L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

A Rijeka/Fiume il 3 maggio verrà inaugurata una stella rossa per omaggiare la storia partigiana della città



Un monumento alla memoria, per contrastare l'oblio. Quella che verrà inaugurata a Rijeka, nel corso del suo essere capitale europea della cultura sarà una stella rossa che sta facendo già discutere. E ciò che verrà omaggiata sarà la storia antifascista e partigiana della città con una enorme stella rossa che verrà posta il 3 maggio, giorno della liberazione della città di Fiume da parte dei partigiani jugoslavi per rimanere esposta fino alla fine dell'anno. Anche se c'è chi spera che possa rimanervi anche oltre. Cosa che sta letteralmente facendo anche indignare. Il duro articolo pubblicato su Radiocapodistria che dà voce alla minoranza italiana ne è una prova. Però,anche qui, delle considerazioni vanno fatte. Giustamente si lamenta che il programma dei Rijeka capitale europea della cultura, così è la formulazione ufficiale in italiano, non è in lingua italiana. Sul punto avevo scritto un post dove invitavo gli amici fiumani a provvedere a realizzarlo anche in lingua italiana. Cosa doverosa stante anche il tema di Fiume capitale europea della cultura, essere porto di diversità. Ma l'interrogativo che si deve fare è visto che quel programma è stato anche realizzato in collaborazione con alcune realtà istituzionali chiamate a rappresentare e difendere i diritti della minoranza italiana, queste, hanno richiesto il programma anche in lingua italiana? In che modo? Quando? Doveroso avere il programma in lingua italiana, come doveroso è difendere e rivendicare la memoria antifascista e partigiana della città. Anche se come è evidente, spesso, antifascismo e nazionalismo, si mescolano, perché nei Balcani è anche con l'antifascismo e la lotta partigiana che si è pur consolidata e difesa l'identità nazionale, il proprio essere croato, sloveno, ecc. Identità che il fascismo ha cercato di annientare fin dall'avvento del nazionalismo italiano, a partire dalla marcia di occupazione di Fiume capeggiata dall'antislavo D'Annunzio che farà conoscere alla città 500 giorni di dittatura e la sua distruzione socioeconomica oltre che comportare la fuga di 3000 croati. L'opera, come segnalato, sarà dell'artista Nemanja Cvijanovic di Rijeka. Una stella rossa che verrà posta sul grattacielo della città dove già venne collocata nel 1945 dopo la liberazione della città. Si racconta che sarà in cemento armato e ferro, e con 2800 pezzi di vetro frantumato per ricordare i soldati caduti nella battaglia di Fiume. Non sarà una semplice e banale stella rossa ma una vera e propria opera d'arte che richiamerà la storica stella partigiana. Non è la prima volta che questo artista si cimenta con le stelle. 
Ad esempio in passato ha effettuato un progetto lavorando sul simbolo della Repubblica italiana. "Lo stemma della Repubblica Italiana viene ufficialmente istituito nel '48 tramite un bando di concorso al quale sembra parteciparono circa 300 candidati. L'idea era quella di valorizzare le qualità proprie della repubblica democratica italiana, ovvero il Lavoro, l'Unità, la Libertà. Nemanja Cvijanovic, che dialoga col passato presentando fatti incontestabili, interpretati sempre con un certo umorismo, attraverso il proprio linguaggio visivo, mette in scena l'emblema della storia politica e sociale d'Italia, giocando proprio sul suo valore collettivo e sulla sua percezione attuale. Una stella rossa, una ruota dentata bianca, un ramo di quercia e uno di ulivo verdi: la luce al neon dello stemma della Repubblica Italiana pulsa al ritmo (solo visivo) dell’inno italiano, in un’alternanza incessante e inesausta."


mb


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