Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

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Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

Da Capodistria a Fiume, da Trieste a Udine passando da Gorizia, una regione fondata sulle minoranze, cuore della Mitteleuropa

 


Si parlavano tante lingue, e tante se ne continuano a parlare. L'Impero Asburgico è stato chiaramente anticipatore di quell'Europa che altro non è un grande contenitore di identità, nazionalità, di maggioranze e minoranze. Ci sono lingue principali, come allora era il tedesco, e poi nella Pubblica Amministrazione si dovevano conoscere i fondamenti almeno di quelle parlate nelle proprie città, ora sono l'inglese con il tedesco ed il francese a giostrarsi il primato, in un vecchio continente dove si parlano la bellezza di 24 lingue ufficiali, più una miriade di non ufficiali con decine e decine di dialetti e varianti. Sono queste: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, tedesco, svedese e ungherese. Sotto l'Impero erano una ventina: Tedesco, ungherese, italiano, sloveno, serbo, croato, romeno, polacco, ceco, friulano, istroveneto, slovacco, ruteno, yiddish, mòcheno, cimbro, ladino. La forza di questa fetta di mondo straordinaria, è data dalla mescolanza di culture, identità, lingue, plurime. Purtroppo i nazionalismi hanno cercato con la violenza ed il razzismo di annientare quelle ritenute ostili, inferiori, non degne di tutela o di essere riconosciute come identità. Da Capodistria a Fiume, da Trieste ad Udine, passando da Gorizia, esiste una sola regione europea, fondata sulle minoranze, senza queste, si racconterebbe una terra qualunque, grigia, fumosa, priva di quella caratteristica che la rende unica e straordinaria. Per questo è fondamentale tutelare in ogni sede i diritti delle rispettive minoranze autoctone e quelle che si affermeranno, perchè tutto è in evoluzione, perchè senza minoranze, non ci sarà identità, storia e futuro.

mb







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