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Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Quella strage dei rastrellatori di Duino del settembre 1945

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  Sedici rastrellatori e l'autista, persero la vita nella violentissima esplosione avvenuta il 28 settembre del 1945 durante il trasporto di residui bellici nella zona di Duino. Bombe che dovevano essere trasportate nel Timavo dove avrebbero dovute farle esplodere. Verso le 8.45 di quella mattina, al ponte di Duino, avvenne la tragedia come racconta la cronaca del Giornale Alleato del 29 settembre 1945. Il ponte del Timavo andò completamente distrutto per la violenza dell'esplosione che si portò con sè 17 vite. Le spoglie vennero condotte nella camera mortuaria di Monfalcone. Ai funerali che si svolsero a Trieste nell'immediatezza ci fu una partecipazione enorme. L'unità in cui operavano i rastrellatori era la Alled Military Government Bombs Mines. La notizia ebbe spazio anche nella stampa nazionale, anche se l'evento veniva fatto ricondurre nei pressi dei cantieri navali di Monfalcone e non a Duino. Il 28 settembre del 2000 a Trieste venne inaugurato un cippo ricor...

Goodbye Trieste

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  Goodbye Trieste, Una scritta con il gesso, su un mezzo americano, che per 7 anni ha presidiato la città durante la permanenza del GMA.Trieste è una città che deve tutta la sua peculiarità all'Impero asburgico, demonizzato per oltre un secolo, sotto la vocazione dell'italianità e riscoperto ultimamente, a colpi di tallero e statue e cerimonie, per gli investimenti economici che in città stanno attirando importanti capitali austriaci. Il danaro mette tutti d'accordo e la storia si adegua. La storia a Trieste è maledettamente tortuosa, un frullato di paradossi e contraddizioni che non hanno eguali, in piazza della Borsa ancora oggi si può leggere l'invito sulle finestre in stile liberty agli inglesi e americani di ritornare in città. Invocandosi quel Trattato di Pace che doveva prevedere il TLT, che alla fine mai nessuno ha realmente voluto e altro non è stato che una furbata diplomatica con cui prendere tempo, far calmare le acque per far scivolare Trieste nuovamente tr...

Il balzello di Mosca sulle sorti di Trieste, dalla cessione alla Jugoslavia, alla soluzione italiana

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    Un documento interessante della CIA del 1953 sintetizza quello che può essere definito come un vero e proprio balzello di Mosca, dall'estrema soluzione jugoslava, a quella italiana, passando dal Territorio Libero di Trieste. Nel suo documento l'intelligence americana afferma che r ecenti rapporti hanno portato a ipotizzare che la linea comunista su Trieste possa passare dal sostenere la costituzione di un territorio libero, come richiesto dal Trattato di pace italiano, al favorire la restituzione dell'intero territorio all'Italia, come auspicato dalla dichiarazione Tripartita del 1948 . Che poi è quello che è realmente successo.   Nel documento si evidenzia come Vidali, avrebbe seguito sempre e solo le direttive di Mosca. Le sorti di Trieste sarebbero state per il carismatico dirigente comunista triestino quelle decise dall'Unione Sovietica. " Il leader comunista triestino Vidali, che ha fatto dichiarazioni simili in precedenza, ha dichiarato durante un re...

Con la nascita della Regione FVG si è sancita la sovranità italiana su Trieste e l'amen del TLT

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La Cassazione a Sezioni Unite conferma quello che era più che evidente a livello giuridico. Con la nascita della Regione FVG si è sancita su Trieste la sovranità italiana, e non più la semplice amministrazione italiana, ponendosi, dunque, fine ad ogni speranza di costituzione del mai nato TLT, ovvero, Territorio Libero di Trieste come previsto dal Trattato di Pace del 1947. Quanto scritto dalla Cassazione con la sentenza 8600 del 2022, l' avevo in un certo senso anticipato in uno scritto del 2016 . Dal punto di vista giuridico la partita è chiusa. Definitivamente. Quella politica, invece, continuerà a rimanere sempre aperta. Il TLT era un libro dei sogni, che avrebbe potuto trasformare Trieste, per tanti, in una sorta di Montecarlo del confine orientale. Trieste ha conosciuto alti e bassi, soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale è andata avanti prevalentemente con i contributi dell'assistenzialismo italiano. Solo in questi ultimi anni la città ha cercato un propr...

