Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Ci stiamo abituando all'assenza di democrazia

Assente. Da quando l'Italia è entrata in zona protetta, dal 10 marzo, la democrazia è ai minimi termini. Il Governo si è trovato ad affrontare una situazione eccezionale, gestita con misure eccezionali diventate però la normalità. Il Parlamento è diventato inutile, uno strumento simbolico più che sostanziale, così come nelle Regioni, nei Comuni, sparite le opposizioni, tutto viene deciso dalla maggioranza, o da commissioni o da tecnici. Tecnici al potere. I coinvolgimenti delle forze di minoranza sono pressoché spariti, diventate inutili e considerate come perdite di tempo. Perchè c'è fretta, dobbiamo fare. Dobbiamo agire. I diritti della minoranza non contano nulla. Insomma, si è tanto criticato il modello ungherese o sloveno o polacco che alla fine anche noi seppur in maniera diversa ci stiamo abituando a convivere con l'assenza della democrazia. In un Paese dove lo stato di polizia è stato effettivamente notevole per garantire il rispetto delle misure di quarantena. Un Paese dove le diseguaglianze sociale con l'emergenza coronavirus sono esplose e le divergenze tra ricchi e poveri saranno ancora più impattanti rispetto al prima coronavirus. Il dopo coronavirus è già tracciato. E se le cose non prenderanno una strada diversa, bisogna effettivamente constatare che il nostro Paese è pronto all'uomo forte, è pronto a chi vuole i pieni poteri è pronta l'Italia a diventare una realtà come quella egiziana o cinese. E tutto questo a 75 anni dalla liberazione dall'occupazione nazista e dal regime fascista.
mb

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