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Visualizzazione dei post con l'etichetta indipendenza

Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

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    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

I venerdì catalani per l'indipendenza

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Il calendario è fitto e ricco di impegni. Tutti i venerdì sino a fine anno sono già stati calendarizzati con le camminate catalane per l'indipendenza, per la democrazia, per la libertà. C'è chi ha osato dire che gli scontri di queste settimane verificatosi soprattutto nella capitale catalana, Barcellona, siano stati anche di portata maggiore rispetto al terrorismo basco. Cosa sconcertante che lascia trapelare che cosa si profila all'orizzonte in una Spagna che è chiamata alle urne. La Catalogna chiede democrazia, solo un referendum consultivo popolare potrà far sapere cosa vogliono i catalani. Ad oggi si è data la possibilità di votare e con fatica solo al 43% dei catalani. La situazione è tesa alle stelle come non mai. Si profila una situazione da rischio di guerra civile in una questione che è tutt'altro che affare "locale" e spagnola, ma di interesse generale e certamente europeo. Ma l'Europa, al momento, continua a far finta di nulla, mentre in Cat...

Dall'attentato dell'ISIS,alle condanne a 100anni per gli indipendentisti. Ma la Spagna ha già perso la Catalogna

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Nulla è casuale in tutto ciò che accade in questi ultimi anni in Catalogna. Il 17 agosto del 2017 si consuma l'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa. Accadrà a Barcellona. Cosa che nessuno forse si aspettava a livello di opinione pubblica, anche se il livello d'allerta era alto, talmente alto che nella zona dove accadde il fatto, sulla Rambla, non c'era neanche un New jersey, un controllo serrato, niente.  C'è stato lo scarica barile, alla fine chi ha pagato il prezzo sono state le vittime di quel tremendo attentato del 17 agosto del 2017. 15 morti a Barcellona e 130 feriti. Una strage. Qualcosa non quadrava in quel tempo. Il pensiero di tanti è stato che quel fatto non è stato impedito perchè serviva a destabilizzare la Catalogna. Il re di Spagna, l'odiato re dai catalani, per due volte, in relazione a quel fatto, si recherà a Barcellona. L'attentato avverrà a poche settimane dall'evento storico che porterà Barcellona e la Catalogna su tut...

E' giusto riconoscere l'indipendenza della Catalogna. La vuole il suo popolo

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100 anni di carcere ai capi dell'indipendentismo catalano e la Catalogna tutta è in rivolta. Pretendendo ciò che il suo popolo chiede da sempre. Indipendenza. Nessuna costituzione degli stati più importanti al mondo contempla il diritto alla separazione, al separatismo, poichè tutela l'integrità nazionale. Ma dal momento che hai un popolo intero che vuole il suo Stato, la sua Nazione, che questo Stato che questa Nazione, abbia luogo. Nessuno ha prescritto che la Spagna deve continuare ad essere unita per l'eternità. Si può ragionare se nel mondo di oggi abbiano senso o meno questi processi di separatismo, sono sempre più diffuse le richieste di farsi la propria Nazione. Alcune letteralmente campate in aria, altre, come nel caso catalano, con una storia importante, con radici importanti. Sono soprattutto i giovani a volere questa indipendenza e non vogliono più sottostare alla monarchia spagnola. Barcellona è in rivolta, una rivolta che dura da anni e in questi giorni è ...

Il Territorio libero di Trieste, come l'isola che non c'è, ma che continua a dividere

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Venezia Giulia. Nome che identifica artificiosamente e in modo storico nazionalistico una zona territoriale che un tempo doveva estendersi sino alla Carniola includendo le vecchie province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, oggi, invece,  include solo quella di Trieste ed il monfalconese. Sarebbe più corretto chiamarla regione di Trieste. Quella Trieste in cui quando arrivi superato il confine che non esiste più di Duino,  lo vedrai in realtà rimarcato da decine di bandiere alabardate e rigorosamente rosse, quelle di Trieste. Ciò perchè c'è chi legittimamente o meno da anni lotta per restituire al territorio quello che è stato considerato un grande torto storico per la sua mancata applicazione. Il regime del Territorio libero di Trieste, noto semplicemente come TLT. Un Territorio nato con il Trattato di Pace del '47, che non ha mai avuto un governatore, probabilmente per responsabilità di tutte le forze interalleate, anche se in quanto TLT ha in parte funzionato come...

