'è chi blatera che questa operazione ha lo scopo, passando dal Galeb, la nave della pace di Tito, alle mostre sul socialismo jugoslavo, di ricostituire la Jugoslavia. Come se bastasse una stella, o un recupero di una nave, che verrà destinata in parte a museo in parte a ristorante, per ricostruire la Jugoslavia. Baggianate pure. Come è noto, la stella rossa che verrà inaugurata il 3 maggio, giorno della liberazione di Fiume, c'entrerà ben poco con l'originaria stella rossa che omaggiava la Jugoslavia di Tito. Si tratta di una semplice ma importante installazione artistica che rivendica l'identità antifascista della città fiumana. Fiume è ad oggi l'un...

Dopo 15 anni a Trieste nel giorno del Ricordo ritorna un presidio antifascista contro il revisionismo storico nazionalista

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La prima volta fu in occasione del controverso, per essere buoni, film di propaganda, il cuore nel pozzo . Era il 2005, il primo anno in cui venne applicata la legge sul Giorno del Ricordo, nata nel 2004. Centinaia di manifestanti protestarono con un presidio sotto la sede Rai del FVG a Trieste. Poi vi è stata una iniziativa simbolica nel 2019 nei pressi della foiba di Basovizza, e ora, come aveva reso noto RadioCapodistria che per prima aveva dato la notizia, un gruppo di antifascisti/e  nel pomeriggio del 10 febbraio alle ore 18.00 in piazza della Borsa , luogo oramai simbolico per il nazionalismo italiano, hanno indetto un presidio antifascista per denunciare quel revisionismo storico nazionalista che ha infettato in modo pesante la storia del Confine Orientale, criminalizzando in sostanza la Resistenza. Questo il comunicato:   Da quando è stata istituita la Legge sul Giorno del Ricordo, si è andata ad istituzionalizzare una pericolosa verità di stato sulle vicende...

E' iniziato l'anno della capitale europea della cultura di Rijeka/Fiume sotto il segno dell'antifascismo

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Sono attesi 1 milione di visitatori a Rijeka/Fiume nell'anno della capitale europea della cultura. Un boom che incrementerà il turismo culturale in una bellissima e vitale città croata che ha nel tema del porto della diversità il suo filo d'Arianna con il quale attraverserà questo 2020. E' iniziato il 1 febbraio l'evento che porterà la città croata insieme a quella irlandese di Galway nell'occhio del ciclone mediatico internazionale di questo 2020. Forse è la prima volta che una città capitale europea della cultura avrà come segno di riconoscimento tangibile e visibile e dichiaratamente riconosciuto quello dell'antifascismo.  Lo si scrive chiaramente nella presentazione del programma di apertura.  " Con i suoni dell'industria e le scintille di saldatura, Rijeka esprime simbolicamente e con orgoglio il suo rispetto per la forza dei lavoratori che l'hanno costruita e ne hanno fatto una città moderna. Con riferimenti che rappresentano un omagg...

A Rijeka/Fiume il 3 maggio verrà inaugurata una stella rossa per omaggiare la storia partigiana della città

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Un monumento alla memoria, per contrastare l'oblio. Quella che verrà inaugurata a Rijeka, nel corso del suo essere capitale europea della cultura sarà una stella rossa che sta facendo già discutere. E ciò che verrà omaggiata sarà la storia antifascista e partigiana della città con una enorme stella rossa che verrà posta il 3 maggio, giorno della liberazione della città di Fiume da parte dei partigiani jugoslavi per rimanere esposta fino alla fine dell'anno. Anche se c'è chi spera che possa rimanervi anche oltre. Cosa che sta letteralmente facendo anche indignare. Il duro articolo pubblicato su Radiocapodistria che dà voce alla minoranza italiana ne è una prova. Però,anche qui, delle considerazioni vanno fatte. Giustamente si lamenta che il programma dei Rijeka capitale europea della cultura, così è la formulazione ufficiale in italiano, non è in lingua italiana. Sul punto avevo s critto un post dove invitavo gli amici fiumani a provvedere a reali...

Bisogna preoccuparsi delle formazioni paramilitari in Slovenia?I nazionalismi sono un pericolo attuale

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Anche se al momento non hanno armi vere, ma di plastica, l'unico strumento idoneo ad offendere che avrebbero sarebbe un coltello per sopravvivere o un coltello svizzero , così si dice, la loro formazione, il loro modo di operare è tipicamente militare. Le formazioni paramilitari presenti in Slovenia da oltre un anno hanno attirato l'attenzione dei più. Nate con la scusante di controllare i propri confini attraversati facilmente dai migranti, in un Paese dove la questione della percezione dell'invasione (che non esiste), in realtà è temuta sia da persone di cultura politica di destra che anche di sinistra. L'organizzazione si chiama Varda, uniti sotto l'insegna della bandiera nazionale slovena, nazionalisti della prima ora, ogni fine settimana lanciano operazioni di vigilanza e controllo del territorio sloveno, ora anche nella zona costiera della Slovenia. Il capo di questa organizzazione, Andrej Šiško, il comandante in capo della Varda, è stato arrestato pe...