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Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

L'Europa la stiamo distruggendo noi!

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In un mondo dove l'Europa potrebbe avere un ruolo decisivo per la salvaguardia della democrazia, in un contesto politico dove gli autoritarismi, le dittature, sembrano essere la normalità e le democrazie quasi un fastidio, invece di diventare un punto di riferimento, è a rischio dissolvimento. Non sono gli USA, i putiniani, i cinesi, a distruggere l'Europa. Lo stiamo facendo noi, da soli. Non siamo nè carne, nè pesce, siamo totalmente allo sbando. L'Europa se si chiede cosa sia, la gente non saprà cosa rispondere, i suoi organismi sono sconosciuti ai più, percepita come entità astratta, anzi, l'Euro è spesso maledetto, forse l'unico beneficio che viene riconosciuto è la caduta dei confini, anche se , vedi ad esempio tra Italia e Slovenia, sono ritornati a modo loro. Insomma, ci siamo sciacquati la bocca all'inverosimile su fatto che l'Europa fosse un soggetto che ha garantito la pace per oltre 70 anni, anche se la guerra in Jugoslavia non è stata considerata...

Perché l’America di Trump non è un male per l’Italia e l’Europa

Nel mondo la guerra mondiale è già scoppiata e non è quella militare ma economica e commerciale. Con la questione dei Dazi. Tutti contro tutti. La nuova governance di Trump è aggressiva, sta letteralmente scaricando l’Europa, sta costringendo gli europei a provvedere alla propria sicurezza. Dai tempi della seconda guerra mondiale abbiamo continuato ad essere legati indissolubilmente agli USA. Ed ora ne stiamo pagando il prezzo. Se la Russia e la Cina lo volessero, potrebbero conquistarci in un niente semplicemente perché non saremmo in grado di difenderci. In questo mondo l’equilibrio si determina con la forza delle armi. C’è poco da dire. E fino a quando non si ribalterà questo modo di fare è evidente che non c’è alternativa al riarmo per determinare la propria sicurezza militare. Tutto ciò è aberrante, perché si spenderanno centinaia di miliardi di euro in strumenti che cagionano la morte e la distruzione con lo scopo di evitare distruzione e morte. Mentre gli investimenti nella sani...

Da Capodistria a Fiume, da Trieste a Udine passando da Gorizia, una regione fondata sulle minoranze, cuore della Mitteleuropa

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  Si parlavano tante lingue, e tante se ne continuano a parlare. L'Impero Asburgico è stato chiaramente anticipatore di quell'Europa che altro non è un grande contenitore di identità, nazionalità, di maggioranze e minoranze. Ci sono lingue principali, come allora era il tedesco, e poi nella Pubblica Amministrazione si dovevano conoscere i fondamenti almeno di quelle parlate nelle proprie città, ora sono l'inglese con il tedesco ed il francese a giostrarsi il primato, in un vecchio continente dove si parlano la bellezza di 24 lingue ufficiali, più una miriade di non ufficiali con decine e decine di dialetti e varianti. Sono queste: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, tedesco, svedese e ungherese. Sotto l'Impero erano una ventina: Tedesco, ungherese, italiano, sloveno, serbo, croato, romeno, polacco, ce...

Quando il confine divise non solo i vivi ma anche i morti, come a Merna

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Le vicende del Confine Orientale italiano sono tanto complesse, quanto lineari sotto il segno dei nazionalismi, male assoluto del '900.  Lineari come quella diagonale che per trent'anni ha diviso vivi e morti, di qua e di là, a Merna/Miren. Per capire quanto sia importante l'Europa, il senso di Europa senza barriere, confini, almeno negli intenti, perchè nella realtà l'Europa di confini e barriere ne ha ancora oggi fin troppe per respingere i popoli migranti, basta fare un salto al cimitero di Merna. Alle porte di Gorizia. Siamo in Slovenia. Si continua a far fatica nel comprendere come certe cose possano essere accadute, eppure son successe.    Una società che non aveva rispetto per i morti, figurarsi che rispetto poteva avere per i vivi. Corpi divisi, metà in Italia, metà in Jugoslavia. Questo fu ciò che accadde con il Trattato di Pace, fino, praticamente, al Trattato di Osimo. Trent'anni di divisioni, di follie, in un territorio che per secoli conviveva pacificam...

