Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Dall'attentato dell'ISIS,alle condanne a 100anni per gli indipendentisti. Ma la Spagna ha già perso la Catalogna

Nulla è casuale in tutto ciò che accade in questi ultimi anni in Catalogna. Il 17 agosto del 2017 si consuma l'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa. Accadrà a Barcellona. Cosa che nessuno forse si aspettava a livello di opinione pubblica, anche se il livello d'allerta era alto, talmente alto che nella zona dove accadde il fatto, sulla Rambla, non c'era neanche un New jersey, un controllo serrato, niente. 
C'è stato lo scarica barile, alla fine chi ha pagato il prezzo sono state le vittime di quel tremendo attentato del 17 agosto del 2017. 15 morti a Barcellona e 130 feriti. Una strage. Qualcosa non quadrava in quel tempo. Il pensiero di tanti è stato che quel fatto non è stato impedito perchè serviva a destabilizzare la Catalogna. Il re di Spagna, l'odiato re dai catalani, per due volte, in relazione a quel fatto, si recherà a Barcellona. L'attentato avverrà a poche settimane dall'evento storico che porterà Barcellona e la Catalogna su tutti i media internazionali per la seconda volta. Il referendum di ottobre sull'indipendenza. Ci sarà una repressione senza precedenti nell'era democratica della Spagna. Immagini che richiamavano i tempi del franchismo. Nonostante il disastro, e le violenze, in modo coraggioso e determinato alle urne si recherà il 43% degli aventi diritto, una cifra enorme per quello che accadde quel giorno. Praticamente nessuna Costituzione al mondo  dei principali Stati democratici contempla come legale un siffatto referendum, ma legalità e legittimità non sempre fanno rima. Ed il popolo catalano, alla luce della sua storia secolare, rivendica la propria nazione indipendente. Ciò è stato negato. Verrà proclamata l'indipendenza. La conseguenza sarà altrettanto dura. Arresti dei principali leader catalani.  E la macchina ad orologeria si muoverà nuovamente.

A poche settimane dal voto, il 10 novembre si ritornerà a votare in Spagna, il Tribunale Supremo, ha pubblicato la sentenza che ha condannato 12 catalani a cent'anni di galera complessivi. La reazione è stata durissima in Catalogna. E non poteva che essere così. Sciopero generale, rinvio della sfida tra Barcellona e Real Madrid, cosa che non accadde forse neanche ai tempi del fascismo spagnolo,Barcellona messa a fuoco, ma saranno le proteste pacifiche a dominare la piazza, ma non a livello mediatico. La Spagna ha perso la Catalogna, questo è un concetto oramai ben chiaro per tanti, ma non per tutti. Ci saranno situazioni ancora ai limiti della guerra civile, ma indietro non si potrà più tornare.

mb

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