L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Quando i nazisti invasero Lussino ed i tentativi di liberarla...


Il 20 novembre del 1943 veniva diffuso un comunicato ufficiale dello Stato Maggiore del gen. Rommel dal Quartier Generale. Il comunicato rendeva noto che erano state occupate recentemente le isole di Veglia, di Cherso e di Lussino, nel Quarnero, a sud di Fiume, segnando quello che veniva definito come l'apice  delle operazioni di rastrellamento del germanici nella campagna contro i partigiani, liquidati come ribelli, nell'Italia settentrionale ed in Slovenia, in Croazia. Furono quattro le operazioni anti partigiane mosse da nazisti in quel fine del 1943.  Il rastrellamento della regione di Gorizia, Lubiana e Trieste, iniziata a fine di settembre e completata nei primi giorni di ottobre; la campagna nella penisola dell'Istria ed a Fiume, terminata verso metà d'ottobre; la  campagna di rastrellamento nella regione di Lubiana, Fiume, Ogulin e Karlestadt e l'occupazione di Veglia, Cherso e Lussino. Furono migliaia i partigiani che persero la vita o che vennero fatti prigionieri. L'occupazione nazista avvenne con la complicità dei fascisti italiani, croati, sloveni, russi bianchi e cosacchi. Invece nelle file dei partigiani sloveni, croati, serbi, russi sovietici combatterono anche alcuni soldati anglo-americani oltre a diversi militari italiani che decisero di unirsi ai partigiani di Tito, cosa che recò un grande fastidio ai nazisti che cercarono di sminuirne la portata.  L'occupazione nazista di Lussino avvenne nelle prime ore del 13 novembre 1943 dopo una breve resistenza mossa soprattutto dai soldati italiani che si erano uniti ai partigiani croati che portavano la stella rossa sui proprio berretti. Gli inglesi cercarono di liberare Lussino con un importante intervento mosso con delle motocannoniere nel dicembre del 1944 ma vennero affondate nei pressi del porto dalle motosiluranti germaniche. Un secondo tentativo fallimentare da parte degli inglesi insieme ai canadesi avvenne nel marzo del 1945. L'isola fu caratterizzata da continui bombardamenti da parte degli alleati per cercare di liberare Lussino occupata da circa 400 nazisti. Diverse furono le vittime civili dei bombardamenti aerei, così come rimase impresso anche l'affondamento del piroscafo Sansego che consentiva il collegamento tra Lussino e Trieste. Spettacolare fu anche la battaglia navale che si consumò nel giugno del 1944  durata una mezz'ora buona dove vennero colpite anche delle abitazioni civili. La liberazione dell'isola  avvenne il 20 aprile del 1945.

 

A Lussino vi è un monumento realizzato quando ancora esisteva la Jugoslavia, siamo nel 1978,  inaugurato a ricordo di 15 partigiani della marina partigiana jugoslava che persero la vita. Un monumento  che ricorda l'unità navale NB 11, ex nave anti partigiana tedesca dal nome Anton, catturata dai partigiani il 30 aprile del 1944 e trasformata in unità navale partigiana, affondata da una mina il 1 aprile 1945 vicino a Susak. Furono in totale 22 i partigiani per alcune fonti, 17 o 15 per altre a perdere la vita. L'equipaggio partigiano in totale era di ben 28 marinai.

mb 


fonte foto archivio internet

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