Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Quando il confine divise non solo i vivi ma anche i morti, come a Merna





Le vicende del Confine Orientale italiano sono tanto complesse, quanto lineari sotto il segno dei nazionalismi, male assoluto del '900.  Lineari come quella diagonale che per trent'anni ha diviso vivi e morti, di qua e di là, a Merna/Miren. Per capire quanto sia importante l'Europa, il senso di Europa senza barriere, confini, almeno negli intenti, perchè nella realtà l'Europa di confini e barriere ne ha ancora oggi fin troppe per respingere i popoli migranti, basta fare un salto al cimitero di Merna. Alle porte di Gorizia. Siamo in Slovenia. Si continua a far fatica nel comprendere come certe cose possano essere accadute, eppure son successe. 

 



Una società che non aveva rispetto per i morti, figurarsi che rispetto poteva avere per i vivi. Corpi divisi, metà in Italia, metà in Jugoslavia. Questo fu ciò che accadde con il Trattato di Pace, fino, praticamente, al Trattato di Osimo. Trent'anni di divisioni, di follie, in un territorio che per secoli conviveva pacificamente, poi, però, con la prima guerra mondiale e la caduta dell'Impero Austroungarico, in comune, di condiviso, non rimase che lo stesso cielo, metaforicamente parlando. Quella linea del cimitero di Merna, sia da monito, perchè ciò che è stato non si ripeta più.

mb

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