Il Batiscafo Trieste, costruito nel Territorio libero di Trieste, omaggiato dalla CIA e dalla NASA .Questo è il nome di Trieste che ci piace far emergere nel mondo

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C'era una volta il Territorio Libero di Trieste, sulla carta almeno, anche se il governatore non venne mai nominato. Una zona cuscinetto tra comunismo e capitalismo, tra Oriente ed Occidente, amministrata dal giugno del 1945 fino al 26 ottobre del 1954 dagli angloamericani. E poco meno di un anno dalla fine del TLT, nei cantieri navali triestini venne realizzato un batiscafo che fece la storia del mondo. Un batiscafo dimenticato dai più, ma che è stato omaggiato dalla CIA e anche dalla NASA come si può leggere nei rispettivi siti. Costruito nel 1953 dal fisico svizzero Auguste Piccard a Trieste, acquistato dalla US Navy. Divenne famoso a livello internazionale quando il 23 gennaio 1960 fu il primo batiscafo pilotato a raggiungere il fondo della Fossa delle Marianne.  Una foto bellissima sul sito della CIA ritrae il gigante URSUS con il batiscafo Trieste. Due giganti del mare che hanno fatto la storia con il nome di Trieste. Nel sito della NASA si ricorda, a tal proposito, ...

La questione di Trieste per gli USA fu la più grave crisi tra Est ed Ovest nell'immediato dopoguerra

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Un tempo l'Italia finiva o iniziava, questione di punti di vista, a Monfalcone. Da Duino in poi si scivolava nel corridoio che faceva entrare nella zona del TLT, il Territorio Libero di Trieste. Un documento riservatissimo del 12 aprile 1948, dell'intelligence americana e destinato ai massimi vertici militari e della difesa degli USA senza tanti giri di parole definiva la questione di Trieste come la più grave crisi dopo la fine della seconda guerra mondiale tra Est ed Ovest . Dunque una situazione sicuramente calda tanto che ci fu chi parlò di un rischio di una terza guerra mondiale, ma nessuno avrebbe mai realmente combattuto una terza guerra mondiale per la questione di Trieste. Così presto poi. Da notare che gli Americani, nella premessa di questo documento, sin da subito evidenziano il fatto che loro fossero a favore del ritorno di Trieste in territorio italiano per rimanere nell'Europa anticomunista. Una città strategicamente importante nel Mediterrane...

Costituire la provincia autonoma "italoslovena" del litorale istriano sloveno

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Nel Memorandum di Londra del 1954, che poneva fine alla disputa territoriale tra Italia e Jugoslavia, e alla fine dei sogni di chi voleva il TLT, con il passaggio all'amministrazione italiana della Zona A e quella B alla Jugoslavia, oggi Slovenia, si può leggere ad esempio che  nei Comuni della zona sotto amministrazione jugoslava, dove gli appartenenti al gruppo etnico italiano costituiscono un elemento rilevante (almeno un quarto) della popolazione, tali iscrizioni e tali nomi saranno in italiano, oltre che nella lingua della Autorità Amministratrice.  Su Radio Capodistria il Presidente dell'Unione Italiana afferma quanto segue: che si arrivi a rispettare lo Statuto speciale annesso al Memorandum di Londra e dunque la particolarità del nostro territorio d’insediamento stoico in Slovenia; che si addivenga quindi alla costituzione di una provincia a statuto particolare, speciale, autonomo o come lo vogliamo chiamare che comprenda le municipalità di Ancarano, Ca...

Il Territorio libero di Trieste, come l'isola che non c'è, ma che continua a dividere

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Venezia Giulia. Nome che identifica artificiosamente e in modo storico nazionalistico una zona territoriale che un tempo doveva estendersi sino alla Carniola includendo le vecchie province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, oggi, invece,  include solo quella di Trieste ed il monfalconese. Sarebbe più corretto chiamarla regione di Trieste. Quella Trieste in cui quando arrivi superato il confine che non esiste più di Duino,  lo vedrai in realtà rimarcato da decine di bandiere alabardate e rigorosamente rosse, quelle di Trieste. Ciò perchè c'è chi legittimamente o meno da anni lotta per restituire al territorio quello che è stato considerato un grande torto storico per la sua mancata applicazione. Il regime del Territorio libero di Trieste, noto semplicemente come TLT. Un Territorio nato con il Trattato di Pace del '47, che non ha mai avuto un governatore, probabilmente per responsabilità di tutte le forze interalleate, anche se in quanto TLT ha in parte funzionato come...

