Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta anarchia

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quelle cartucce di dinamite abbandonate sulla tratta Monfalcone-Ronchi, correva il 1896

Immagine
Gli anarchici sono stati accusati di tutto e di più nel corso della storia, come dimostra un curioso fatto avvenuto nel 1896 sulla tratta ferroviaria Monfalcone-Ronchi, che attirò anche le attenzioni della cronaca nazionale. Il 24 marzo del 1896 cinque cartucce di dinamite vennero ritrovate a poca distanza dalla stazione di Monfalcone, sul binario che conduceva a Ronchi. Il fatto di cronaca sulla Stampa nazionale sottolineava che "le fantasie avevano già intraveduto un terribile attentato anarchico". Le cartucce vennero portate al capostazione che avvisò il capitanato di Gradisca ed il locale comando di gendarmeria. Ma le indagini, in breve tempo, risolsero il mistero. Nessun attentato contro l'Impero Asburgico per mano anarchica, ma una semplice distrazione, imprudenza, commessa da alcuni operai italiani, che lavoravano nelle cave e che prima di passare il confine si sbarazzarono delle cartucce, delle, quali si servono nelle mine, proprio su quella linea ferroviaria. C...

Trieste lo stato d'assedio del 1902 e lo sciopero anarchico e dei fuochisti

Immagine
Non comprendo perché a Trieste, e non è la prima volta che scrivo su questo argomento, non esiste una targa, non esiste nulla, nel luogo fisico dove hanno trovato la morte i lavoratori, che ricordi i fatti del febbraio del 1902. Facendo una ricerca negli archivi storici di alcuni giornali disponibili in rete sono emerse delle questioni interessanti. Quello che è passato alla storia come il noto sciopero dei trecento fuochisti delle navi del Lloyd, del febbraio 1902, in realtà è stato un fenomeno molto più complesso ed articolato. E' vero che si protestava e scioperava in particolar modo per il pagamento dello straordinario, per una diversa regolamentazione dell’orario di lavoro, per la riduzione dei turni di guardia notturna durante le soste dei piroscafi nel porto. La tensione saliva, i cittadini abbracciarono la causa dei lavoratori ma i colpi di fucile della 55^ brigata di fanteria, lo stato d’assedio proclamato, la conseguente legge marziale, il timore di un’insurrezione ap...

Cancellata anche la scritta libertà al CIE di Gradisca

Immagine
"Una penna o una tastiera,  un foglio di carta strappato al quaderno chiuso e rinchiuso  nel cassetto senza più sogni, un monitor opaco  e avvolto in quella nebbia del fumo tempestoso  di una rabbia che non ha più fuoco  né  calore,  scalfiscono nella mente che mente  a questa epoca deprimente  ogni passione  e voglia di ribellione,  la forza dell'andar contro.  Andar contro quella corrente di Potere, mai sazio e dissetato,  eppur sempre contestato,  da chi vuol solo una vita solidale, una vita dove si possa ancora sognare,  abbracciare ed amare  quella speranza che ora sai anche odiare.  Ed allora scrivo,  scrivo per la libertà". Queste erano alcune parole scritte in una mia poesia sulla libertà e mai come ora sono così attuali, così vive, così profondamente concrete. E' bastato solo l'annuncio della Lega Nord , è bastato solo l'intento di voler cancellare la scr...

CIE di Gradisca, quelle lacrime di coccodrillo della politica sinistrata

Immagine
CIE GRADISCA sabato 17 agosto 2013 La legge 6 marzo 1998, n. 40, nota come Turco-Napolitano, ha aperto la via prima ai CPT e poi con le modifiche avvenute nel tempo agli attuali CIE. E' da una certa sinistra, appunto sinistra in questo caso, quelli che oramai sono conosciuti come Lager di Stato. E sarà proprio il Ministro Bianco, sotto il Governo Amato II, dove l'Ulivo di allora, ora PD, aveva ben 22 ministri e 53 sottosegretari, con una visita a Gorizia nel 2000 a lanciare la realizzazione del CPT, attuale CIE. La destra berlusconiana ha trovato il campo fertile e non ha fatto altro che attuare quanto già determinato dall'Ulivo di allora. Il progetto della realizzazione del polo accademico internazionale da edificare proprio nell'ex caserma Polonio salterà . Oggi 2013, il PD, piange, scopre gli aspetti non umanitari ed assolutamente degradanti di quei luoghi. Ma vogliamo veramente credere che le ragioni politiche che porteranno alla chiusura di quel luogo sara...

La Digos di Milano e la mostra fotografica sulla sua storia

Immagine
Sul sito del Ministero dell'Interno viene pubblicizzata la mostra inaugurata presso la Scuola superiore di Polizia la mostra fotografica sulla storia della Digos di Milano . Ben 42 foto la prima sarà quella di Piazza Santo Stefano del 1968, l'ultima quella del 29 maggio 2012 sul Processo d’Appello ai membri del Partito Comunista-Politico Militare a colori, mentre la maggior parte saranno in bianco e nero. La quasi totalità delle foto sono state fornite dall'archivio del Corriere della Sera, solo due saranno dell'archivio della Questura e si riferiscono agli eventi del giorno 11 marzo 2006 le barricate di corso Buenos Aires, ovviamente è stata omessa la vicenda Pinelli, mentre ben tre foto ricordano Calabresi. E' da evidenziare altresì come la mostra ben rappresenta la repressione unilaterale verso le forze antagoniste, autonome,comuniste,anarchiche, sindacali di sinistra, nulla su quelle di destra. Insomma una mostra che ben evidenzia, specialmente c...

