Paese che vai, processi, piccoli o grandi che siano, di rivendicazioni identitarie e storiche particolari che troverai. Così è in Italia. Dal movimento triestino, oggi ridotto ai minimi termini, che rivendica la costituzione del Territorio libero di Trieste, a quello sardo, da quello siciliano a quello veneto. Lo stesso in Spagna. Che ha conosciuto situazioni ad alta tensione per lungo tempo con vicende drammatiche. Il separatismo basco come dimenticarlo?
Un territorio, quello della Spagna, che contiene diverse contraddizioni ma che trovato il compromesso nella importante autonomia riconosciuta tramite la Costituzione a diverse realtà. Come la Catalogna. Territorio di circa 7 milioni di abitanti che ha un processo indipendentista importante che dura fin dai tempi dei decreti di Nueva Planta con i quali la Catalogna perse la sua sovranità. Madrid e Barcellona, intendendosi per Madrid il sistema di potere centrale e Barcellona la Catalogna
sono ai ferri corti, anzi cortissimi.
Nel 2017 ha ancora senso il processo di indipendenza catalana? Hanno senso, oggi, nuovi Stati? Non è una questione di autodeterminazione di popoli. E' una questione di nazionalismo. Il problema vero in Spagna è dato da un sistema che riconosce e costituzionalizza la monarchia. Certo, nessun sovrano indossa più la corona di Spagna. Ma i poteri del re sono importanti.
La monarchia è istituita sulla base degli articoli dal 56 al 65 del titolo II della Costituzione spagnola del 1978, nella quale è chiamata corona di Spagna (corona de España). Il sovrano è chiamato semplicemente "re di Spagna". Un titolo molto più lungo, contenente una lista di oltre venti regni, non viene quasi mai usato neppure nell'ambito della diplomazia, anche se è ufficialmente riconosciuto nell'articolo 56 della Costituzione
Il Re è Capo dello Stato, simbolo della sua unità e continuità, arbitra e modera il funzionamento regolare delle istituzioni, assume la più alta rappresentanza dello Stato spagnolo nelle relazioni internazionali, specialmente con le nazioni della sua comunità storica, ed esercita le funzioni espressamente conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Il suo titolo è quello di Re di Spagna, potendo usare anche gli altri che competano alla Corona.
Spetta al Re: a) sanzionare e promulgare le leggi; b) convocare e sciogliere le Cortes Generali e indire le elezioni secondo le modalità previste dalla Costituzione; c) indire il referendum nei casi previsti dalla Costituzione; d) proporre il candidato a Presidente del Governo e, se del caso, nominarlo, così come porre fine alle sue funzioni secondo le modalità previste dalla Costituzione; e) nominare e allontanare i membri del Governo su proposta del loro Presidente; f) emanare i decreti deliberati dal Consiglio dei Ministri, nominare agli impieghi civili e militari e concedere onorificenze e titoli conformemente alle leggi;g) essere informato degli affari dello Stato e presiedere, a questi effetti, le sessioni del Consiglio dei Ministri quando lo ritenga opportuno, su richiesta del Presidente del Governo; h) il comando supremo delle Forze Armate; i) esercitare il diritto di grazia conformemente alla legge, che non potrà autorizzare indulti generali; j) l’alto patronato delle Reali Accademie.
Senza dimenticare che
il Re riceve dal Bilancio Generale dello Stato una globale assegnazione per il mantenimento della sua Famiglia e Casa e ne dispone liberamente.
Ecco, non avrebbe più senso unirsi per riformare la Costituzione e disporre l'abrogazione della monarchia?
Certo, il processo d'indipendenza catalano ovviamente si svincola dalla corona spagnola, ma è un processo superato dalla storia e fuori dal tempo massimo.
Commenti
Posta un commento