La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?". Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — cosa succede? Si sfracellano. Si dividono ferocemente. Fanno, per intenderci, la fine dei Måneskin: ognuno per la sua strada e arrivederci a tutti. E oggi cosa resta di quel sogno? Il nulla, sostanzialmente.
Certo, rimane qualche vantaggio del Porto Franco. Poi hanno preso l'area del Porto Vecchio e l'hanno ribattezzata "Porto Vivo". Ora, che prima non se la passasse benissimo è un dato storico, ma "Porto Vivo" dal punto di vista linguistico è veramente un’offesa al pudore! Ma la verità storica — ed è qui che bisogna stare attenti — è una sola: né i "cattivissimi" comunisti sovietici, né i "buonissimi" angloamericani (quelli che ci avevano liberati a fior di bombe dal cielo, compensandoci poi con le barrette di cioccolato e un generale "volemose bene") hanno mai voluto davvero un Territorio Libero. Se l'avessero voluto, l'avrebbero fatto funzionare! Invece l'hanno affossato senza troppi complimenti. Neanche il governatore hanno mai nominato!
E allora quel richiamo nostalgico che ancora si nota su un bel palazzo liberty in Piazza della Borsa cos'è? È puro folclore politico, un’attrazione per turisti. Esattamente come la scritta Hollywood sulle colline di Los Angeles, o come farsi un selfie con la statua di Gabriele D'Annunzio. Ah, D’Annunzio! Immaginatevelo lì, leggermente stempiato, che legge i suoi scritti su Fiume e medita su come liberarsi di quella che lui, con l'eleganza che lo contraddistingueva, definiva la "mandria di porci" dei croati. Perché li chiamava proprio così, sapete? E uno oggi si chiede: ma non sarà stato mica un po' razzista, il nostro "ducetto mancato"? Eh, andatelo a spiegare ai turisti che si fanno le foto sorridenti. Loro, poveretti, davvero non sanno quello che fanno e forse non capiscono quello che vedono e d'altronde come dargli torto? Perchè è un frullato storico clamoroso racchiuso in pochi metri quadri!


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?