Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Barcellona e la Catalogna in rivolta come Hong Kong.Un mondo in lotta da Parigi a Londra, dal Cairo all'Ecuador

Dopo le condanne pesantissime contro alcuni capi dell'indipendentismo catalano, Barcellona e la Catalogna sono in una rivolta incredibile. Che continua da giorni, dal blocco dell'aeroporto ad una notte infuocata, tra auto incendiate, barricate, decine di arresti, blocchi stradali. Tanti feriti anche tra le forze dell'ordine. Il tempo degli applausi ai los Mossos quando Barcellona venne invasa dalla polizia federale spagnola, è finito, per ora. Ora lo scontro è totale. E si prepara la città a vivere un sabato infuocato. Si annuncia il tutto chiuso. Manifestazioni che ricordano un pò quelle di Hong Kong. Vogliono la loro piena autonomia ed indipendenza. Questioni che in una società sempre più complessa non è detto che non possano trovare anche altre emulazioni in altre realtà europee e non. Ad esempio in Egitto si è iniziato ad alzare la testa per rovesciare la dittatura di Al Sisi,  cosa repressa in modo durissimo, in Ecuador la situazione è tesissima, in Venezuela  dopo i falliti colpi di stato "democratici e anticomunisti" è altalenante, in Francia non c'è giorno che non ci siano proteste e manifestazioni contro il governo, i gilet gialli non si arrendono. Anzi. A Londra migliaia di fermi per le proteste contro il governo per i cambiamenti climatici. Ed in tutto ciò la guerra immancabile, perchè quella in questo mondo non manca mai. Basta pensare alla situazione bollente quotidiana tra Israele e Palestina. Anche se al momento tutta l'attenzione è focalizzata sul fronte siriano con i turchi che vogliono spazzare via dalla faccia della terra i curdi. Con una società globale che si è in modo sorprendere schierata a difesa dei curdi, basterebbe un niente per fermare i turchi, ad oggi poco e niente, a parte migliaia di parole, fiumi di "ciacole" e l'intervento della Siria spalleggiata dalla Russia che cercherà di fare bottino pieno di questa situazione.  In un mondo dove i focolai accesi sono comunque troppi.

mb

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