Dopo il #1Oct la Catalogna si spaccherà? Una riflessione con diversi punti interrogativi

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Ora arriva il difficile. Il difficile dopo il catastrofico primo ottobre 2017 che rimarrà impresso nella storia d'Europa per quanto accaduto in Catalogna, appartenente al Regno di Spagna. Quasi mille feriti, un centinaio circa di denunce, violazioni delle più basilari regole democratiche, per una testardaggine governativa che ha ottenuto l'effetto di rinforzare l'indipendentismo non solo catalano ma risvegliare anche quello basco. Un capolavoro, nulla da eccepire. Ma ora arriva il difficile. La Catalogna ha vinto la sua prima battaglia, lasciando sul campo centinaia di feriti e ferite ma l'immagine della Spagna ne è uscita semplicemente demolita. Rimarranno nella storia le manganellate contro i vigili del fuoco, le lacrime della polizia catalana, le teste spaccate degli anziani, le scuole occupate dalle famiglie. Non si potranno cancellare in fretta. Fatti talmente gravi che due attacchi dell'Isis, quello a Marsiglia e quello in Canada sono passati inosservati. ...

Riconoscendo maggiore autonomia al Veneto e Lombardia, si apre la strada ad una futura secessione

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I processi di secessione od indipendenza, sarà un caso, ma caso non è, traggono la loro forza sicuramente da vicissitudini identitarie, storiche, tradizionali ben affermate e radicate, ma il vero motore che determina il tutto è solo ed esclusivamente l'economia. Sono le zone più ricche che vogliono staccarsi. Così era per la Padania, ma il secessionismo è crollato nel momento in cui si è scagliata in Italia la crisi economica del 2008 impoverendo anche il ricco nordest. La Catalogna rispetto alla Spagna ha superato bene la crisi, ed ora rivendica con forza la sua indipendenza, un nazionalismo minore che si scontra con quello maggiore spagnolo, quando il vero problema che lì avrebbero sarebbe quello di affossare la monarchia. Siamo nel terzo millennio ed esiste ancora la monarchia. Pazzesco, ma è così. La Catalogna come da Costituzione godeva ed ha goduto di profonda autonomia. Ma questa non è più bastata. Arrivati ad un certo punto, potendoselo permettere, perchè ricca, decid...

Cori e sapori di indipendenza nel derby catalano tra Girona e Barcellona

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Barcellona, Espanyol, Girona tre squadre di calcio della massima serie del Campionato di calcio spagnolo, noto come la Liga, che fanno parte della comunità autonoma della Catalogna. Tre squadre di calcio che in caso di indipendenza dovrebbero per coerenza abbandonare la Liga e partecipare ad un campionato minuscolo della Catalogna.    Quella Catalogna in fermento per il suo processo di indipendenza, ovviamente difficile da conseguire, in una situazione ad alta tensione, militarizzata in modo reazionario dallo Stato centrale spagnolo e dove il rischio che il tutto possa sfociare in atti violenti senza ritorno è elevato. Il calcio ha un ruolo importante in tutto ciò. Nota è la posizione ufficiale del Barcellona calcio, che si è schierato fin dall'inizio a favore dell'indipendenza catalana. Nel secondo derby della Catalogna tra Barcellona e Girona lo stadio ha intonato un solo grido, indipendenza. Ed il governo catalano era orgogliosamente presente. Ennesima puntata,...

A Barcellona aggressioni fasciste contro gli indipendentisti. Si rischia la "guerra" civile?

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Ai cori da stadio delle migliaia di migliaia di catalani che da giorni denunciano la repressione dello Stato centrale spagnolo, per le strade di Barcellona gruppi organizzati di fascisti o nazionalisti spagnoli rispondono aggredendo. Sono diverse le segnalazioni che arrivano attraverso i social. Basta urlare viva l'indipendenza e vieni aggredito, oppure essere oggetto di uno schifoso sputo.  Non si nascondono nelle loro gestualità. Alla bandiera spagnola si contrappone quella catalana. L'antifascismo dovrebbe mirare all'internazionalismo, andare oltre gli sterili e banali processi di rivendicazione territoriale, secessioniste. La democrazia è stata violata, avrebbe potuto lo Stato centrale lasciar votare, anche perchè l'esito non sarebbe stato così scontato come invece lo sarà dopo la repressione spagnola. Ciò a prescindere di come e dove si voterà. Oramai il plebiscito è garantito.  E ciò pare essere anche l'occasione delle occasioni per Madri...

