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Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

I venerdì catalani per l'indipendenza

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Il calendario è fitto e ricco di impegni. Tutti i venerdì sino a fine anno sono già stati calendarizzati con le camminate catalane per l'indipendenza, per la democrazia, per la libertà. C'è chi ha osato dire che gli scontri di queste settimane verificatosi soprattutto nella capitale catalana, Barcellona, siano stati anche di portata maggiore rispetto al terrorismo basco. Cosa sconcertante che lascia trapelare che cosa si profila all'orizzonte in una Spagna che è chiamata alle urne. La Catalogna chiede democrazia, solo un referendum consultivo popolare potrà far sapere cosa vogliono i catalani. Ad oggi si è data la possibilità di votare e con fatica solo al 43% dei catalani. La situazione è tesa alle stelle come non mai. Si profila una situazione da rischio di guerra civile in una questione che è tutt'altro che affare "locale" e spagnola, ma di interesse generale e certamente europeo. Ma l'Europa, al momento, continua a far finta di nulla, mentre in Cat...

La Catalogna avanti tutta verso l'indipendenza. La democrazia non è una questione interna spagnola

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Praticamente non c'è un solo giorno dove in Barcellona e in Catalogna non si scenda in piazza per manifestare a sostegno dell'indipendenza della Catalogna, ma ci sono anche manifestazioni di tenore opposto. Indipendenza il cui processo è storico, secolare. Una regione autonoma, che vuole diventare nazione, è una piccola potenza economica, in Europa sarebbe tra le prime dieci nazioni, ha una propria lingua, ha una propria identità. Nessuna Costituzione al mondo delle più importanti democrazie contempla il diritto al separatismo, ma questo non significa che non sia legittimo. Il processo d'indipendenza catalano ha avuto una sua accelerazione soprattutto nella lotta contro il franchismo ed a causa delle repressioni violente del dittatore fascista. In questo nuovo secolo si è assistita da una nuova vitalità del movimento catalano. La maggioranza della Catalogna vuole l'indipendenza? Numeri certi ad oggi non ci sono. Certamente la maggioranza assoluta dei catalani voglio...

Dall'attentato dell'ISIS,alle condanne a 100anni per gli indipendentisti. Ma la Spagna ha già perso la Catalogna

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Nulla è casuale in tutto ciò che accade in questi ultimi anni in Catalogna. Il 17 agosto del 2017 si consuma l'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa. Accadrà a Barcellona. Cosa che nessuno forse si aspettava a livello di opinione pubblica, anche se il livello d'allerta era alto, talmente alto che nella zona dove accadde il fatto, sulla Rambla, non c'era neanche un New jersey, un controllo serrato, niente.  C'è stato lo scarica barile, alla fine chi ha pagato il prezzo sono state le vittime di quel tremendo attentato del 17 agosto del 2017. 15 morti a Barcellona e 130 feriti. Una strage. Qualcosa non quadrava in quel tempo. Il pensiero di tanti è stato che quel fatto non è stato impedito perchè serviva a destabilizzare la Catalogna. Il re di Spagna, l'odiato re dai catalani, per due volte, in relazione a quel fatto, si recherà a Barcellona. L'attentato avverrà a poche settimane dall'evento storico che porterà Barcellona e la Catalogna su tut...

E' giusto riconoscere l'indipendenza della Catalogna. La vuole il suo popolo

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100 anni di carcere ai capi dell'indipendentismo catalano e la Catalogna tutta è in rivolta. Pretendendo ciò che il suo popolo chiede da sempre. Indipendenza. Nessuna costituzione degli stati più importanti al mondo contempla il diritto alla separazione, al separatismo, poichè tutela l'integrità nazionale. Ma dal momento che hai un popolo intero che vuole il suo Stato, la sua Nazione, che questo Stato che questa Nazione, abbia luogo. Nessuno ha prescritto che la Spagna deve continuare ad essere unita per l'eternità. Si può ragionare se nel mondo di oggi abbiano senso o meno questi processi di separatismo, sono sempre più diffuse le richieste di farsi la propria Nazione. Alcune letteralmente campate in aria, altre, come nel caso catalano, con una storia importante, con radici importanti. Sono soprattutto i giovani a volere questa indipendenza e non vogliono più sottostare alla monarchia spagnola. Barcellona è in rivolta, una rivolta che dura da anni e in questi giorni è ...

