Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Da Capodistria a Fiume, da Trieste a Udine passando da Gorizia, una regione fondata sulle minoranze, cuore della Mitteleuropa

 


Si parlavano tante lingue, e tante se ne continuano a parlare. L'Impero Asburgico è stato chiaramente anticipatore di quell'Europa che altro non è un grande contenitore di identità, nazionalità, di maggioranze e minoranze. Ci sono lingue principali, come allora era il tedesco, e poi nella Pubblica Amministrazione si dovevano conoscere i fondamenti almeno di quelle parlate nelle proprie città, ora sono l'inglese con il tedesco ed il francese a giostrarsi il primato, in un vecchio continente dove si parlano la bellezza di 24 lingue ufficiali, più una miriade di non ufficiali con decine e decine di dialetti e varianti. Sono queste: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, tedesco, svedese e ungherese. Sotto l'Impero erano una ventina: Tedesco, ungherese, italiano, sloveno, serbo, croato, romeno, polacco, ceco, friulano, istroveneto, slovacco, ruteno, yiddish, mòcheno, cimbro, ladino. La forza di questa fetta di mondo straordinaria, è data dalla mescolanza di culture, identità, lingue, plurime. Purtroppo i nazionalismi hanno cercato con la violenza ed il razzismo di annientare quelle ritenute ostili, inferiori, non degne di tutela o di essere riconosciute come identità. Da Capodistria a Fiume, da Trieste ad Udine, passando da Gorizia, esiste una sola regione europea, fondata sulle minoranze, senza queste, si racconterebbe una terra qualunque, grigia, fumosa, priva di quella caratteristica che la rende unica e straordinaria. Per questo è fondamentale tutelare in ogni sede i diritti delle rispettive minoranze autoctone e quelle che si affermeranno, perchè tutto è in evoluzione, perchè senza minoranze, non ci sarà identità, storia e futuro.

mb







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