In Catalogna vincerà il sì grazie alla repressione ma non ci sarà l'indipendenza

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Camminando per Barcellona si vedevano bandiere tipiche catalane, manifesti per il sì, ma la sensazione che si aveva, prima dell'attentato maledetto del 17 agosto, era un non pieno coinvolgimento emotivo di tutta la cittadinanza, anzi parlando con diversi catalani mi era stato fatto presente che in molti stavano cambiando idea. Idea contro l'indipendenza che altro non è che un processo nazionalista ed i nazionalismi, piccoli o grandi che siano, sono una brutta bestia, la peggiore del '900 che va domata in questo turbolento terzo millennio. Il nazionalismo ti spinge a sentirti migliore del tuo vicino, superiore, ti spinge al razzismo e la questione dell'indipendenza, passando per la via della democrazia fantomatica, si trasforma in isteria, in tifo da stadio. Si diventa ultras. Sì, è vero, ci sono istanze storiche che hanno un fondamento politico importante. Ma il processo catalano si colloca fuori dalla storia, così come fuori dalla storia è la monarchia spagnola ...

Dopo il referendum per l'indipendenza della Catalogna arriverà quello di Trieste?

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Italia e Spagna hanno certamente diverse cose in comune. Ad esempio una Costituzione che pur riconoscendo le autonomie locali ed il recepimento dei trattati internazionali mette al primo posto l'indivisibilità della nazione prevedendo l'adozione di misure straordinarie per tutelarla. Storicamente hanno avuto in comune il fascismo, senza dimenticare il contributo italiano dato ai franchisti, ma anche la resistenza è stata un qualcosa di importante che ha accomunato i due Paesi. Hanno avuto in comune un periodo di terrorismo politico ed hanno in comune rivendicazioni storiche indipendentiste. Sicuramente quella della Catalogna non ha paragoni in Italia, forse si potrebbe avvicinare a quella della Sardegna. Le istanze indipendentiste in Italia sono ben note, da quelle venete, alle siciliane, alle sarde a quelle più recenti che derivano da situazioni che si son determinate con la fine della seconda guerra mondiale, con il Trattato di Pace. Un Trattato che ha sanzionato pesant...

Se la Spagna ha paura della democrazia. La dura repressione contro il referendum in Catalogna #Ref1oct

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La Spagna ha paura della democrazia. Democrazia significa garantire al popolo la libertà di votare, autodeterminarsi, di scegliere, votando. Votando. Qui non è tanto una questione se sia giusta o non giusta l'indipendenza della Catalogna. Che non nasce da ieri, come processo storico. Ma è una questione di democrazia. La Spagna ha alzato il pugno duro. Definendo come illegale il referendum del 1 ottobre ed attuando una serie di misure intimidatorie e repressive senza precedenti. Dalla chiusura dei siti internet, all'intimazione a non collaborare pervenuta ai 700 e più sindaci catalani, in caso diverso rischiano l'arresto fino ad otto anni di galera, alle intimazioni fatte pervenire ai funzionari e scrutatori che dovrebbero operare per garantire la riuscita del referendum. La Catalogna resiste. Chiuso il sito internet, se ne apre uno nuovo dopo il sequestro di quello principale Non si voterà nei locali delle municipalità? Si voterà nelle scuole.  E si manifesta per le...

Cari amici spagnoli e catalani. Altro che indipendenza, lottate contro la monarchia

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Paese che vai, processi, piccoli o grandi che siano, di rivendicazioni identitarie e storiche particolari che troverai. Così è in Italia. Dal movimento triestino, oggi ridotto ai minimi termini, che rivendica la costituzione del Territorio libero di Trieste, a quello sardo, da quello siciliano a quello veneto. Lo stesso in Spagna. Che ha conosciuto situazioni ad alta tensione per lungo tempo con vicende drammatiche. Il separatismo basco come dimenticarlo?  Un territorio, quello della Spagna, che contiene diverse contraddizioni ma che trovato il compromesso nella importante autonomia riconosciuta tramite la Costituzione a diverse realtà. Come la Catalogna. Territorio di circa 7 milioni di abitanti che ha un processo indipendentista importante che dura fin dai tempi dei decreti di Nueva Planta con i quali la Catalogna perse la sua sovranità. Madrid e Barcellona, intendendosi per Madrid il sistema di potere centrale e Barcellona la Catalogna sono ai ferri corti, anzi cortiss...