Lettera al Consiglio d'Europa: La denominazione dei Legionari di Ronchi non è rispettosa dei valori europei ed è incompatibile con la bandiera e targa d'onore d'Europa

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Spettabile Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ,          Con la presente, si vuole portare a Vostra conoscenza un fatto tanto storico quanto attuale su cui è necessario porre una riflessione se non un intervento. Come ben noto il Consiglio d'Europa promuove una serie di valori e principi fondamentali che stanno alla base di ogni democrazia che voglia andare oltre le barriere nazionalistiche che soprattutto nel ‘900 hanno trascinato l’Europa in disastrosi conflitti. Nel 1955, all’alba del nuovo corso europeo, è stata istituita l’onorificenza della bandiera d’onore d’Europa, dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa – riservato ai Comuni che hanno attivato gemellaggi con municipalità straniere e si sono impegnati intensamente nello sviluppo delle relazioni con i Comuni partner europei. Il Comune di Ronchi dei Legionari, in Friuli-Venezia Giulia, il 22 marzo del 1994 otterrà questo riconoscimento alla luce dei gemellag...

Alla fine altro non furono che ciacole europee contro l'Egitto

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Si diede tanto spazio, ci fu tanto clamore, all'ennesima Risoluzione europea contro l'Egitto, che alla fine dopo mille tuoni roboanti, non arrivò neanche mezza goccia d'acqua. Ciacole, per dirla alla triestina. Anzi, l'unico rumore che si potrà sentire nei cieli egiziani probabilmente sarà quello degli aerei M-346 jet che Leonardo si appresta a fornire alla dittatura egiziana. Si dirà che Patrick è stato liberato. Vero. Ma a soli due mesi dalla scadenza dei termini previsti dal sistema di detenzione cautelare egiziano. Si dirà che è partito il processo per Giulio. Vero. Ma si è fermato sul nascere perché l'assenza di cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto rende impossibile la notifica agli imputati. E le relazioni tra Europa ed Egitto come si può leggere sono disciplinate da un accordo di associazione, in vigore dal 2004. Le priorità del partenariato dovevano mirare ad affrontare le sfide comuni cui dovevano far fronte l'UE e l'Egitto, a promuovere ...

Se Fiume guarda a Ravenna e non a Trieste

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Sarà anche la città del sepolcro di Dante, sarà anche una delle città più affascinanti d'Italia che affacciano sull'Adriatico, ma Ravenna non è Trieste guardando alla storia che ha legato, nell'animo, nello spirito, e attraverso l'Impero perduto, la bocca di Vienna sull'Adriatico, Trieste appunto, e la bocca di Budapest sull'alto Adriatico, Fiume. Due città il cui destino è legato al 18 marzo del 1719 quando Carlo VI pose le basi per il porto franco fiumano e triestino. Come raccontano i fiumani il decennio che precedette la prima guerra mondiale ha favorito per il porto di Rijeka un legame speciale con l'Adriatico, Mediterraneo e Atlantico. Pare che questo porto per molti viaggiatori ed emigranti,  fosse anche più conveniente di Trieste o di altri porti europei italiani e occidentali . Poi, con i disastri della prima guerra mondiale, passando dalla scellerata occupazione dannunziana ed i suoi 500 giorni di dittatura, per arrivare al fascismo, il porto d...

Cinque anni per distruggere l'Impero, più di cent'anni per ricongiungere gli stessi territori in Europa

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Decine erano le lingue parlate, il tedesco la principale, italiano e sloveno le meno diffuse, l'Impero austroungarico era un qualcosa di immenso che univa, quelli che oggi sono tredici Stati europei che dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi hanno conosciuto mille peripezie. Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina prossima ad entrare nell'UE, parte del Friuli del Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige, del Montenegro candidato ad entrare nell'UE, parte della Romania, e Polonia e Ucraina in condivisione con Romania, Polonia e Slovacchia, e Serbia candidata ad entrare in UE. Un territorio vasto, per alcuni fragile come un castello di sabbia, per altri un potentato che andava demolito alla prima occasione utile. Cinque anni di devastante guerra, milioni di morti, di feriti e devastazione, poco più di cent'anni per ricongiungere con l'Europa unita buona parte degli stessi territori. Alla fine si to...

Tra le priorità del semestre sloveno la giornata europea contro i totalitarismi. Quanto è credibile la Slovenia che guarda all'Ungheria, Polonia e Russia?

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  La Commissione europea nel suo profilo social, alle critiche che avevo sollevato sul fatto che la Slovenia fosse alla guida del semestre europeo, mi risponde evidenziando che le priorità della presidenza slovena sono ispirate al suo motto: "Insieme. Resilienti. Europa". Il programma della presidenza è incentrato su quattro settori principali: 1. ripresa, resilienza e autonomia strategica dell'UE 2. una riflessione sul futuro dell'Europa 3. stile di vita europeo, Stato di diritto e valori europei 4. maggiore sicurezza e stabilità nel vicinato europeo   Sei mesi passeranno in fretta. Vedremo cosa combinerà la Slovenia. Un programma corposo quello sloveno, politico, ma sei mesi passeranno in fretta. Un programma dove non si parla dei diritti LGBT, di razzismo, di discriminazioni, salvo che per la parità di genere tra uomo e donna nel lavoro, ma si dedica però spazio alla  Risoluzione 1096 (1996) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e della riso...