Una, dieci, cento maschere contro il CIE di Gradisca

Immagine
La maschera può essere il simbolo di quel legame e catena che condiziona l'identità dell'individuo mutando la sua libertà di essere in libertà di non essere, oppure un velo che che vuol annientare le differenze sociali, umane, per unire, tramite la protezione di quel misterioso  oggetto che è anche soggetto plastificato, l'umanità, siamo tutti uguali nell'essere umani, ma siamo tutti differenti nel vivere la vita sempre più disumana. Non mi son mai piaciute le maschere, ho sempre vissuto la maschera con senso di inquietudine, però vi sono dei momenti in cui la maschera rappresenta meglio di ogni parola o scritto l'essenza che vuoi o vorresti comunicare e contrastare. Una maschera, un prato verde, bandiere nere e rosso e nere, persone, chi con la divisa chi senza divisa che si fronteggiano per un maledetto muro. Un muro alto, grigio come il cielo di questo giugno, un cancello automatico, un lampeggiante, e provi ad intravedere con lo sguardo fugace co...

Una risposta a questo post: Il MoVimento 5 Stelle non è di sinistra (e neppure di destra)

Immagine
L'indifferenza vi seppellirà e senza risata, scrivevo in passato. Ma per impulso emotivo, ora la sospendo questa strana ma comprensibile indifferenza, ci sono limiti e limiti, e qui ogni giorno si provoca. D'altronde si alza il tiro per attirare l'attenzione altrimenti regna sovrano il buio e Grillo ben è consapevole che l'indifferenza sarà la fine per il suo movimento. Dunque pur nella consapevolezza di ciò, se ora scrivo quel che scrivo è solo per indurre alla riflessione ed alla giusta comprensione quelle persone che sono stata attratte dal bagliore senza guardar la fonte e l'essenza di tale misera luce. Una luce destinata a spegnersi presto. Sul Blog di Grillo viene pubblicato il seguente Post: Il MoVimento5 Stelle non è di sinistra (e neppure di destra). E' singolare notare come il non è di sinistra non sia incluso in alcuna parentesi. E' altresì facile liquidare il tutto con una sorta di populismo di stampo fascista. Ed allora venia...

Quello che i soliti media non vi diranno sul corteo del 1 maggio di Trieste

Immagine
Il primo maggio resiste, nonostante tutto. E' la giornata ove si esprimono riflessioni, rivendicazioni, lotte e simboli, una giornata che non è una banale festa del lavoro, ma è la giornata ove tutte le conquiste sociali, pagate anche con il prezzo della vita, contro lo sfruttamento sul e nel lavoro devono essere ricordate specialmente in tal epoca che tende a cancellare ogni memoria e diritto ed ogni ricordo con una facilità a dir poco sconvolgente,ed una società senza memoria sarà destinata a sprofondare nel pozzo senza fondo dell'ignoranza assoluta ed a disconoscere l'essenza stessa del diritto. Certo vi sono le solite cerimonie, i soliti concerti, il solito tutto. Un solito che a Napoli è sfociato in protesta all'urlo di vergogna, urlo e tafferugli che hanno sospeso il concerto alla Città della Scienza, o meglio di quello che ne è rimasto dopo l'atto doloso incendiario che ne ha distrutto la struttura fisica ma non il cuore, o cortei con specificità va...

No al " No Monti Day", sì al "No al capitalismo"

Immagine
Quello che ora scriverò sarà espressione di un mio personale ed individuale pensiero, ma condiviso da molti compagni e molte compagne. Nella giornata del 27 ottobre a Roma si svolgerà, salvo cambiamenti dell’ultima ora, una manifestazione politica e sindacale che nasce dal rapporto, come maturato in queste ultime settimane, tra un ampio schieramento di persone, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, che si sono assunti l'impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano Monti e la sua politica. Tra i punti, definiti come fondamentali, per questa mobilitazione emergono : No a Monti e alla sua politica economica e sociale, oggi e domani. No all'Europa del Fiscal Compact e delle misure che hanno distrutto la Grecia e ora fanno lo stesso in Italia. No all'attacco autoritario alla democrazia e no alla repressione ed alla censura montiana. E da qui dovrebbe nascere dunque la grande opposizione a Mont...

Nonostante tutto, si deve andare avanti. Brindisi e Trieste, due volti e una sola Italia.

Immagine
A Trieste nella giornata del 19 maggio incontravi turisti ignari di ciò che accadeva in Italia. Turisti pronti ad essere imbarcati su quel mostro galleggiante che con la sua imponenza è giunto sul molo principale triestino. Caldo. Gran caldo. Eppure dentro il tuo corpo dominava un senso di gelido, un senso di freddo che aveva origine ma non fine. Come quell'origine senza fine di quella stagione senza giustizia sostanziale e neanche formale che ha piegato l'Italia al volere del potere del sistema dominante. In Piazza Cavana incroci uno striscione. Scritto proprio sulla pavimentazione rude e grezza di quella Piazza che ha visto percorrere passi indifferenti ma anche passi sofferenti per quell'Italia che soffre una crisi sociale e di sovranità popolare che riporta il non più bel Paese agli anni che hanno anticipato il buio più totale. Qualche volantino, una megafonata che ricorda che le pensioni sono un diritto sociale oggi negato e tanti pensieri. ...