Tensione alle stelle tra Madrid e Barcellona, un pericoloso conflitto dagli esiti imprevedibili

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Barcellona vuole la sua indipendenza. L'autonomia non gli basta più. L'articolo 2 della Costituzione spagnola è chiaro. La Costituzione si basa sulla indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantisce il diritto alla autonomia delle nazionalità e regioni che la compongono e la solidarietà fra tutte le medesime. Certamente sono comprensibili le rivendicazioni storiche. Ma nel momento in cui stiamo andando oltre il superamento degli Stati, pensare che in Europa vi è chi vuole diventare un piccolo Stato, è un qualcosa di antistorico e da contrastare. I nazionalismi comportano sempre l'affermazione di istanze di chiusura, di razzismi. Si considererà il nazionalista migliore di quel corpo dal quale vuole staccarsi. Pensando di diventare una immensa isola felice. Forse se lo può anche permettere, perchè ricco. Perchè questa epoca non fa rima con solidarietà. Ma l'unica cosa certa è che Madrid farà di tu...

L'attentato del 17 agosto a Barcellona avrà delle ripercussioni sul processo di indipendenza della Catalogna?

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Quello che è accaduto il 17 agosto a Barcellona è ben noto a tutti anche se ci son voluti diversi giorni per capire bene le dinamiche di quel maledetto attentato che ha sconvolto il cuore della capitale della  Catalogna. A Barcellona vi è un nazionalismo molto forte, sono catalani e non spagnoli e queste divergenze sono emerse anche per i fatti del 17 agosto. Vi è stato chi ha diviso le vittime in spagnole e catalane provocando l'ira di diversi spagnoli, vi è stato uno scontro forte tra la polizia di Barcellona e quella di Madrid, senza alcun passaggio "diplomatico", Madrid aveva dato per chiuse le indagini per Barcellona invece dovevano andare, a ragione, avanti. Il re, perchè la Spagna è ancora un regno, cosa che molti si dimenticano,  è venuto, dopo il 17 agosto, con la regina due volte a Barcellona e qualche contestazione non è mancata, ovviamente. Camminando per la città è difficile non vedere bandiere della Catalogna, striscioni e manifesti a sostegno dell...

Ma se in Friuli Venezia Giulia si votasse per diventare Stato indipendente,cosa vincerebbe?

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Se c'è una regione dove l'Italia ed il sentirsi italiano ha veramente preso poco, questa è certamente il Friuli Venezia Giulia. Non è l'unica in Italia, basta pensare alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, alla Sicilia, al Veneto, ma se si facesse qualche analisi più approfondita forse la maggior parte delle regioni italiane si sentono poco italiane. Il Friuli Venezia Giulia ha conseguito il suo stato di autonomia grazie al plurilinguismo, dal friulano, allo sloveno, al tedesco, e poi vi sono diversi dialetti, dal bisiaco, al triestino ecc. Una terra che nel corso della sua storia ha conosciuto diversi domini, diverse appartenenze, alcune profonde come quella con la Repubblica Veneta, o l'Impero Austroungarico, altre di passaggio e da un secolo oramai vi è l'Italia. Che si è presentata nei peggiori dei modi fin dall'origine, perchè il nome dell'Italia è coinciso con la fascistizzazione di questa area, con tutte le brutalità che ne sono conseguite, e sa...

Amministrative 2016 a Trieste: E' giusta l'eventuale candidatura degli indipendentisti del Territorio Libero?

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Nel 2013 rilevavo che, non casualmente a parer mio, l'originario  nucleo  del movimento indipendentista di Trieste, che si batteva e batte per la costituzione del TLT, nasceva subito dopo l'elezione di Cosolini (PD) a Sindaco di Trieste, che manteneva una linea politica sul porto vecchio ben nota e che è sfociata a colpi di emendamenti governativi, nella voluta via che condurrà all'urbanizzazione di quell'area immensa.   E che le questioni del Porto Vecchio e del Punto Franco saranno le assolute protagoniste della campagna elettorale del 2016 è evidente, anche  perché  da lì passerà il futuro che verrà di Trieste e di buona parte dell'economia del FVG.  Però formulavo, nel 2013, anche un quesito, ovvero “se avessero vinto le comunali il PDL al primo turno con i loro alleati, Lista Civica Dipiazza, Lega Nord, Lista Antonione, Partito Pensionati, Destra Sociale - Fiamma Tricolore sarebbe rinata la causa indipendentista triestina con tale f...