Barcellona e la Catalogna in rivolta come Hong Kong.Un mondo in lotta da Parigi a Londra, dal Cairo all'Ecuador

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Dopo le condanne pesantissime contro alcuni capi dell'indipendentismo catalano, Barcellona e la Catalogna sono in una rivolta incredibile. Che continua da giorni, dal blocco dell'aeroporto ad una notte infuocata, tra auto incendiate, barricate, decine di arresti, blocchi stradali. Tanti feriti anche tra le forze dell'ordine. Il tempo degli applausi ai los Mossos quando Barcellona venne invasa dalla polizia federale spagnola, è finito, per ora. Ora lo scontro è totale. E si prepara la città a vivere un sabato infuocato. Si annuncia il tutto chiuso. Manifestazioni che ricordano un pò quelle di Hong Kong. Vogliono la loro piena autonomia ed indipendenza. Questioni che in una società sempre più complessa non è detto che non possano trovare anche altre emulazioni in altre realtà europee e non. Ad esempio in Egitto si è iniziato ad alzare la testa per rovesciare la dittatura di Al Sisi,  cosa repressa in modo durissimo, in Ecuador la situazione è tesissima, in Venezuela   ...

Due anni dall'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa, Barcellona,l'obiettivo era il referendum per l'indipendenza?

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Le 15 vittime di Barcellona, i 130 feriti di Barcellona, forse delle beghe politiche catalane non sapevano niente e manco erano interessati. Erano lì per godersi una delle vie più belle d'Europa, in una delle città più vitali d'Europa. Un pomeriggio spensierato, di caldo d'agosto. Poi la follia pianificata omicida. Il furgone bianco sulla Rambla, colpisce le persone come fossero birilli, fugge, la gente scioccata, e la storia è nota. E' stato quello l'ultimo grande attentato rivendicato dall'ISIS in Europa. Poi, si è spento, la macchina omicida si è fermata, dopo anni di terrore sparso per il vecchio continente che si è rivelato essere più vulnerabile del previsto. Mentre l'ossessione per la sicurezza ha continuato ad affermarsi in Europa favorendo la scalata dei nazionalismi e neofascismi. Il livello dell'allerta, si è raccontato per il rischio attentati a Barcellona, era alto. Ma i turisti non lo sapevano. Non lo sapevamo neanche noi che eravamo lì...

17 agosto 2017 di Barcellona.L'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa ma l'allerta deve essere alta in vista del 2019

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Un pomeriggio spensierato, come tanti. In giro per la città, una delle più vitali d'Europa, una città che però si appresterà a conoscere un periodo nero, nerissimo, tremendo. Un furgoncino bianco a velocità incontrollata sale sul marciapiede centrale della Ramblas. Non era presidiata, nonostante l'allerta terrorismo fosse stata alta. Non c'erano i New Jersey che caratterizzano tutte le piazze europee, per diventare a lungo andare elemento di decorazione securitario delle città. Corre, corre veloce, il suo unico scopo era ammazzare più gente possibile. Come birilli. Ennesimo attentato in stile videogame. Gente in fuga. Ed il mondo si ferma. 16 morti e 130 feriti, di almeno trentaquattro nazionalità diverse. Tra quelli refertati. Morirono anche due ragazzi italiani. Sarà quello l'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa. Poi Barcellona dopo quel fatto conoscerà un lungo periodo di instabilità con la vicenda dell'indipendenza che porterà ad uno scontr...

Terrorismo in UE: dal 2014 più di 2500 arresti, più di 350 vittime e 65 attentati. L'anno del terrore è stato il 2015

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I numeri che riguardano il terrorismo islamista in Europa sono importanti, certo, se rapportati a quello che accade in altri parti  del Mondo, come in Africa o Medio-Oriente, il totale complessivo delle vittime che vi sono state in Europa in quattro anni sono un niente rispetto a quelle cagionate altrove. Ma è un niente che è in realtà un tutto per chi vi è stato coinvolto, per i famigliari e soprattutto per l'Europa che è stata colpita. La reazione è stata comunque notevole dal punto di vista repressivo e preventivo, anche se dopo Barcellona, dopo quel 17 agosto 2017 , vi è stato un cambio strategico e comunicativo notevole nei confronti del terrorismo islamista, come è evidente ai più, le cui fobie e paure che ne se sono derivate, che hanno fatto saltare i nervi, sono state determinanti per spingere il vecchio Continente indietro nel '900. Un viaggio nel tempo doloroso e reazionario. Guardando i dati forniti dall’Europol  nel 2017 nell’UE sono mo...

