Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada
Un documento interessante della CIA del 1953 sintetizza quello che può essere definito come un vero e proprio balzello di Mosca, dall'estrema soluzione jugoslava, a quella italiana, passando dal Territorio Libero di Trieste. Nel suo documento l'intelligence americana afferma che recenti rapporti hanno portato a ipotizzare che la linea comunista su Trieste possa passare dal sostenere la costituzione di un territorio libero, come richiesto dal Trattato di pace italiano, al favorire la restituzione dell'intero territorio all'Italia, come auspicato dalla dichiarazione Tripartita del 1948. Che poi è quello che è realmente successo.
Nel documento si evidenzia come Vidali, avrebbe seguito sempre e solo le direttive di Mosca. Le sorti di Trieste sarebbero state per il carismatico dirigente comunista triestino quelle decise dall'Unione Sovietica. " Il leader comunista triestino Vidali, che ha fatto dichiarazioni simili in precedenza, ha dichiarato durante un recente congresso del partito che il suo partito avrebbe seguito l'Unione Sovietica anche se Mosca avesse cambiato la sua politica su Trieste. Il quotidiano nazionalista italiano ha riferito a marzo che il leader comunista italiano Togliatti ha riportato da Mosca la notizia che l'URSS accetta la posizione occidentale del 1948. Questi accenni a un cambiamento nella tattica sovietica su Trieste non fanno presagire necessariamente un cambiamento nella politica sovietica; al contrario, potrebbero essere stati semplicemente ispirati dai tentativi comunisti locali di complicare gli attuali piani alleati per un compromesso di Trieste e rafforzare la popolarità del Partito Comunista Italiano durante l'attuale campagna elettorale italiana".
Ed emergono tutti i passaggi di cambio di fronte sulla questione triestina da parte di Mosca. "L'adesione sovietica alla Dichiarazione tripartita metterebbe in imbarazzo le potenze occidentali che non considerano più pratici i termini della proposta del 1948, ostacolerebbero la pianificazione della difesa occidentale nell'area adriatica rafforzando l'intransigenza italiana e jugoslava su Trieste, e rafforzerebbero la posizione sovietica apparendo concilianti. (...) la politica su Trieste dalla fine della seconda guerra mondiale è stata coerente solo nei suoi tentativi di contrastare ogni piano alleato per una soluzione definitiva di questo dilemma. Inizialmente, l'Unione Sovietica insistette affinché non solo Trieste ma l'intera regione della Venezia Giulia fosse ceduta alla Jugoslavia come pagamento per il suo contributo alla causa alleata. Questo malcelato tentativo di dominare la strategica regione giuliana fu respinto dalle potenze occidentali nel settembre 1945, e infine un compromesso che sosteneva l'istituzione di un Territorio Libero di Trieste sotto un governatore nominato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite fu incorporato nella bozza finale del trattato di pace con l'Italia e, pur rispettando a parole questo compromesso, i sovietici esercitarono il loro veto nel Consiglio di sicurezza per bloccare tutti i tentativi occidentali di nominare un governatore. Nel 1948, tuttavia, a seguito della sfida di Tito e del passaggio occidentale all'argomento italiano, l'Unione Sovietica si convertì ardentemente alla causa della creazione di un Territorio Libero sotto l'ONU, arrivando persino a presentare candidati alla carica del governatore che aveva precedentemente respinto. Nella primavera del 1950 l'URSS subordinava l'accordo su un protocollo austriaco all'adempimento delle clausole del trattato di pace italiano su Trieste. L'ultima posizione ufficiale sovietica su Trieste era contenuta nella sua nota del giugno 1952 che protestava nuovamente contro la divisione di Trieste e insisteva affinché le potenze occidentali rispettassero le condizioni del Trattato di pace italiano". Insomma, Trieste ostaggio di dispetti politici tra Jugoslavi, Sovietici ed angloamericani. Sostanzialmente il TLT gli angloamericani non lo vollero mai realmente, fu solo un pretesto per prendere tempo per arrivare alla soluzione italiana condivisa con Mosca, che in un primo momento fu favorevole al TLT, poi lo osteggiò, poi cambiò nuovamente idea, per arrivare, alla fine, alla soluzione italiana.
mb
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