Se l'Italia difende la propria unità con la forza della repressione

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La seduta della Camera, del 14 marzo 1861, si apre a mezzogiorno. Si deve approvare l'atto che vorrà il Re Vittorio Emanuele II come Re d'Italia. Dopo l'approvazione al Senato, tocca alla Camera. Verranno presentate prima delle petizioni, come quella di 6848. 128 cittadini di Monteleone, Calabria ( attuale Vibo Valentia) i quali “domandano che in quel municipio venga ripristinato nel diritto di pesca nella tonnara di Bivona, concesso dal ex-re di Napoli alla famiglia dei duchi Pignatelli”. Poi, il Presidente, commendatore Rattazzi, introdurrà la discussione sullo schema di legge riguardante il titolo di Re d'Italia da assumere da parte di Vittorio Emanuele II. E' interessante notare la fretta con cui venne presentato quell'atto. Infatti, il Presidente, dirà “ Siccome la relazione su questo disegno di legge venne comunicata ai signori deputati un po' tardi, e probabilmente molti non hanno potuto farne lettura, sarà forse conveniente che il signor rela...

Il Veneto corre verso l'indipendenza “virtuale” ma guarda allo Statuto Speciale?

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La stampa estera e parte di quella italiana  ha dato un  buon risalto al referendum virtuale del Veneto, ma reale per la situazione che esprime. Già nel 2013 scrivevo che da Trieste a Venezia alla Lombardia cresceva la voglia di indipendentismo e che il tutto riportava a vecchie strategie, che nei primi anni 90 hanno segnato in modo negativo la situazione politica e sociale italiana, senza dimenticare il ruolo attivo che le mafie hanno esercitato verso certi e dati processi indipendentisti ed autonomisti come emersi in particolar modo nell'Italia meridionale Ma   evidenziavo   anche che al 9 ottobre 2013,erano ben 104 i comuni su un totale di 581 e 2 province su 7 ad essersi pronunciati favorevolmente all'indizione del referendum che voleva e vuole l'indipendenza del Veneto e sottolineavo che il tutto non era un fenomeno ma una realtà che veniva letteralmente ignorata dai media nazionali.  Giunge la primavera e sul sito principale, che ha sostenuto qu...

Più di cento comuni veneti dicono sì all'indipendenza del Veneto

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Ad oggi,  9 ottobre 2013, sono ben 104 i comuni su un totale di 581 e 2 province su 7 ad essersi pronunciati favorevolmente all'indizione del referendum che vuole l'indipendenza del Veneto.  Non è più un fenomeno ma una realtà che viene letteralmente ignorata dai media nazionali. Mentre a Trieste continua lo scontro burocratico sul Trattato di Pace, che ovviamente vede prevalere le ragioni dello Stato italiano e non può che essere così anche perché è utopico pensare che l'Italia riconosca quasi 60 anni di governo e sovranità su Trieste come illegittima od illegale, in Veneto si è deciso di seguire una diversa via, già intrapresa in Sardegna ma finita male visto l'articolo 5 della Costituzione, ovvero l'indizione del Referendum per l'indipendenza. Nasce anche Veneto Business una piattaforma internazionale per imprenditori veneti che ritengono necessario che il Veneto diventi indipendente per poter rivitalizzare quella economia.  Si legge, in ...

Da Trieste a Venezia passando per la Lombardia i nuovi fronti per l'indipendentismo

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Ricordate quel 15 settembre 1996 quando dal palco di Venezia venne proclamata l'indipendenza della Padania? Nel corso di questi anni il principale partito secessionista, la Lega Nord, è stato caratterizzato da diverse turbolenze. Ma non è finita la voglia di secessione né di indipendenza. Si è passati dall'idea astratta della Padania a situazioni locali, di stampo nazionalistico, che certamente sono più sentite, più vissute e più partecipate dalle persone. In questo tempo dalla perdurante crisi economica e sociale l'idea di chiudersi in un recinto più piccolo, ove maggiore è il senso di protezione, alletta, alletta talmente tanto, che concetti trasversali, che ben possono unire una moltitudine di soggettività, fungono da catena, una catena che vuol liberare queste persone dalla Sovranità dello Stato italiano ma legarle alla Sovranità di una piccola nazione che dovrà, a detta loro, venire. I diritti civili i temi etici non sono all'ordine del giorno, non si ca...