Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

Immagine
    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

Dopo il referendum per l'indipendenza della Catalogna arriverà quello di Trieste?



Italia e Spagna hanno certamente diverse cose in comune. Ad esempio una Costituzione che pur riconoscendo le autonomie locali ed il recepimento dei trattati internazionali mette al primo posto l'indivisibilità della nazione prevedendo l'adozione di misure straordinarie per tutelarla. Storicamente hanno avuto in comune il fascismo, senza dimenticare il contributo italiano dato ai franchisti, ma anche la resistenza è stata un qualcosa di importante che ha accomunato i due Paesi. Hanno avuto in comune un periodo di terrorismo politico ed hanno in comune rivendicazioni storiche indipendentiste. Sicuramente quella della Catalogna non ha paragoni in Italia, forse si potrebbe avvicinare a quella della Sardegna. Le istanze indipendentiste in Italia sono ben note, da quelle venete, alle siciliane, alle sarde a quelle più recenti che derivano da situazioni che si son determinate con la fine della seconda guerra mondiale, con il Trattato di Pace. Un Trattato che ha sanzionato pesantemente l'Italia per lo scempio fascista compiuto in nome e per conto del nostro Paese ovunque abbiamo messo i piedi, dall'Africa, ai Balcani all'Italia stessa. Un Trattato non pienamente applicato, vedi il caso del Territorio Libero di Trieste il cui governatore non è mai stato nominato, pur essendo andati vicini alla sua nomina che a dirla tutta non voleva forse nessuno, poi superato dal Memorandum di Londra e dal Trattato di Osimo, dalla Costituzione italiana e dalla storia. Tutte cose contestate dal movimento indipendentista che dopo aver raggiunto il suo apice si è frantumato, ha subito una mini reazione da parte dello Stato e che pareva non essere più in grado di smuovere niente di determinante. Nel tempo ha mantenuto rapporti con organi internazionali ma quello che tutti si domandano è se la Catalogna vincerà la sua sfida contro la Spagna il primo ottobre, si avrà effetto domino anche a Trieste? Ci sarà un risveglio di sentimenti oggi forse rassegnati?
Una Spagna che ha definito illegale quel referendum con tutte le conseguenze durissime repressive del caso. Una Spagna che si è dimostrata debole nel momento in cui ha deciso di ricorrere alla reazione piuttosto che alla gestione politica della partita. Una Spagna che si è dimostrata timorosa della democrazia. Vista la somiglianza tra i due Paesi non è da scongiurare una reazione altrettanto dura, pesante, da parte dell'Italia, nei confronti di chi minerà l'unità del nostro Paese. Anche se la questione triestina è tutta particolare ed è particolarmente incentrata sulle vicende anche economiche e progettuali che ruotano intorno al porto vecchio. Area che fa gola, inevitabilmente, ad un capitale economico molto importante.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?