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Visualizzazione dei post con l'etichetta Patrick George Zaky

L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Alla fine altro non furono che ciacole europee contro l'Egitto

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Si diede tanto spazio, ci fu tanto clamore, all'ennesima Risoluzione europea contro l'Egitto, che alla fine dopo mille tuoni roboanti, non arrivò neanche mezza goccia d'acqua. Ciacole, per dirla alla triestina. Anzi, l'unico rumore che si potrà sentire nei cieli egiziani probabilmente sarà quello degli aerei M-346 jet che Leonardo si appresta a fornire alla dittatura egiziana. Si dirà che Patrick è stato liberato. Vero. Ma a soli due mesi dalla scadenza dei termini previsti dal sistema di detenzione cautelare egiziano. Si dirà che è partito il processo per Giulio. Vero. Ma si è fermato sul nascere perché l'assenza di cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto rende impossibile la notifica agli imputati. E le relazioni tra Europa ed Egitto come si può leggere sono disciplinate da un accordo di associazione, in vigore dal 2004. Le priorità del partenariato dovevano mirare ad affrontare le sfide comuni cui dovevano far fronte l'UE e l'Egitto, a promuovere ...

E ora separare la vicenda di Patrick da quella di Giulio

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Altri due mesi e Patrick avrebbe scontato appieno i ventiquattro mesi di detenzione cautelare preventiva contemplati dal sistema penale egiziano. C'è chi racconta che è stata una vittoria della diplomazia o di chissà cosa o di chi, il buonismo egiziano che non c'è stato è l'unico dato di fatto. Hanno anticipato di due mesi la fine della detenzione preventiva cautelare del ragazzo "bolognese" che ha patito le pene dell'inferno per un paio di post sui social critici contro il regime egiziano. Anche se la paternità dei post in questione è sempre stata negata. Patrick è libero, per ora, la foto con l'abbraccio della sorella, con la sua famiglia, ha fatto il giro del mondo. Ma la situazione è assolutamente delicata, incerta. Se c'è una cosa che va fatta e che non è stata fatta e che sarebbe stato giusto fare come più volte fatto presente è scindere la storia di Patrick da quella di Giulio. Perché il rischio che il regime egiziano possa ritorcere su Patrick ...

Un settembre con il botto per l'Egitto di Al Sisi. I diritti umani sono andati a farsi friggere

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Questo mese di settembre è iniziato in modo incredibilmente importante per l'Egitto di Al Sisi. Dalla nota esercitazione militare con la partecipazione di 21 Paesi, tra cui USA ed Italia, Bright Star , all'incontro bilaterale al Cairo con l'Italia, al sostegno ricevuto dalle Nazioni Unite in materia di diritti umani. Non è uno scherzo. È successo davvero. Il 13 settembre, il giorno prima dell'udienza farsa che farà indignare l'Italia, o meglio la società civile italiana, quella di Patrick che è in detenzione cautelare preventiva e rischia di farsi cinque anni di galera per aver espresso dei pensieri sull'Egitto letti in modo ostile dalla dittatura egiziana, le Nazioni Unite diffondono un comunicato con il quale si parla dei progressi che ci sono stati in Egitto.  Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e il Ministero della Pianificazione e Sviluppo Economico hanno pubblicato infatti il Rapporto sullo sviluppo del progresso umano in Egitto, il tut...

Omicidio di Stato di Giulio Regeni. Non esiste in Egitto alcun complotto anti italiano

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E ritornano. Eccome se ritornano. Teorie vecchie, fumose, figlie di quella cultura devastante dei depistaggi che ha da sempre caratterizzato il modus operandi di tutte le dittature egiziane. Per capire come funziona l'Egitto qualche teorico di fantasiose teorie potrebbe ad esempio leggersi il libro Giulio fa cose, oppure vedersi il film omicidio al Cairo. C'è tutto lì. Un tutto che spiega perfettamente come opera da sempre il sistema politico e repressivo egiziano con uno dei più alti tassi di corruzione al mondo. Ed ora, proprio nel momento in cui a processo finiranno quattro esponenti di spicco della National Security, e di una ventina ancora si cercherà di capire come fare per farli rientrare nel processo per l'omicidio di Stato di Giulio, perchè è di questo che si tratta, omicidio di Stato, si fa avanti, come riporta la stampa, nuovamente l'ipotesi che quanto accaduto a Giulio, non una "disgrazia" ma un delitto atroce compiuto per mano degli apparati dello...

Arriva la quinta risoluzione dell'Europa contro l'Egitto. Sarà la volta buona o di nuovo solo "ciacole"?

