Cinque anni per distruggere l'Impero, più di cent'anni per ricongiungere gli stessi territori in Europa
- Ottieni link
- X
- Altre app
Decine erano le lingue parlate, il tedesco la principale, italiano e sloveno le meno diffuse, l'Impero austroungarico era un qualcosa di immenso che univa, quelli che oggi sono tredici Stati europei che dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi hanno conosciuto mille peripezie. Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina prossima ad entrare nell'UE, parte del Friuli del Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige, del Montenegro candidato ad entrare nell'UE, parte della Romania, e Polonia e Ucraina in condivisione con Romania, Polonia e Slovacchia, e Serbia candidata ad entrare in UE. Un territorio vasto, per alcuni fragile come un castello di sabbia, per altri un potentato che andava demolito alla prima occasione utile. Cinque anni di devastante guerra, milioni di morti, di feriti e devastazione, poco più di cent'anni per ricongiungere con l'Europa unita buona parte degli stessi territori. Alla fine si torna si va avanti, per tornare indietro, certo, non ci sarà più l'Impero, esiste un sistema democratico anche se ricchissimo di contraddizioni, ci sono ancora confini e frontiere da abbattere, ma una cosa è certa, si veda il caso Trieste. Solo ripristinando la connessione tra i territori come sussisteva sotto l'Impero è possibile ricomporre quel puzzle plurale e multiculturale ed interconnesso a livello economico e sociale che ha determinato la ricchezza di terre, divise dalla storia, ma unite da un qualcosa che alla fine, pur se in modo diverso, si sta in un certo senso emulando.
mb
- Ottieni link
- X
- Altre app

Commenti
Posta un commento