Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

17 agosto 2017 di Barcellona.L'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa ma l'allerta deve essere alta in vista del 2019

Un pomeriggio spensierato, come tanti. In giro per la città, una delle più vitali d'Europa, una città che però si appresterà a conoscere un periodo nero, nerissimo, tremendo. Un furgoncino bianco a velocità incontrollata sale sul marciapiede centrale della Ramblas. Non era presidiata, nonostante l'allerta terrorismo fosse stata alta. Non c'erano i New Jersey che caratterizzano tutte le piazze europee, per diventare a lungo andare elemento di decorazione securitario delle città. Corre, corre veloce, il suo unico scopo era ammazzare più gente possibile. Come birilli. Ennesimo attentato in stile videogame. Gente in fuga. Ed il mondo si ferma. 16 morti e 130 feriti, di almeno trentaquattro nazionalità diverse. Tra quelli refertati.

Morirono anche due ragazzi italiani. Sarà quello l'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa. Poi Barcellona dopo quel fatto conoscerà un lungo periodo di instabilità con la vicenda dell'indipendenza che porterà ad uno scontro epocale con Madrid, ad una militarizzazione della città che non si era vista neanche quando la stessa fu sotto attacco per mano del terrorismo.

Quel maledetto 17 agosto del 2017 ha lasciato un segno indelebile nella vita di tanti e nostra, ci son voluti mesi per capire, riprenderti, per poi concludere che sarebbe certamente potuta andare peggio. Perchè tu come tanti altri sei ancora qui a poterla raccontare, questione di minuti, di bus persi o non persi, di strade sbagliate o soste mancate. Quando succede, succede. Vi è poco da fare contro quella bestialità disumana che si è scagliata in quel pomeriggio estivo per le strade di Barcellona.
Se ti trovi nel momento sbagliato e posto sbagliato non puoi saperlo.L'anno orribile per il terrorismo in Europa è stato il 2015 e l'ONU alla vigilia di ferragosto, proprio quando è accaduto il fatto di Londra, ha lanciato un chiaro allarme, ha detto che gli islamisti attivi sono circa 30mila nei Paesi caldi come l'Iraq e la Siria e che in Europa l'attenzione deve essere massima perchè anche se è calato una sorta di silenzio ciò non significa che sono stati sconfitti, anzi. Europa che deve alzare la vigilanza soprattutto in vista del 2019, saranno elezioni cruciali per il futuro di questa regione mondiale, se non la battaglia finale tra nazionalismi ed europeismo, poco ci manca per esserlo. Ed il terrorismo avrà tutto l'interesse di destabilizzare ancora una volta il vecchio continente.

Marco Barone

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