Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Costituire la provincia autonoma "italoslovena" del litorale istriano sloveno


Nel Memorandum di Londra del 1954, che poneva fine alla disputa territoriale tra Italia e Jugoslavia, e alla fine dei sogni di chi voleva il TLT, con il passaggio all'amministrazione italiana della Zona A e quella B alla Jugoslavia, oggi Slovenia, si può leggere ad esempio che  nei Comuni della zona sotto amministrazione jugoslava, dove gli appartenenti al gruppo etnico italiano costituiscono un elemento rilevante (almeno un quarto) della popolazione, tali iscrizioni e tali nomi saranno in italiano, oltre che nella lingua della Autorità Amministratrice.  Su Radio Capodistria il Presidente dell'Unione Italiana afferma quanto segue:

che si arrivi a rispettare lo Statuto speciale annesso al Memorandum di Londra e dunque la particolarità del nostro territorio d’insediamento stoico in Slovenia; che si addivenga quindi alla costituzione di una provincia a statuto particolare, speciale, autonomo o come lo vogliamo chiamare che comprenda le municipalità di Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano e nella quale la componente italiana potrà essere adeguatamente valorizzata.

Insomma, una sorta di provincia autonoma italo slovena, potrebbe essere inquadrata e definita così, che si ponga come ponte tra l'Italia e l'Istria slovena e croata.  Certo, che se si dovesse prendere il testo del Memorandum alla lettera forse dei problemi potrebbero esserci per la minoranza italiana stante il fatto che nel citato accordo si affermava che  "nei Comuni della zona sotto amministrazione jugoslava, dove gli appartenenti al gruppo etnico italiano costituiscono un elemento rilevante (almeno un quarto) della popolazione, tali iscrizioni e tali nomi saranno in italiano, oltre che nella lingua della Autorità Amministratrice". Oggi questi numeri non ci sono, ma si tratta di disposizioni sulla Carta superata da una legislazione slovena più favorevole che va oltre la questione meramente numerica, almeno sulla carta, perchè la realtà spesso è tutt'altro che serafica. 

Una proposta su cui ragionare soprattutto in un contesto come questo dove l'emergenza coronavirus ha in sostanza fatto ritornare muri e confini, nonostante la tanto osannata Nova Gorica e Gorizia, capitale europea della cultura 2025.

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