Dalla terza guerra mondiale a pezzi al dopo Barcellona, come è cambiata la comunicazione sul terrorismo

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Dopo quel maledetto 17 agosto del 2017, nulla è stato più come prima. Non solo per le famiglie coinvolte o per chi si porterà per sempre dietro la drammaticità di quell'atto, ma per come cambierà la strategia mediatica di comunicazione. Il terrorismo islamista lentamente sparisce dalle cronache nazionali. Inizia a non essere più un problema. Si era arrivati sul punto di perdere le staffe nelle città europee sempre più militarizzate. Ma il passaggio dai controlli serrati a trasformare i New Jersey in panchine è stato breve. Certamente ha influito il quadro internazionale, l'aver demolito la roccaforte del terrorismo islamista. Però ogni volta che accadeva qualcosa si parlava fugacemente del fatto, lo si rilegava a possibile azione di qualche squilibrato, come se gli islamisti fossero equilibrati, di folle, come se gli islamisti fossero lucidi, cadevano le certezze, cadevano le prime pagine, le dirette mondiali. Per poi la notizia sparire, non sapere più la matrice, la ...

Referendum #1Oct si lotta per la democrazia nel Regno di Spagna che ha indignato il mondo

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Proiettili di gomma, spintoni, cariche, seggi occupati, porte sfondate, vie sfollate. La Catalogna è stata occupata dalla Polizia spagnola. I catalani lo hanno gridato a gran forza. A mani alzate e con il foglio su cui votare, stampato a casa, hanno cercato di esercitare un loro diritto. Il referendum era incostituzionale? Avrebbero dovuto gestire il tutto tramite le vie della democrazia. Tanto nessuna indipendenza ci sarà, per ora, e  non ci sarebbe stata anche nel caso di una votazione ordinaria. E' stato detto che se l'indipendenza non sarà consensuale non ci sarà. Il divorzio consensuale è difficile nella causa catalana. La reazione spagnola ha avuto l'effetto di peggiore la situazione, risvegliare nazionalismi di varia natura, da quello catalano a quello basco a quello spagnolo. Si è lottato soprattutto per una bandiera ma prima di tutto per la democrazia. Quella negata alla Catalogna. L'esito del voto sarà irrilevante, quello che conta è il gesto. E la Catalog...

Catalogna il rumoroso silenzio prima del caos

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Il popolo catalano ha reagito. Chi con i pugni chiusi ha occupato le scuole, chi con la fisarmonica i centri civici. Ma la maggior parte dei luoghi ove si dovrebbe esercitare un paventato diritto di voto, sono stati blindati. Non voteranno in tanti, ma in molti riusciranno a votare. La quantità avrà un suo peso, i numeri avranno un peso e lo scopo del governo catalano è portare alle urne almeno poco più della metà degli aventi diritto al voto. Cosa accadrà il primo ottobre? Lo scopriremo vivendolo. Ci saranno diversificati momenti di tensione, di lotta, nella battaglia di una domenica autunnale che segnerà la storia dell'Europa e del Regno di Spagna.  Ma non finirà qui. Si è riacceso anche il sentimento indipendentista e nazionalista basco, in questo lo Stato centrale spagnolo è stato proprio un gran maestro.Il disastro è compiuto. Ognuno avrà le sue valutazioni, sono due nazionalismi che si scontrano, due storie diverse, che non possono e non vogliono più convivere, ma il di...

L'indipendenza della Catalogna sarà inevitabile perchè sono soprattutto i giovani a volerla.Non vogliono la monarchia

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A prescindere dal fatto che sia giusto o non giusto staccarsi dal Regno di Spagna, c'è una questione che mi pare sia sfuggita e non analizzata a dovere. I giovani. Sono soprattutto i giovani a volere l'indipendenza e questo è un fattore che prima o poi farà la differenza. I giovani non vogliono vivere in un Paese dove esiste ancora la monarchia ed allora se la monarchia non cade saranno loro a lottare perchè la Catalogna vada via, via dal Regno di Spagna.  Ci sono tante questioni, economiche, soprattutto, politiche, di nazionalismo, storiche, etiche, che vanno prese seriamente in considerazione. Non è la Catalogna a tremare ma il Regno di Spagna, la Spagna senza la Catalogna sarà più debole. Il primo ottobre voteranno, esprimeranno al mondo intero la loro idea, la loro volontà, verrà dichiarato al mondo che chi ha potuto votare ha votato per l'indipendenza da una Spagna che non ha saputo dialogare e gestire politicamente una partita delicata. Dei compromessi sarebber...