La "nuova" strategia dell'Italia nelle relazioni con l'Egitto. Scaricare sull'Europa le proprie responsabilità

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No. L'Italia non ha alcuna intenzione di richiamare l'ambasciatore italiano dall'Egitto e neanche di dichiarare il Paese insicuro. L'Egitto ha incassato quello che doveva incassare dall'Italia. Vendita di armi, EastMed, sostegno politico ed economico e zero accordi di cooperazione giudiziaria. L'Europa approva la quinta risoluzione contro l'Egitto di Al Sisi. Ma ad oggi non sembra esserci alcuna intenzione di richiamare l'ambasciatore europeo dal Cairo, nominato da pochi mesi. Intanto l'Italia cosa fa? Si rivolge all'Europa. Deve essere l'Europa a richiamare l'Egitto all'ordine. Perchè? La questione è molto semplice e anche economicamente comprensibile. Perchè gli altri Paesi europei con l'Egitto continuano a comportarsi semplicemente come fa l'Italia da sempre. Vedi la Francia, la Germania, ad esempio. E se l'Italia stoppa le relazioni questi altri Paesi saranno quelli che avranno diretti benefici perchè se ne infischiera...

Il Comitato europeo dei ministri mette sotto osservazione la Slovenia sui diritti delle minoranze. Entro il 2023 deve risolvere le criticità

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  La notizia è stata data in prima battuta da RadioCapodistria a cui è seguito anche l'approfondimento di Stefano Lusa . Si tratta del provvedimento del Comitato dei Ministri europeo che è intervenuto ai sensi dell'articolo 16 della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie . Evidenzia il comitato che una volta preso atto della valutazione effettuata dal Comitato di Esperti della Carta Europea a tutela delle lingue minoritarie , in merito all'applicazione della Carta da parte della Slovenia; preso atto delle osservazioni presentate dalle autorità slovene sul contenuto della relazione del Comitato di esperti; tenendo presente che questa valutazione si basa sulle informazioni fornite dalla Slovenia nel suo quinto rapporto periodico, informazioni supplementari fornite dalle autorità slovene, informazioni presentate da enti e associazioni legalmente stabiliti in Slovenia e sulle informazioni ottenute dal Comitato di esperti durante la visita in loco; raccomanda alla S...

Svolti l'angolo e il confine è chiuso

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Alla fine ci fai l'abitudine. Ti abitui a tutto. E questo è il problema. Ma un tutto che va incontro ad un limite di sopportazione. Questa emergenza coronavirus ha ben sottolineato una cosa. Chi ha potuto ha calcato la mano. C'è chi ne ha approfittato per mettere alla luce il meglio o il peggio di sè. Su tutti i livelli. Dal comunale, al regionale, al nazionale. In ogni ovunque, tutto si è rivelato essere paese. E succede che svolti l'angolo e ti trovi il confine chiuso. Fino all'altro giorno ci andavi per comprare le sigarette, far il pieno alla benzina, andare a visitare il cimitero che nello scorso secolo è stato tagliato in due da una linea che ha diviso i corpi dei morti, che si trovavano con la tomba metà in Italia e metà in Jugoslavia. Oppure svoltavi l'angolo semplicemente per sentirti europeo. Sentirsi europeo significa poter mettere piede in una nazione diversa nel giro di un niente senza dover dare conto a nessuno. Ora sei in Italia, ora sei all'ester...

Coronavirus, dal fai da te delle Regioni, al fai da te dei singoli Stati nell'Europa sempre più a pezzi

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Hanno impedito grazie al cielo ai sindaci di poter emettere ordinanze in materia di coronavirus, anche se all'inizio i sindaci sceriffo non mancavano. Ma il quadro che ne sta venendo fuori in Italia ma anche in Europa è scandaloso. Scandaloso che ogni Regione faccia quello che vuole, con tanto di Governo che ne ha riconosciuto piena facoltà in materia di ordinanze contro il coronavirus. Dal FVG che decretò lo stato d'emergenza senza avere alcun caso, alle passeggiate vietate, agli obblighi di uscire di casa con la mascherina e chi più ne ha più ne metta. Il regionalismo, l'autonomismo sta facendo rimpiangere, per come si sta comportando, il vecchio centralismo. Lo Stato ha cercato di evitare ogni scontro contro le Regioni, è evidente, ma qui la situazione è veramente surreale. Altro che Italia unita. E ne vedremo ancora di cotte e di crude in quella che è iniziata come emergenza regionale, poi diventata nazionale, cosa che doveva esserlo fin dall'inizio, ma con le Regio...