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E siamo a cinque. Cinque risoluzioni del Parlamento europeo sulla questione egiziana. Non è la prima volta che si parla di Giulio, ora il tono è diventato più duro, si affrontano anche altre questioni, violazioni dei diritti umani, liberazione di detenuti politici, revisione dei rapporti, e quant'altro. Ma ad oggi l'Europa con l'Egitto nonostante le sue risoluzioni pregresse non è che si sia comportata in modo coerente con quanto approvato nel corso di questi anni. Anzi.  Siamo alla quinta risoluzione sulla questione egiziana .  Si esprime un chiaro e "forte sostegno politico e umano alla famiglia di Giulio Regeni per la sua costante e dignitosa ricerca della verità; ricorda che la ricerca della verità sul rapimento, sulle torture e sull'omicidio di un cittadino europeo non spetta soltanto alla famiglia, ma si tratta di un dovere imperativo delle istituzioni nazionali e dell'UE che richiede l'adozione di tutte le necessarie azioni diplomatiche".  Non c...

Il Sindaco di Parigi propone la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky e denuncia il regime di Al Sisi che ringrazia e va avanti

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Più si urla, e più il regime si chiude a riccio. L'Egitto di Al Sisi ha circa 60 mila detenuti in qualità di oppositori o così considerati dal regime, reputati come una minaccia per la sicurezza nazionale. Patrick Zaky continua a rimanere in galera, in regime di detenzione cautelare e forse sarebbe il caso di valutare un radicale cambio di strategia comunicativa e mediatica visto che ad oggi si sta ottenendo l'effetto contrario. Intanto, mentre Al Sisi viene ricevuto con tutti gli onori in Francia, il sindaco di Parigi propone la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky, ad Abdel Fattah, blogger e figura emblematica della rivoluzione del 2011, Esra Abdel Fattah simbolo della resistenza femminile ed a Sofia Magdy, giornalista.      Il tutto viene reso noto da Bahey eldin Hassan nel suo profilo Twitter ufficiale diffondendo il comunicato del Comune di Parigi, dove si evidenzia che si è deciso di ricevere Al Sisi, rispettando i protocolli, ma con lo scopo di denunciare le violaz...

Una riflessione sul caso di Patrick Zaky. Forse è arrivato il momento del "silenzio"

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Purtroppo l'Egitto in questi anni lo abbiamo conosciuto, abbiamo capito come si muovono, come ragionano. Una mescolanza tra orgoglio fascista e mentalità mafiosa è quella che trova spazio tra gli alti esponenti del regime dittatoriale egiziano e la bassa manovalanza. Un filo di continuità unisce base e vertice che determina il potere della dittatura. Un Paese dove la libertà di stampa non esiste, dove chiunque esercita una critica, su quel Paese, probabilmente verrà liquidato come una minaccia per la sicurezza nazionale e se mette piede in Egitto finirà in galera. Ci rimarrai per mesi, senza conoscere le carte che stanno alla base dell'accusa. Detenzione cautelare preventiva. Che può portare anche alla morte, come successo Ahmed Abdelnabi Mahmoud . Un padre di famiglia, le cui figlie vivono in America, arrestato illegalmente alla vigilia del natale 2018, e da quel momento, il sistema egiziano è andato avanti a colpi di rinvii della detenzione di 45 giorni. Era nell'ala ...

Dopo due anni di detenzione illegale morto l'ennesimo egiziano nel carcere dove è rinchiuso Zaky

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Si è perso il conto di quante pagine, gruppi, siano dedicate alla libertà di persone arrestate illegalmente dalla dittatura fascista egiziana. Tra queste c'è la pagina Facebook costantemente aggiornata dedicata alla libertà di Ahmed Abdelnabi Mahmoud . Purtroppo morto, o meglio ucciso, dal sistema carcerario egiziano e la notizia in rete viene diffusa nei social dal giornalista egiziano Amr Magdi . L'ennesimo egiziano innocente ucciso dal regime carcerario egiziano. Un padre di famiglia, le cui figlie vivono in America, arrestato illegalmente alla vigilia del natale 2018, e da quel momento, il sistema egiziano è andato avanti a colpi di rinvii della detenzione di 45 giorni. Era nell'ala Skorpion, poi nel complesso di Torah, conosciuta in Italia ultimamente anche per la vicenda di Zaky, visto che è rinchiuso lì. La tremenda prigione politica egiziana pensata, come dicono in Egitto, per non fare uscire vivo chi ci entra. Oltre 1000 sono gli egiziani scomparsi in quel regime...