Primi sondaggi: Al referendum per la Catalogna andrà a votare il 63%, vince il sì con l'83%

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Ancora non è chiaro come voteranno i catalani soprattutto nella città di Barcellona. Sia perchè sotto assedio, sia perchè le scuole sono state chiuse, nei centri civici non si potrà votare e le schede vengono continuamente sequestrate. Un mistero tutto da capire. Arrivano i primi importanti sondaggi. Pare che non ci sarà una partecipazione di massa al voto. Si parla del 63%. Cifra che sarebbe cresciuta del 10% grazie alla reazione dello Stato centrale. D'altronde era noto ai più che in Catalogna in molti stavano cambiando idea e che se Madrid avesse gestito la cosa politicamente non ci sarebbe stato nessun plebiscito. Ma ha preferito la via della reazione e della repressione, sbagliando. Il sondaggio pubblicato da eldiario.es rileva che l'indagine condotta da GAPS prevede uno Partecipazione tra 63,3% e il 65,4% degli intervistati il ​​che rappresenta il numero in assoluto di 3.4 milioni di catalani. Il 17 settembre, lo stesso sondaggio, prevedeva una partecipazione al r...

Come faranno a votare in Catalogna per il referendum? La polizia bloccherà i seggi. Seggi volanti?

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Democrazia o non democrazia. Il referendum consultivo è stato dichiarato illegale. Per preservare e rispettare il massimo organo di giustizia dello Stato spagnolo si applicano misure dure ma non ancora pienamente dure. Il noto articolo 155 della Costituzione spagnola non è stato ancora applicato. Arresti, lettere di diffida, chiusura di siti internet, sequestro del materiale elettorale, blocco dei seggi, sia delle scuole che degli enti locali , centri civici, università, e chi disobbedirà verrà arrestato. Dicono che questa vicenda dovrebbe risolversi con e nella democrazia. E come? Dicono che nessun referendum ci sarà e che nessuna dichiarazione unilaterale di indipendenza ci sarà. La linea dominante è che la via del dialogo possa portare alla fine del processo d'indipendenza, ad una maggiore autonomia e revisione della costituzione, come auspicato dal JPMorgan tra le altre cose. Anche se da parte di Madrid non arriva alcuna indicazione in tal senso. Se lo Stato spagnolo non av...

A pochi giorni dal voto in Catalogna il capo del governo spagnolo vola negli USA

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Il primo incontro bilaterale tra il governo spagnolo e quello americano cade nella settimana più calda della recente storia spagnola, quella che si concluderà con l'ipotetico voto della Catalogna per l'indipendenza.  Rajoy e Trump si erano già sentiti tre volte dopo la vittoria elettorale di Trump. L'ultima volta che si sono sentiti ufficialmente è per le condoglianze americane per l'attentato del 17 agosto.  Sarà un caso che questa prima visita bilaterale cade proprio in questi giorni? Che vedono la Spagna e Catalogna precipitare in una situazione di guerra civile?   Quello di cui ufficialmente si parlerà saranno questioni economiche, gli USA sono la prima destinazione per le esportazioni spagnole fuori dall'area UE. Il volume commerciale bilaterale è aumentato gradualmente negli ultimi anni, raggiungendo i 24.344 milioni di euro nel 2016. Gli Stati Uniti sono il primo investitore in Spagna, con un titolo nel 2015 di 50.046 milioni di euro. La pre...

Riconoscendo maggiore autonomia al Veneto e Lombardia, si apre la strada ad una futura secessione

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I processi di secessione od indipendenza, sarà un caso, ma caso non è, traggono la loro forza sicuramente da vicissitudini identitarie, storiche, tradizionali ben affermate e radicate, ma il vero motore che determina il tutto è solo ed esclusivamente l'economia. Sono le zone più ricche che vogliono staccarsi. Così era per la Padania, ma il secessionismo è crollato nel momento in cui si è scagliata in Italia la crisi economica del 2008 impoverendo anche il ricco nordest. La Catalogna rispetto alla Spagna ha superato bene la crisi, ed ora rivendica con forza la sua indipendenza, un nazionalismo minore che si scontra con quello maggiore spagnolo, quando il vero problema che lì avrebbero sarebbe quello di affossare la monarchia. Siamo nel terzo millennio ed esiste ancora la monarchia. Pazzesco, ma è così. La Catalogna come da Costituzione godeva ed ha goduto di profonda autonomia. Ma questa non è più bastata. Arrivati ad un certo punto, potendoselo permettere, perchè ricca, decid...