Non siamo l'Ungheria di Orban, ma non crediamoci migliori degli altri

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No. Non siamo l'Ungheria di Orban. Diciamolo da subito. Ma smettiamola di reputarci migliori degli altri. Perchè in Italia un bel cazzotto alla democrazia l'abbiamo dato anche noi. E bello pesante. A partire dalla corsa all'autoritarismo regionale, a partire dal potere spropositato dei DPCM, delle FAQ, delle conferenze stampa che son diventate fonte di diritto. Mentre domina la surreale narrazione, andrà tutto bene, il Paese vive una strage, vive una catastrofe sociale ed economica durissima. Il Parlamento è diventato un qualcosa di inutile, finito quasi su chi l'ha visto. Si guarda un pò a quello che è l'effetto Orban in vari Paesi dei Balcani, ma anche noi non scherziamo. Non scherziamo mica. Abbiamo l'esercito nelle città con poteri di polizia, abbiamo i droni, si sta proponendo di far saltare in aria la privacy per una schedatura che rischia di essere indiscriminata, si utilizzano telecamere, foto cellule, si son identificati ad oggi 4 milioni di cittadini! ...

E' bastato un virus per far saltare in aria l'Europa

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Quei massi che sembrano frutto di una frana, tra il confine italo sloveno, sono l'immagine della più grande frana che ha colpito l'Europa. Quella del coronavirus. Percentuali di contagio minime, da 0, stanno mettendo in ginocchio i Paesi, come l'Italia,per scelte sbagliate nel tempo nell'amministrazione della sanità pubblica. I nodi alla fine vengono al pettine. Recinzioni, New jersey, barriere improvvisate, per chiudersi in fretta e furia. In modo tanto ridicolo quanto impressionante. Effetto a catena. Ha iniziato l'Austria, poi la Slovenia, poi l'Ungheria, si continuerà su questa strada. Ognuno a casa propria. Chiuso all'interno dei propri confini. L'Europa in questa fase ha dimostrato la sua inconsistenza totale. Già sulla questione della gestione dei migranti è stata vergognosa, ma questo è il colpo probabilmente definitivo. Non sono servite guerre, niente di tutto ciò. E' bastato un virus dallo 0, e qualcosa per far saltare in aria tutto nel...

Il 2020 è l'anno della Croazia

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Il 2020 è l'anno della Croazia. Da gennaio a giugno guiderà la presidenza del Consiglio dell'Unione europea che viene esercitata a turno dal governo dei vari stati membri dell'Unione Europea per una durata di sei mesi. La Croazia, durante il suo mandato, vuole ospitare un vertice UE-Balcani occidentali. Sarà l'anno dell'entrata, si spera, nello spazio  Schengen  anche della Croazia, cosa che renderebbe solo un ricordo le fatidiche code ai confini con la Slovenia. Quello della Croazia potrebbe essere il primo allargamento territoriale da oltre un decennio, come viene ricordato dall'UE, a questa parte (l'ultimo Stato ad aderire è stata la Svizzera nel 2008). Da annotare che Francia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Germania e Austria hanno reintrodotto controlli temporanei di frontiera (ancora attivi al 26 ottobre 2019).  Sarà l'anno della città di Rijeka/Fiume, capitale europea della cultura. Insomma, il 2020 si prospetta a livello po...

L'Europa spazza via tutte le ideologie del '900. 23 agosto giornata europea contro nazifascismi e comunismi

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Non è uno scherzo. E' successo realmente. Il sogno di tanti anticomunisti finalmente si è realizzato. Il Comunismo è stato assimilato al nazifascismo. Il tutto è successo con una Risoluzione del  Parlamento europeo del 19 settembre, che ha visto una convergenza di voti di anime politiche diverse, opposte, ma tutte accomunate dal sentimento anticomunista.  Una risoluzione di 22 punti che parte con il pretesto storico della ricorrenza "dell'ottantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale, che ha causato sofferenze umane fino ad allora inaudite e ha portato all'occupazione di taluni paesi europei per molti decenni a venire ".  Richiamandosi subito il patto del 23 agosto 1939 , con il quale "l'Unione Sovietica comunista e la Germania nazista firmarono il trattato di non aggressione, noto come patto Molotov-Ribbentrop, e i suoi protocolli segreti, dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regi...