Segnali di "autonomismo" a Fiume. Quella somiglianza con Trieste, con l'autonomismo negato

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Il Comune di Rijeka, Fiume , ha esposto nel giorno dell'anniversario in cui ottenne, 360 anni or sono, l'attuale emblema che identifica la città, la bandiera storica della città di Fiume. La notizia è stata ripresa anche dal Piccolo di Trieste. Una bandiera mal vista dalla Croazia, perchè " il colore rosso-giallo-blu, anche se in passato era nella bandiera di Rijeka, è ora utilizzato dall'Associazione del comune libero in rifugiato, cioè l'organizzazione irredentista in Italia". Cosa che dal Comune di Fiume viene contestata. La storia di Fiume fa rima con autonomia, o meglio, ha fatto rima con autonomia. a partire dal 1719, poi persa, per una ventina d'anni, ed essere nuovamente acquisita quando fece parte del Corpus Separatum della corona Ungarica. Dopo la prima guerra mondiale, con l'occupazione della marcia su Fiume, che si concluderà in modo violentissimo, con una sessantina di morti, nel famoso "Natale di sangue", si arriverà a c...

Come reagirebbero Italia, Slovenia e Croazia alla realizzazione integrale del Territorio Libero di Trieste?

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Contemplato nel Trattato di Pace del '47 bypassato dal Memorandum di Londra del '54, dal fuggitivo Trattato di Osimo del '75, per il modo in cui venne stipulato, passando dallo Statuto speciale della Regione FVG, e dalla storia. Il Territorio Libero di Trieste avrebbe potuto segnare la svolta per questo territorio dell'alto Adriatico, mantenendo unito ciò che oggi è suddiviso tra tre stati europei di cui uno, la Croazia, fuori dallo spazio Schengen. La storia ha preso una piega diversa, ragioni geopolitiche hanno prevalso, e alla fine Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti d'America tireranno i remi in barca, Italia e Jugoslavia assorbirono frammenti del TLT, che poi, con la dissoluzione della Jugoslavia, guerra tremenda dimenticata, in Europa e mossa anche dall'Europa, Italia in prima fila, con le bombe di Belgrado, finiranno in parte in Slovenia, in parte in Croazia. I comuni che farebbero parte del TLT sono oggi sei in Slovenia, cinque in Croazi...

Il Territorio Libero di Trieste. Una grande occasione persa?

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  L'articolo 21 del Trattato di Pace firmato a Parigi il 10 febbraio del 1947 era inequivocabilmente chiaro. "È costituito in forza del presente Trattato il Territorio Libero di Trieste, consistente dell'area che giace fra il mare Adriatico ed i confini definiti negli articoli 4 e 22 del presente Trattato. Il Territorio Libero di Trieste è riconosciuto dalle Potenze Alleate ed Associate e dall'Italia, le quali convengono, che la sua integrità e indipendenza saranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l'entrata in vigore del presente Trattato." La sovranità italiana doveva espressamente cessare all'atto dell'entrata in vigore del Trattato, il 15 settembre del 1947, per lasciare posto al Territorio Libero di Trieste. Il cui acronimo sarebbe stato TLT . Doveva formarsi anche un governatorato. Ma il govern...

London is open. Dice no alla Brexit. Diventerà territorio libero? Come una sorta di TLT

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L'unica macchia blu a significare il voler rimanere nell'Unione Europea, era quella di Londra, rispetto all'ondata populista oceanica color rosso che travolse come un choc senza precedenti l' establishment europeo. London si open . E' il motto meraviglioso di Londra. Il 60 % dei londinesi, circa, dissero di no. No alla Brexit. Londra non necessita di spiegazioni, per narrare ciò che è e ciò che rappresenta. Se l'Inghilterra non seguirà Londra, sarà Londra a seguire l'Inghilterra ed il Regno Unito? Oppure, ci sarà una separazione, l'ennesima, in casa?  Londra non ha alcuna intenzione di abbandonare l'Unione Europea. E l'unico modo che ha per rimanervi ancorata è o confidare in un referendum bis, che al momento pare non essere contemplato, oppure, semplicemente, rivedere il proprio status , e divenire una sorta di città stato, un territorio libero e così poter rimanere ancorata all'UE. Come doveva essere quello di Trieste nel ...

Dalla distruzione del monumento alla dedizione all'Austria al sogno tradito del TLT. L'autonomia negata di Trieste

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La storia di Trieste fa rima con autonomia, o meglio dovrebbe farlo.  Da quando divenne libero comune, verso la fine del 1200 fece di tutto per difendere il suo status di autonomia ed indipendenza, minato soprattutto dai veneti della serenissima e dai francesi di Napoleone. Sarà nel 1382 che il libero Comune di Trieste con l'atto di dedizione al duca Leopoldo d'Austria, porrà le basi della propria ricchezza, ed erigerà muri politici importanti a difesa della propria autonomia. A significare ciò, venne eretto nella piazza della Libertà il 25 marzo del 1889 un monumento importante, voluto dalla cittadinanza, inaugurato alla presenza delle più alte cariche di quel tempo. Era il monumento voluto dalla città alla dedizione di Trieste all'Austria. Un monumento che rappresentava l'anima della piccola Vienna d'Italia, bocca della capitale austriaca sull'Adriatico, ed il corpus della sua autonomia. Ma, quel monumento, ai primi di novembre del 1918 venne preso d...