Dal monastero di Santa Maria de Montserrat omelia contro la repressione della Spagna

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Padre Sergi d'Assís dallo storico monastero di Santa Maria de Montserrat ha pronunciato delle parole che hanno avuto eco importante non solo nella Catalogna ma anche in tutta la Spagna. Omelia di carattere politico, perchè la difesa dei diritti civili è atto politico. Cosa ha detto Sergi d'Assis?    Abbiamo visto come sono stati minacciati e in alcuni casi come i diritti fondamentali sono stati violati: il diritto di riunione, della libertà di espressione, sono stati lesi come diritto, come il diritto di essere consultato. Noi dobbiamo dire no alla repressione, dobbiamo mirare alla libertà ed al rispetto dei diritti più fondamentali, e se qualcuno ha dei dubbi, prenda la Dichiarazione dei diritti umani; per esempio, l'articolo 19 sulla libertà di espressione Atto significativo, che probabilmente non sarà l'ultimo che arriverà dalla società composita catalana in quella che si appresta ad essere una delle settimane più calde della recente storia catalana e spa...

JP Morgan sulla Catalogna: maggiore autonomia e revisione della Costituzione spagnola

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dispiegamento polizia spagnola a Barcellona Interviene la nota agenzia di rating JPMorgan e quando queste realtà aprono la bocca le orecchie devono essere ben sintonizzate, visto che il sistema economico nel quale ci troviamo è quello capitalistico e visto che loro sono parte vitale di questo sistema. La notizia arriva da El Periodico che come è noto si è schierato totalmente a favore dell'indipendenza catalana.  "L'agenzia di rating JP Morgan ha detto in una nota  che è necessaria un'offerta di " maggiore autonomia per la Catalogna " e "f orse una revisione completa della Costituzione ". Queste due offerte potrebbero aiutare a " riaprire il difficile canale di comunicazione " tra Stato e governo regionale, dopo il 1 ° ottobre. " Dal nostro punto di vista, con più concessioni da Madrid, la Catalunya si avvicinerà allo situazione di uno stato semi indipendente in una condizione federativa , quindi non ci sarebbe molto...

Cori e sapori di indipendenza nel derby catalano tra Girona e Barcellona

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Barcellona, Espanyol, Girona tre squadre di calcio della massima serie del Campionato di calcio spagnolo, noto come la Liga, che fanno parte della comunità autonoma della Catalogna. Tre squadre di calcio che in caso di indipendenza dovrebbero per coerenza abbandonare la Liga e partecipare ad un campionato minuscolo della Catalogna.    Quella Catalogna in fermento per il suo processo di indipendenza, ovviamente difficile da conseguire, in una situazione ad alta tensione, militarizzata in modo reazionario dallo Stato centrale spagnolo e dove il rischio che il tutto possa sfociare in atti violenti senza ritorno è elevato. Il calcio ha un ruolo importante in tutto ciò. Nota è la posizione ufficiale del Barcellona calcio, che si è schierato fin dall'inizio a favore dell'indipendenza catalana. Nel secondo derby della Catalogna tra Barcellona e Girona lo stadio ha intonato un solo grido, indipendenza. Ed il governo catalano era orgogliosamente presente. Ennesima puntata,...

A Barcellona aggressioni fasciste contro gli indipendentisti. Si rischia la "guerra" civile?

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Ai cori da stadio delle migliaia di migliaia di catalani che da giorni denunciano la repressione dello Stato centrale spagnolo, per le strade di Barcellona gruppi organizzati di fascisti o nazionalisti spagnoli rispondono aggredendo. Sono diverse le segnalazioni che arrivano attraverso i social. Basta urlare viva l'indipendenza e vieni aggredito, oppure essere oggetto di uno schifoso sputo.  Non si nascondono nelle loro gestualità. Alla bandiera spagnola si contrappone quella catalana. L'antifascismo dovrebbe mirare all'internazionalismo, andare oltre gli sterili e banali processi di rivendicazione territoriale, secessioniste. La democrazia è stata violata, avrebbe potuto lo Stato centrale lasciar votare, anche perchè l'esito non sarebbe stato così scontato come invece lo sarà dopo la repressione spagnola. Ciò a prescindere di come e dove si voterà. Oramai il plebiscito è garantito.  E ciò pare essere anche l'occasione delle occasioni per Madri...