Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

La Digos di Milano e la mostra fotografica sulla sua storia



Sul sito del Ministero dell'Interno viene pubblicizzata la mostra inaugurata presso la Scuola superiore di Polizia la mostra fotografica sulla storia della Digos di Milano. Ben 42 foto la prima sarà quella di Piazza Santo Stefano del 1968, l'ultima quella del 29 maggio 2012 sul Processo d’Appello ai membri del Partito Comunista-Politico Militare a colori, mentre la maggior parte saranno in bianco e nero. La quasi totalità delle foto sono state fornite dall'archivio del Corriere della Sera, solo due saranno dell'archivio della Questura e si riferiscono agli eventi del giorno 11 marzo 2006 le barricate di corso Buenos Aires, ovviamente è stata omessa la vicenda Pinelli, mentre ben tre foto ricordano Calabresi. E' da evidenziare altresì come la mostra ben rappresenta la repressione unilaterale verso le forze antagoniste, autonome,comuniste,anarchiche, sindacali di sinistra, nulla su quelle di destra. Insomma una mostra che ben evidenzia, specialmente con le omissioni, con le non foto, la linea "politica" della Questura di Milano.
E' singolare notare che il logo della Scuola superiore di Polizia, fondata nel 1902 che collabora con La Sapienza ed ha una biblioteca con oltre 4000 mila volumi, sia uno stemma araldico che rappresenta un libro ed una sciarpa tricolore. Il logo viene così spiegato: Il libro è simbolo della cultura e dello studio ed al suo interno è raffigurato l'emblema della Repubblica Italiana. La sciarpa tricolore rappresenta il magistero di cui è investito il funzionario di polizia nei servizi di maggiore rilevanza e rappresentatività. Il logo è contornato dalla frase 'Scientia Alitur Libertas', per evidenziare che la libertà, la cui tutela è compito della polizia, si nutre del sapere e della cultura.
Quale libertà e cultura quando si omette, in detta mostra, l'omicidio di Pinelli? Quale libertà e cultura se non si vuole scoprire la verità dal velo dell'omertà di Stato? Quale libertà e cultura con una mostra fotografica dalle grandi omissioni e dalla linea politica ben chiara?
Libertà di rappresentare l'apparenza che poi è stata anche sostanza.
Il non mostrare è certamente significativo. La non foto parla più di ogni foto pubblicata.



Seguono alcune foto della mostra fotografica:




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