Ma che fine ha fatto l'indipendentismo triestino?

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Ancora oggi quando giungi nei pressi di Duino, lì dove per un periodo storico difficile e controverso vi era il confine tra Italia e TLT( territorio libero di Trieste), anche se il TLT non si è mai formalmente costituito stante la mancata nomina comune di un Governatore, perchè alla fine nessuno probabilmente voleva realizzare questo TLT, vedi da un lato un cippo che ricorda, con la solita retorica ottocentesca, il ritorno di Trieste all'Italia, e poco più avanti un palo della bandiera dove sventola l'alabarda. Ogni tanto nella piccola area della contesa qualcuno effettua un presidio od effettua un banchetto conviviale, così come ogni tanto spunta sull'asfalto la scritta che indicherebbe il confine tra Italia e TLT, puntualmente rimossa, così come anche sui cartelli stradali. Ma si è ridotta a questi gesti simbolici la battaglia sulla questione del TLT? Dopo la grande manifestazione che ha impressionato tutti a Trieste per chiedere il TLT, si è scatenata una vera bat...

Nel nome della "pace Adriatica" Trieste verrà assegnata all'Italia e l'Istria alla Jugoslavia

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Rumor, in qualità di Ministro degli affari esteri affermava:“a nome del Governo, che contatti, sondaggi e trattative con il governo ‘della Repubblica socialista federativa di Iugoslavia consentono oggi di definire il contenuto di intese, dirette e, per comune riconoscimento delle due parti, atte a garantire la definitiva chiusura del contenzioso territoriale e giuridico tra l’Italia e la Iugoslavia”. Erano le 17 del primo ottobre del 1975. Nel suo discorso articolato evidenzierà che “il Governo ritiene che la pace adriatica risponda a profonde motivazioni democratiche, al rifiuto e all'assurdità di ricorsi alla forza, ad una lungimirante visione europea della evoluzione dei due paesi. I l senso politico, e se vogliamo storico, dell’accordo oggi possibile, e che illustrerò più avanti è dunque non solo la chiusura dei problemi confinari ancora pendenti e la garanzia di alcuni nostri fondamentali interessi ed essa collegati, ma anche la creazione di un valido motivo di collaboraz...

La proposta di referendum in FVG tra le UTI e la creazione della provincia del Friuli e di Trieste e la fine dell'Isontino

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Lo si denuncia da tempo che con il sistema delle UTI, vi è stata una enorme frammentazione del territorio e chi ne ha pagato maggiormente le conseguenze è stato quello noto comunemente come Isontino, diviso in Alto e Basso, sinistra e destra Isonzo. Con Gorizia che ha perso ogni senso di autorevolezza ed il monfalconese che è tirato ora da Trieste ora dal Friuli, perché con il suo porto, con l'aeroporto di Ronchi ed altre infrastrutture che dovrebbero arrivare, diviene un nodo fondamentale per l'economia di queste zone. Le UTI sono state contestate da diverse forze, tra tentativi di proporre un referendum alla fine l'unica che si è realmente attivata è una realtà nota come Tutti per il Friuli . Un movimento che vede avere diversi simpatizzanti tra, ovviamente, i friulani, ma pare anche da alcune aree politiche di destra ed anche leghiste il cui motto è tutti uniti per il Friuli ed un Friuli policentrico fondato sui Comuni. Hanno raccolto il doppio delle firme richieste ...

Quella battaglia al confine rimosso di Duino sulla segnaletica per il Territorio Libero di Trieste

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Lì ove un tempo vi era scritto "Confine con il Territorio libero di Trieste”“Alt Italia posto di blocco a 100 metri” “Controllo documenti e dogana” nella zona di San Giovanni di Duino, nelle vicinanze della Cartiera Burgo, lì ove sorge un bruttissimo cippo nazionalista, realizzato dalla Lega Nazionale d’intesa con il Comune di DuinoAurisina e con il contributo della Provincia di Trieste e della Cava Romana, che ricorda il "ritorno di Trieste all'Italia", di cui a dire il vero si è perso il conto, nei caldi giorni di marzo è avvenuta una battaglia simbolica. Collocati alcuni cartelli con scritto Territorio Libero di Trieste, anche e giustamente in sloveno, fine Italia, o fine TLT. L'iniziativa di Trieste Libera, su quello che viene da diversi ancora oggi considerato come il confine di Stato tra il TLT, come da Trattato di Pace del 1947, e l'Italia, ha visto come risposta l'intervento delle forze dell'ordine che hanno rimosso tale segnalet...