Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa
Nell'archivio dell'Istituto Luce vi sono plurimi filmanti dedicati a
Monfalcone. La maggior parte riguardano il varo di navi, soprattutto
sommergibili, a decine ne vennero varati a Monfalcone. Ogni varo
diventava strumento di propaganda chiaro ed inequivocabile per il regime fascista. Tra i tanti
vari, interessante è quello del transatlantico Vladivostoch realizzato
nel cantiere navale triestino di Monfalcone. Perchè Monfalcone allora
apparteneva a Trieste. Il video tra due fasci, si apre con una schermata con scritto: Il varo della nave "Vladivostoch" costruita per la Repubblica dei Soviet.
Siamo nel mese di ottobre del 1930. Giorno 18. Si parte con l'inquadratura dall'alto del ponte ancora in allestimento, si vedono gli operai al lavoro, il ponte ingombro di scale, travi, cavi di acciaio, le autorità convenute per la cerimonia del varo, la madrina della nave con un fascio di fiori tra le braccia, gli operai che smantellano le impalcature di legno che sorreggono il transatlantico sulla banchina, la veduta della chiglia sospesa sull'acqua e alla fine il transatlantico che scivola nel bacino di mare del cantiere.
Una nave realizzata nello Stato fascista, dal cantiere di Monfalcone per la Repubblica dei Soviet. Fu la prima della serie ordinata dall'URSS e realizzata a Monfalcone. Un fatto storico importante perchè è uno dei pezzi fondamentali, quel varo, che servirà a saldare i rapporti commerciali tra la Russia comunista di Stalin e l'Italia fascista di Mussolini che si perfezionerà tre anni dopo con la firma a Palazzo Venezia del Trattato di amicizia, non aggressione, e neutralità tra l'Italia e l'Urss. A firmare, il primo settembre 1933, vi furono il dittatore fascista Mussolini e l'ambasciatore sovietico Potemkin.
Poi le cose sappiamo bene come sono andate e come non potevano che
andare, con i cantierini di Monfalcone che dopi i fatti dell'8 settembre del '43 si
rivolteranno al fascismo dando vita alla prima brigata partigiana
proletaria nata in Italia, con una formazione di 800 partigiani che si
ritroveranno negli ideali del comunismo dei Soviet a cui solo tredici
anni prima avevano costruito una importante nave. Il nome del transatlantico nel documentario veniva riportato come Vladivostoch anche se il nome corretto probabilmente era Vladivostok, coincidente con quello della città russa che oggi possiede il più grande porto russo sull'oceano Pacifico. Da notare che quel nome verrà usato per battezzare una delle navi della marina sovietica più importanti della sua storia, costruita alla fine degli '60, che verrà usata durante la guerra fredda e rimase operativa fino al 1990, mente oggi è utilizzato da un nota portacontainers costruita alla fine degli anni '90 ed è sotto la bandiera di Panama. Insomma anche questa è un pezzo di storia importante e ricca forse anche di contraddizioni che ha visto il nostro Territorio esserne protagonista.
mb
nota
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