Non mettete piede in Egitto. È pericoloso

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L'Italia si rifiuta di dichiarare l'Egitto paese insicuro. D'altronde con tutti gli interessi economici in piedi a partire dall'EastMed, la nuova rotta del gas che grazie al contributo italiano vedrà l'Egitto essere una pedina centrale nel Mediterraneo, raggirando la Turchia alleata della Russia di Putin, è difficile immaginare il contrario. Da un lato ogni tanto si usa il bastoncino contro l'Egitto, dall'altro la super carota. E abbiamo fatto scuola anche all'estero. Vedi l'ultimo caso della Germania, che da un lato rimprovera all'Egitto di violare i diritti umani, dall'altro, tramite le sue aziende principali, con il beneplacito del governo, tratta vendita di armi, navi da guerra alla stessa dittatura che viola i diritti umani. Qui si è oltre ogni consapevole presa in giro. E allora non resta che rimettersi al buon senso di ciascuno di noi. Non mettete piede in Egitto.  È un paese pericoloso. Lo abbiamo visto con Giulio quello che è success...

#SiamotutticontroSisi . Nuova protesta social contro la dittatura egiziana. Intanto si rilasciano 700 detenuti, ma Zaky è ancora in carcere

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L'occasione è data dalla “Id al-adha” una nota festa della religione islamica, molto celebrata in Egitto. E cogliendo l'attimo, nel settimo anniversario di questa ricorrenza sotto la dittatura di Al Sisi, i media arabi che diffondono le notizie che vengono censurate dal regime rendono noto di una nuova protesta che parte nei social. Siamo tutti contro Sisi. Invitando in questi giorni a denunciare al mondo le violazioni dei diritti umani compiute in Egitto dalla dittatura militare di Al Sisi usando questo hashtag:  #كلنا_واحد_ضد_السيسي . Intanto, si osserva che vengono perdonati dal presidente 770 detenuti in occasione di questa festa, la pratica del perdono presidenziale è abbastanza diffusa in Egitto, ma Zaky, nonostante ciò, continua a rimanere in galera in via cautelare, come segno di accanimento da parte della dittatura egiziana. Dal 2013 in Italia, anno in cui Al Sisi prenderà il potere, sono state analizzate 5000 pratiche circa di richieste d'asilo. La metà sono st...

Non ci sono più scuse. Va richiamato l'ambasciatore italiano dall'Egitto

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Anche se l'omicidio di Giulio Regeni e la continua detenzione di Patrick Zaky sono fatti sconnessi, hanno in comune il regime fascista egiziano, il cui potere giudiziario, dopo la riforma costituzionale, risponde agli ordini del Presidente Al Sisi che con il colpo di stato del luglio 2013 ha portato i militari al potere in Egitto.  Oltre 77 mila persone hanno firmato la petizione con la quale richiamare l'ambasciatore italiano dall'Egitto.  Cantini è stato inviato da Alfano in Egitto dopo il richiamo del suo predecessore in Italia per consultazioni e da quel momento, dal 14 agosto 2017, quando ne è stato deciso il ritorno di questa figura, che si verificherà nel mese di settembre, c'è stato un solo nastro. L'ambasciatore non si smuove dall'Egitto. Rimane lì.  Che poi si sia ottenuto di più quando l'ambasciatore venne richiamato che quando questo è ritornato in Egitto, sembra contare poco. Qualche accontentino da parte egiziana che poi si è rivelato essere l...

L'Emilia Romagna è la prima regione italiana a "sospendere" i rapporti con l'Egitto

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Ad oggi in Italia sono la Camera dei deputati ha osato sospendere i rapporti diplomatici con l'Egitto.  Ma un secondo tassello si sta unendo  a quello della Camera. E arriva da una Regione importante. Una delle più importanti. Mentre la Regione di Giulio, il Friuli Venezia Giulia, ha eliminato lo striscione verità per Giulio dalla facciata del palazzo regionale ed eliminato il logo anche dal sito della Regione, è rimasto solo su quello del Consiglio regionale, è l'Emilia Romagna a dare un segnale importante. No, non è una sospensione dei rapporti diplomatici. Ma è pur un segnale importante e per come vanno le cose nel disastrato nostro Paese per nulla scontato. La vice presidente della Regione Elly Schlein, ha dichiarato che intervenendo a nome della Giunta regionale  ha chiesto "di sospendere e rinviare in Commissione la ratifica di un accordo di collaborazione sull'educazione e la formazione professionale tra Regione Emilia-Romagna e il Fondo per lo Sviluppo dell’...