Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Coronavirus, dal fai da te delle Regioni, al fai da te dei singoli Stati nell'Europa sempre più a pezzi

Hanno impedito grazie al cielo ai sindaci di poter emettere ordinanze in materia di coronavirus, anche se all'inizio i sindaci sceriffo non mancavano. Ma il quadro che ne sta venendo fuori in Italia ma anche in Europa è scandaloso. Scandaloso che ogni Regione faccia quello che vuole, con tanto di Governo che ne ha riconosciuto piena facoltà in materia di ordinanze contro il coronavirus. Dal FVG che decretò lo stato d'emergenza senza avere alcun caso, alle passeggiate vietate, agli obblighi di uscire di casa con la mascherina e chi più ne ha più ne metta. Il regionalismo, l'autonomismo sta facendo rimpiangere, per come si sta comportando, il vecchio centralismo. Lo Stato ha cercato di evitare ogni scontro contro le Regioni, è evidente, ma qui la situazione è veramente surreale. Altro che Italia unita. E ne vedremo ancora di cotte e di crude in quella che è iniziata come emergenza regionale, poi diventata nazionale, cosa che doveva esserlo fin dall'inizio, ma con le Regioni che continuano a fare quello che vogliono e con i cittadini che non ci stanno più a capire niente. Su una scala più vasta questa è la stessa identica cosa che sta succedendo a livello europeo. Si era iniziato con Austria, Slovenia, che avevano chiuso i loro confini, poi l'Ungheria che fa quello che vuole sapendo di poter fare quello che vuole perchè è una barriera contro i migranti irrinunciabile per l'Europa e soprattutto uno scudo contro il nemico ex sovietico nell'Europa made in USA. Che mira diventare come gli USA, i famosi USE, ma sta andando a pezzi. Si dice che siamo tutti sulla stessa barca, ma qui prevale la logica, penosa, vergognosa, del fai da te.

mb

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