Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Catalogna il rumoroso silenzio prima del caos



Il popolo catalano ha reagito. Chi con i pugni chiusi ha occupato le scuole, chi con la fisarmonica i centri civici. Ma la maggior parte dei luoghi ove si dovrebbe esercitare un paventato diritto di voto, sono stati blindati. Non voteranno in tanti, ma in molti riusciranno a votare. La quantità avrà un suo peso, i numeri avranno un peso e lo scopo del governo catalano è portare alle urne almeno poco più della metà degli aventi diritto al voto. Cosa accadrà il primo ottobre? Lo scopriremo vivendolo. Ci saranno diversificati momenti di tensione, di lotta, nella battaglia di una domenica autunnale che segnerà la storia dell'Europa e del Regno di Spagna. 
Ma non finirà qui. Si è riacceso anche il sentimento indipendentista e nazionalista basco, in questo lo Stato centrale spagnolo è stato proprio un gran maestro.Il disastro è compiuto. Ognuno avrà le sue valutazioni, sono due nazionalismi che si scontrano, due storie diverse, che non possono e non vogliono più convivere, ma il diritto al divorzio non è per tutti. Di ciò se ne deve prendere atto. Così come si deve prendere atto che solo i luoghi ricchi possono permettersi, cavalcando la loro storia ed identità, di staccarsi ed andarsene per la loro felice strada, come è stato per la Brexit. In Catalogna vi è ora un rumoroso silenzio prima del caos.

Marco Barone

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